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IL MAPPAMONDO – Il Madagascar torna a Rajoelina l’avventuriero

di Skorpios

MADAGASCAR

Il 19 dicembre si è tenuto il secondo turno delle elezioni presidenziali in Madagascar, la più grande isola dell’Oceano Indiano e una delle più grandi del mondo, dove vige un sistema repubblicano semipresidenziale. Dopo una settimana, i risultati sono più o meno definitivi e segnano il ritorno dell’ex Presidente Andry Rajoelina.

Il Presidente uscente, Hery Rajaonarimampianina, il Capo di Stato con il cognome più lungo del mondo, è stato sconfitto al primo turno raggiungendo un’amarissima percentuale inferiore al 9%. Le elezioni hanno visto una bassa partecipazione (solo il 48% al secondo turno) a riprova del disinteresse per la politica e soprattutto per i candidati tutti già visti di queste elezioni.

Come raccontato più dettagliatamente nella rubrica di approfondimento Il Giramondo, i maggiori candidati erano tutti ex Presidenti del Paese; oltre Rajaonarimampianina vi era anche l’ex Presidente Marc Ravalomanana, a capo del Paese dal 2002 al 2009, proveniente dalle tribù centrali, imprenditore, liberista, amico dell’Occidente e grande rivale dell’ex Presidente socialista Ratsiraka, costretto successivamente a fuggire all’estero; in seguito alla sua politica economica fortemente “amica” delle multinazionali, diverse proteste scoppiarono nel Paese, portando l’esercito ad approfittarne. Il giovane Andry Rajoelina, il solo 34enne sindaco della capitale, di ispirazione populista, si mise a capo della rivolta. Il golpe riuscì, anche se il nuovo governo dittatoriale guidato ad interim da Rajoelina ricevette interventi di condanna da parte dell’Unione Africana, dell’UE e dell’Occidente, così come dell’ONU. Queste inimicizie portarono gli investitori esteri a fuggire, con un conseguente tracollo netto dell’economia malgascia, complici anche le sanzioni economiche internazionali.  Con una nazione in ginocchio, Rajoelina si dimise nel 2013 e non poté ricandidarsi alle elezioni successive (insieme a Ravalomanana e Ratsiraka). Andò al potere il suo delfino, ex Ministro dell’Economia, Rajaonarimampianina, che promise una nuova epoca di pacificazione del Paese, dissociandosi dal giovane Andry e fondando una forza politica autonoma.

Quest’epoca di pacificazione ha raggiunto il suo apice con queste elezioni, dove degli acerrimi nemici si sono sfidati democraticamente. Più o meno: infatti i risultati ufficiali della Commissione Elettorale sono stati disconosciuti da tutti gli sconfitti, e a ciò è seguito il solito caos all’africana.