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IL MAPPAMONDO – El Salvador, alle prime elezioni politiche dell’anno vince un outsider

di Skorpios

EL SALVADOR

Nella Repubblica centroamericana di El Salvador si sono tenute le elezioni presidenziali. Vincitore ne è risultato il moderato Nayib Bukele, che non apparteneva a nessuno dei due schieramenti storici di destra e sinistra. Bukele sostituirà l’uscente Salvador Sanchez Cerén, detronizzando dal potere un altro partito socialista latinoamericano,  FARABUNDO.

L’affluenza, nonostante l’effetto novità, in calo di circa tre punti, si è attestata al 51,9%.

El Salvador, Paese sul Pacifico tra l’Honduras e il Guatemala, ha conosciuto una storia caratterizzata nel dopoguerra da rivoluzioni e colpi di Stato nazionalisti (in pieno stile “sudamericano” old style), successivamente il Paese ha subito un ventennio di governi di destra (1989-2009), che è terminato con la vittoria di Mauricio Funes, socialista di Farabundo, a cui è seguita poi la Presidenza di Cerén (nel Salvador il Presidente non è immediatamente ricandidabile). Una storia che si può approfondire nel relativo articolo di Fabbio. Un esempio piuttosto felice di sinistra latinoamericana, che ha ampliato i diritti civili (per esempio riforme sul diritto all’aborto), ha messo in primo piano le politiche ambientali (El Salvador è stato il primo Paese a vietare le miniere di materie metalliche), e le politiche a favore dei lavoratori (il salario minimo è aumentato del 40%). Eppure, dopo una prima riconferma da parte degli elettori salvadoregni di FARABUNDO nel 2014, la fiducia nel partito è stata condizionata da diverse accuse di corruzione e influenzata dagli echi venezuelani. Ma non solo, i politici di FARABUNDO sono stati anche accusati di scendere a compromessi con gli oppositori della destra di ARENA per salvaguardare il sistema di potere. Diverse sono le voci di appoggio fattivo ad ARENA al secondo turno. Nel dubbio, ha vinto Bukele.

Come si può notare dalla mappa del voto, Bukele ha prevalso in tutte le regioni del Paese, e in alcune, indicate con la freccia all’insù, ha ottenuto oltre il 50% (non solo nelle regioni più urbane, dove normalmente prevale ARENA, ma anche nell’est più povero, dove l’FMLN non ha subito un crollo ingente).

Ma chi è Nayib Bukele? E’ un imprenditore di origine palestinese, figlio di un imam, che lavora nell’ambito dei motori.  Prima sindaco di un paesino e poi sindaco della capitale San Salvador, si è contraddistinto per il suo protagonismo, ottenendo le antipatie del partito di provenienza. Nientepopodimeno che Farabundo. Espulso nel 2015 per aver promosso presunte divisioni correntizie nel partito, fonda un partito di centrodestra, GANA, grazie anche all’appoggio di alcuni parlamentari di ARENA. Una vera e propria confusione quasi all’italiana. Tra l’altro GANA non è certo immune alle accuse di corruzione rimproverate a FARABUNDO, ma tant’è.

Bukele promette rinnovamento, grazie anche al suo rapporto molto mediatico e sapiente con i social. Ha battuto al primo turno, assestandosi ben oltre il 50%, il candidato della sinistra e il bel faccino della destra Carlos Calleja. Tra politici riciclati e sospetti, però, non è detto che quella di Bukele sarà davvero una nuova politica.