Elezioni Regionali Sicilia – Sondaggio Piepoli per La Stampa: nettamente primo il centrodestra, testa a testa fra il M5S e il centrosinistra per il secondo posto

Elezioni Regionali Sicilia - Sondaggio Piepoli per La Stampa: nettamente primo il centrodestra, testa a testa fra il M5S e il centrosinistra per il secondo posto
Dopo l’incredibile sondaggio di qualche giorno fa, Piepoli presenta un sondaggio sulle intenzioni di voto per area politica. Nettamente in testa il centrodestra (con candidato Nello Musumeci), che raggiunge il 37% dei consensi e stacca di diversi punti i partiti avversari.

Lotta serrata per la seconda posizione tra il M5S che sostiene Giancarlo Cancelleri e il centrosinistra che candida Fabrizio Micari, con il primo che raggiunge il 29% dei consensi e il secondo che si attesta al 28%. Nettamente staccata invece l’area di sinistra rappresentata da Claudio Fava che raggiungerebbe solo il 4% (mentre secondo un sondaggio degli scorsi giorni sulle intenzioni di voto per i candidati Fava era al 25% ).

L’affluenza prevista è del 51% degli elettori, in leggera crescita rispetto al 2012 quando votò il 47,2%.

Viene inoltre chiesta una previsione sul risultato delle elezioni regionali da parte di tutto l’elettorato italiano. Il 28% ritiene che a vincere sarà il centrodestra, mentre quasi un quarto degli elettori pensa che prevarrà il M5S. Staccati il centrosinistra e la sinistra, rispettivamente ritenuti vincenti dal 13% e dal 5% degli elettori. Quasi un terzo dell’elettorato non si esprime.

 

Considerando i due sondaggi (quello delle intenzioni di voto per area politica e per i candidati governatori), si crea uno scenario improbabile alla luce della legge elettorale siciliana. Infatti Claudio Fava personalmente viene accreditato al 25% dei consensi, mentre l’area che lo supporta solo al 4% (discorso inverso per Fabrizio Micari). Dovrebbe dunque essere presente un voto disgiunto di oltre 20 punti percentuali in favore dello stesso Fava.

La legge elettorale siciliana prevede però che alla lista unica regionale associata al candidato Presidente siano trasferiti, nel caso in cui non vi sia indicazione di voto disgiunto o di voto per una determinata lista regionale, i voti delle liste provinciali che lo supportano. In queste condizioni il voto disgiunto di solito si limita a pochi punti percentuali, come evidenziato dalle scorse elezioni regionali.

Emblematico di questo fatto è inoltre il caso delle elezioni comunali di Palermo del 2012 e del 2017. Mentre nelle elezioni 2012 il voto per le liste era completamente scollegato dal voto per il sindaco ed era dunque necessario tracciare anche la croce sul nome del candidato sindaco prescelto, nelle elezioni 2017 è presente il trasferimento del voto dalle liste al sindaco (così da avere quello che viene definito “effetto trascinamento delle liste”). Questo ha portato nel 2012 ad avere un enorme voto disgiunto in favore del candidato Orlando (oltre 25 punti percentuali di differenza tra le liste e il candidato sindaco), mentre nel 2017 a limitarlo, come atteso, entro pochi punti percentuali.

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