Elezioni USA – Sarà l’economia a salvare Trump?

Elezioni USA – Sarà l’economia a salvare Trump?

Le elezioni di metà mandato del 6 novembre, dove si rinnova tutta la Camera dei Rappresentati e un terzo del Senato, si avvicinano. Come finiranno? Ogni analista, giornalista e commentatore ha una sua versione. C’è un elemento comune a molte analisi: il ruolo dell’economia e l’idea che possa salvare Donald J. Trump dal disastro. È vero?

La relazione tra economia e risultati delle elezioni

Stabilire un nesso causale tra l’andamento dell’economia e i risultati elettorali non è semplice. Quale indicatore o quali indicatori si possono usare? La Federal Reserve, la banca centrale statunitense, ne pubblica 45.000 all’anno. Il rischio è che se ne scelga strumentalmente uno per far uscire quello che si vuole.

Comunque, alcuni tentativi di trovare una correlazione, che non implica per forza un nesso causale, tra economia e risultati elettorali alle presidenziali e alle elezioni di metà mandato sono stati fatti.

Una delle prime ricerche sull’argomento è stata pubblicata nel 1978 dall’economista di Yale, Ray C. Fair. Usando molti dati economici, tra cui crescita del Pil, deflatore e interessi reali, dal 1890 è riuscito a dimostrare parzialmente che una correlazione esiste, seppur debole.

Lynn Vavreck sul The New York Times nel 2014 ha calcolato gli indici di correlazione tra la crescita del PIL e i risultati alle presidenziali e quelli alle midterm: 0,64 e 0,03 (scala da 0 a 1). In altre parole, l’economia ci spiega in parte perché si sceglie un presidente, ma non perché si sceglie un determinato deputato e senatore.

G. Elliott Morris, data journalist dell’Economist, su Twitter ha provato a vedere se c’è un legame tra i seggi guadagnati alla Camera e i cambiamenti nei tassi di disoccupazione e dal grafico qui a destra emerge chiaramente che non c’è alcuna relazione tra le due cose.

Nate Silver, il famoso analista elettorale, nel 2012 sul The New York Times ha provato a vedere tra vari indicatori economici quale era correlato con i risultati delle presidenziali. E non ha trovato nulla che potesse davvero spiegare i risultati elettorali. Sempre Silver, nel corso delle elezioni ha modificato il suo modello di previsione elettorali e ha escluso le variabili economiche, come si può vedere leggendo la spiegazione di quello di quest’anno.

In generale, possiamo dire che le previsioni basate esclusivamente sui cosiddetti “fondamentali” economici non funzionano. Tra il 1992 e il 2008 sono stati usati 58 modelli per prevedere l’esito delle presidenziali. L’errore medio nel prevedere il voto popolare è stato pari a 8 punti. Non un grande risultato.

C’è però da considerare che la percezione dell’economia e l’andamento economico non sempre coincidono. Vediamo cosa pensano gli americani. 

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