IL MAPPAMONDO – La nuova Africa: in RDC il cambiamento è solo a metà. In Bangladesh comanda una Madre-Padrona

IL MAPPAMONDO - La nuova Africa: in RDC il cambiamento è solo a metà. In Bangladesh comanda una Madre-Padrona

di Skorpios

L’anno 2018 è terminato con due appuntamenti elettorali dell’ultima ora: quello in Bangladesh, ormai reame della Regina indiscussa Sheikh Hasina, e quello, rimandato per ben due anni, della Repubblica Democratica del Congo.
Sfortunatamente, a causa del ritardo della CENI (la Commissione Elettorale congolese) nel rilasciare i risultati ufficiali e  dell’incompletezza dei risultati rilasciati dalla commissione bengalese, c’è stato anche uno slittamento in avanti della presente rubrica rispetto alla data ufficiale delle elezioni.

Il trend internazionale appare confermato: un arretramento democratico di molti Paesi occidentali (gli esempi sarebbero troppi) e di Paesi in via di sviluppo (la recente crisi in Sri Lanka, fortunatamente finita bene, e la salita al potere di Bolsonaro in Brasile), e un cambiamento inverso che, con le dovute proporzioni e con tempi lunghi e continui rischi di instabilità, sta, come un domino, coinvolgendo il Continente Africano. In pochi anni, le cose sono cambiate (in meglio, dal punto di vista del livello democratico) in Tunisia, in Gambia, in Zimbabwe, in Angola, nella Repubblica Centrafricana, in Burkina Faso, in Etiopia. Altri regimi ancora in auge tremano, come l’Algeria di Bouteflika, ormai un morto vivente, il Gabon dei Bongo, colpito da un ictus e da un tentativo di colpo di Stato, il Burundi di Nkurunziza, sempre più instabile, il Sudan di Al Bashir, insediato dalle proteste. Con le dovute eccezioni (vedasi una sempre più autoritaria Tanzania), l’Africa, dimenticata da tutti, tranne dalla Cina, sta assumendo sempre più un ruolo che non ha mai avuto e che, si spera, possa consolidarsi e ripercuotere i propri effetti anche dal punto di vista dello sviluppo economico-sociale.
Quanto alla RDC, tuttavia, le cose sembrano molto meno facili del previsto: dopo l’apparente e inaspettatissima vittoria di Felix Thsisekedi è già scoppiato il caos delle contestazioni.

REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

Dopo più di dieci giorni la CENI, la Commissione Elettorale dell’ex Zaire, ha rilasciato i risultati proclamando vincitore il candidato dell’opposizione, Felix Tshisekedi. Finisce così la dittatura ereditaria dei Kabila, iniziata nel 1997.

Undici lunghi giorni di accuse, rischi di sommosse e di guerra civile, tentativi di riparare all’irreparabile. Undici giorni in cui Internet è rimasto spento in tutta la nazione. Il tentativo, malcelato, del regime di Joseph Kabila, il dittatore figlio di dittatore che non voleva abbandonare alla scadenza del termine dei due mandati e ha rimandato per due anni le elezioni, era quello di fare un qualcosa “alla Camerun”, Paese in cui recentemente sembrava aver vinto l’opposizione ma, dopo giorni di ritardo nella proclamazione dei risultati e con internet spento e stampa silente, il dittatore Paul Biya era riuscito a rendere magicamente discordante l’esito finale dalle aspettative dei Camerunensi.

Posted in

Fai i tuoi acquisti su Amazon

Tramite i banner presenti sul sito.


Se acquisti su Amazon (frequentemente o sporadicamente), puoi aiutare Sondaggi Bidimedia accedendo al popolare sito di e-commerce cliccando sul banner riportato di seguito (o su uno qualsiasi dei banners Amazon presenti sul sito).

Acquista su Amazon da questo link


Tu pagherai lo stesso importo per l'oggetto che intendi acquistare, Sondaggi Bidimedia potrà contare su una piccola (ma importante) percentuale sulla somma spesa.