IL MAPPAMONDO – Lettonia divisa tra Russia e UE (ma crollano le destre tradizionali); la Bosnia e il rischio scissione; il Brasile verso l’estrema destra

IL MAPPAMONDO - Lettonia divisa tra Russia e UE (ma crollano le destre tradizionali); la Bosnia e il rischio scissione; il Brasile verso l'estrema destra

di Skorpios

Tra il 6 e il  7 ottobre si sono tenute le elezioni parlamentari in Lettonia, le elezioni presidenziali e parlamentari in Bosnia-Erzegovina, il primo turno delle presidenziali brasiliane nonché le (scontate) presidenziali camerunensi.

LETTONIA

In Lettonia sono arrivati primi, ma in calo e senza maggioranza, i socialdemocratici di Armonia. Tuttavia, in generale si è potuto assistere a un forte calo dei partiti tradizionali e al governo (di destra, centro, ed anche dell’estrema destra) in favore dei nuovi partiti.

I maggiori consensi a questi ultimi si sono equamente divisi tra partiti fortemente antieuropei e filo-russi e partiti, al contrario, fortemente europeisti e anti-russi – diversamente da quanto descritto dai media italiani, che vedono una vittoria esclusivamente dei primi. Il risultato politico delle elezioni mostra quindi un Paese che soffre di una scissione profonda tra Europa e Russia, che non sa da che parte andare, e che non ha ad oggi una prospettiva di maggioranza governativa.

Il Governo uscente, di Maris Kucinskis, il partito verde agrario, era succeduto al governo di Laimdota Straujuma. Entrambi i governi facevano seguito alle elezioni del 2014, in cui i Socialdemocratici erano arrivati primi ma senza maggioranza, ed entrambi i governi si erano formati in funzione dell’isolamento delle forze considerate filo-russe. Per ogni approfondimento si consulti l’articolo del collega Fabbio. Si deve ricordare, infatti, che i Socialdemocratici lettoni sono vicini alla minoranza russa nel Paese; in passato sono stati accusati di avere accordi con Russia Unita, cosa che nelle repubbliche baltiche ha allarmato non poco. Oggi, però, i vertici respingono le accuse, in risposta alle quali hanno rotto, nel 2017, ogni partnership con il partito di Putin. I Socialdemocratici sono dunque diventati, almeno all’apparenza, più europei e più moderati, ma questo non è bastato: nonostante l’opposizione, e nonostante la conservazione del primo posto nello scenario politico lettone, hanno visto diminuire i propri consensi di ben 4 punti.
E’ andata peggio ai partiti di governo, che sono anche i partiti tradizionali del centro-destra lettone: Unità, liberalconservatore, del Commissario per la Stabilità Finanziaria Valdis Dombrovskis, crolla di 15 punti, gli agrari del premier Kucinskis di 10, e un forte calo lo subisce anche l’estrema destra di Alleanza Nazionale, di 6 punti.

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