Il GIRAMONDO – Uno sguardo a sondaggi ed elezioni in giro per il Mondo: Elezioni in Kenya

Il GIRAMONDO – Uno sguardo a sondaggi ed elezioni in giro per il Mondo: Elezioni in Kenya

A contendersi il primato elettorale, in questo clima che si fa di giorno in giorno più infuocato, mentre giungono notizie di violenze dalla Rift Valley (feudo incontestato dell’opposizione) e il capo della missione di osservatori dell’Unione Europea, Marietje Schaake, esprime timori di esplosioni di violenze, sono due blocchi: quello che si raccoglie attorno al partito Jubelee – che sostiene l’attuale presidente e candidato Uhuru Kenyatta – e la coalizione della National Super Alliance (Nasa) che ha scelto Raila Odinga come proprio candidato. Nelle ultime settimane, grazie alla ritrovata unità dei cinque leader storici dell’opposizione (Raila Odinga, Moses Simiyu Wetangula, Stephen Kalonzo Musyoka, Wycliffe Musalia Mudavadi e Isaac Kiprono Ruto), la Nasa sembra aver guadagnato punti decisivi. 

Candidati presidente:

Uhuru Kenyatta, presidente uscente, ex leader del partito politico Kenya African National Union (KANU), l’ex partito unico del Kenya, è il figlio di Ngnina Muhoho e Jomo Kenyatta, il padre della indipendenza del Kenya, che è stato presidente dal 1964 fino alla sua morte, avvenuta nel 1978.

Uhuru Kenyatta è stato accusato di crimini contro l’umanità dalla Corte Penale Internazionel per la sua presunta collaborazione nei crimini commessi dopo le elezioni presidenziali del 2007 contro gli oppositori politici collegabili al Orange Democratic Movement, principalmente di etnia Luo, Luhya e Kalenjin. Tuttavia il Procuratore ha successivamente ritirato le accuse per mancanza di prove ed il caso è stato conseguentemente archiviato il 13 marzo 2015.

Raila Odinga, ex Primo ministro del Kenya, si presenta per la terza volta alle elezioni presidenziali. E’ stato membro del parlamento dal 1992, divenendo in seguito Ministro dell’Energia e dei Lavori Pubblici.

Leader del partito ODM, Movimento Democratico Arancione, di etnia Luo, ha sfidato il premier in carica Mwai Kibaki per le elezioni presidenziali del 27 dicembre 2007. Secondo i risultati delle elezioni proclamati dal governo, ma contestati da più parti (inclusi gli osservatori delle Nazioni Unite), Kibaki fu il vincitore delle elezioni ma a causa degli scontri interetnici seguiti alla proclamazione dei risultati, fu creato un governo di unità nazionale con Odinga come Primo Ministro, che andò avanti fino alle elezioni del 2013.

Principali partiti:

Il Jubilee Party of Kenya è un partito politico, creato nel settembre 2016, dalla fusione dei principali membri della  Jubilee Alliance (che nel 2013 si era presentato nella coalizione National Alliance, e altri 10 partiti minori tra cui l’United Republican Party (URP), l’Alliance Party of Kenya (APK) e l’United Democratic Forum (UDF). Il leader del nuovo partito è Uhuru Kenyatta, presidente del Kenya e il suo vice è William Ruto, attuale vicepresidente del paese.

La National Super Alliance, conosciuta dalla sua abbreviazione NASA, è stata formata nel Gennaio 2017 dai maggiori partiti di opposizione tra cui l’Orange Democratic Movement (ODM), il Wiper Democratic Movement (Wiper), il Forum for the Restoration of Democracy – Kenya (FORD-Kenya) e la National Rainbow Coalition.

Raila Odinga, Musalia Mudavadi, Kalonzo Musyoka, Moses Wetangula e Isaac Ruto sono i leader principali della coalizione.

L’Orange Democratic Movement è nato da un movimento popolare formatosi durante la campagna per il referendum costituzionale keniano del 2005. Il partito si divise nel 2007 in due con la scissione del Wiper Democratic Movement.

Il nome “orange” proviene dal simbolo sulle schede elettorali nel referendum del 2005, in cui un voto “sì” era rappresentato dalla banana e un voto “no” era appunto l’arancia.

 


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