IL MAPPAMONDO – Due miniStati alle elezioni: gli scandali non convincono gli elettori a Malta; scissioni, intrighi e complotti politici in Lesotho

IL MAPPAMONDO - Due miniStati alle elezioni: gli scandali non convincono gli elettori a Malta; scissioni, intrighi e complotti politici in Lesotho

di Skorpios

Domenica 3 giugno si sono svolte due tornate elettorali in due Paesi entrambi molto piccoli ma molto diversi tra loro: il primo è Malta, frontiera europea sul Mediterraneo; il secondo è un Paese circondato interamente da terra, enclave del Sudafrica, il Lesotho.

MALTA

Il piccolo arcipelago del Mediterraneo è conosciuto per essere crocevia delle culture più disparate, come dimostra la sua lingua, frutto della fusione dell’Arabo, del Siciliano, dell’Italiano e dell’Inglese. Politicamente, Malta è ancora uno dei pochi Paesi in Europa dove ancora esiste un centrosinistra che, da solo, è in grado di governare autonomamente la nazione, e che, nuovamente, ha vinto le elezioni, come dimostra la tabella qui di seguito.

Il sistema maltese è fondamentalmente bipartitico e si fonda sullo storico scontro tra il Partito Laburista, socialdemocratico, e il Partito Nazionalista, liberalconservatore.  A queste elezioni il Partito Nazionalista si è unito, per avere più speranza di battere il centrosinistra, con il Partito Democratico, partito moderato centrista che si riferisce a se stesso come partito di centrosinistra, similmente al Partito Democratico del nostro Paese. Il PD (o meglio DP) maltese ha fatto qualcosa in più a queste elezioni: ha costruito una coalizione unitaria con il Partito Nazionalista, e ha creato una nuova forza, i Nazionalisti Democratici. 

Il Primo Ministro uscente, il laburista Joseph Muscat, giovane politico socialdemocratico, ex giornalista radiofonico e politico di lungo corso, ha supportato durante il suo mandato, in particolare, politiche di protezione ambientale, e ha, allo stesso tempo, ridotto le tasse nel Paese. Nonostante le politiche governative gli abbiano regalato abbastanza popolarità tra i cittadini maltesi, diversi scandali hanno intaccato la sua credibilità. In particolare, così come era successo per il Primo Ministro islandese Sigmundur Davio Gunnlaugsson, Muscat ha dovuto dimettersi dopo periodiche rivelazioni sul suo coinvolgimento nello scandalo dei Panama Papers, a cui si sono aggiunte anche accuse di mazzette.  Nonostante, quindi, la sua esperienza di governo si sia interrotta in ragione degli scandali denunciati con vigore dall’opposizione di centrodestra, Muscat, secondo i sondaggi, rimane ancora popolare ed è stato dato sin da subito come vincente alle elezioni anticipate del 3 giugno. Muscat esce anche da un lungo mandato come Presidente del Consiglio dell’Unione Europea, iniziato il 1 gennaio 2017.
Il giovane premier si è anche distinto per la sua politica di ascolto e di dialogo con i cittadini, istituendo nel corso del suo mandato diverse iniziative volte a raggruppare imprenditori e lavoratori nazionali e stranieri e a radunarli in organismi di advising all’esecutivo sulle politiche governative da intraprendere. Durante il suo mandato, inoltre, il Paese è cresciuto molto velocemente, anche grazie alle riduzioni fiscali promosse dal Governo, e l’inflazione è diminuita.

Tutte ragioni per cui, nonostante gli scandali di corruzione e frode fiscale, i Laburisti maltesi sono ancora molto popolari nel Paese.

Nella mappa a sinistra, in fucsia le circoscrizioni elettorali dove hanno prevalso i Laburisti; in celeste le circoscrizioni dove hanno vinto i Nazionalisti Democratici. In particolare, la rinnovata attenzione del governo labour alle altre isole e in particolare a Gozo ha premiato la maggioranza uscente, che ha prevalso anche nella capitale e nelle aree circostanti a Sud. Una divisione storicamente consolidata quella sull’isola principale, a cui ha corrisposto un rafforzamento nelle altre isole, ove, nel 2013, era il Partito Nazionalista ad aver raggiunto il primo posto.

I risultati hanno visto non cambiare di quasi una virgola le percentuali di quattro anni fa, quando i Labour avevano prevalso per 36mila voti (oggi prevalgono di 40mila). Una nuova sfida che durerà altri cinque anni per Joseph Muscat, che sarà per la seconda volta Primo Ministro, e che ha dimostrato che la propensione agli scandali e la mancanza di onestà sono spesso considerati elementi perdonabili dai cittadini di alcuni Paesi, di fronte a dei risultati politici vantaggiosi.

Malta è uno dei tre soli Paesi dell’Unione Europea con un esecutivo di centro-sinistra (insieme a Lituania e Slovenia), e l’unico dove il partito di centrosinistra del Primo Ministro non governa in coalizione.


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