Istituto Cattaneo – Flussi elezioni amministrative: elettori 5Stelle in fuga ovunque, più fedeli quelli Pd, Cdx netto vincitore.

Istituto Cattaneo - Flussi elezioni amministrative: elettori 5Stelle in fuga ovunque, più fedeli quelli Pd, Cdx netto vincitore.

Analisi dell’Istituto Cattaneo per il Corriere della Sera in cui vengono analizzati i flussi elettorali dei principali partiti tra le politiche del 4 marzo e le amministrative di domenica scorsa.

Si analizza quindi cosa abbiano votato domenica in quattro città rappresentative (Brescia, Vicenza, Pisa ed Ancona) e nel totale dei capoluoghi quegli elettori che alle ultime politiche hanno espresso preferenza rispettivamente per 5Stelle, Pd, Lega e FI.

Già in base ai risultati grezzi si intuisce come i 5Stelle abbiano avuto l’elettorato di gran lunga più fluido e meno fidelizzato: solo il 12,1% degli elettori dei comuni capoluogo ha infatti votato il Movimento di Luigi di Maio, contro il 32,7% delle politiche. Rispetto a 5 anni fa risulta una crescita di appena pochi decimali, nulla per quello che dovrebbe essere il primo partito italiano in cerca di conferme. Guardando alle singole città, al netto della mancata presentazione della lista a Vicenza, il miglior risultato lo ottengono ad Ancona, ma è un mezzo disastro anch’esso con appena il 34% dei grillini del 4 marzo che conferma il voto. A Brescia e Siena addirittura meno di un elettore su cinque delle politiche ha rivotato i 5 Stelle. Interessante notare come i consensi ex-pentastellati, posto che l’astensione risulta sempre la prima scelta, non si riversino univocamente in una direzione, ma varino molto a seconda della località: a Vicenza e Pisa vanno così in prevalenza verso il Centrodestra mentre ad Ancona ed ancora di più a Brescia premiano il Centrosinistra.

L’elettorato Pd al contrario è di gran lunga il più fedele, toccando in quasi tutti i centri tassi di riconferma vicini o superiori al 90%. Spicca l’eccezione di Pisa, dove fa la parte del leone presumibilmente la civica di Sinistra (altri) che raccoglie il 30% dei piddini senesi: in una città governata univocamente dal Centrosinistra è probabile che ciò sia dovuto anche ad una voglia di cambiamento generalizzata e di avversione ai governanti troppo “abituali”. Guardando al totale dei voti nei capoluoghi, il dato del Centrosinistra è indubbiamente positivo dato che risalirebbe dal pessimo 25% delle politiche ad un molto più dignitoso 34% (pur ancora lontano dai fasti del 41% del 2013), recuperando voti sia da Sinistra (anche grazie ad alleanze frequenti con LeU e civiche di Sinistra), sia ai 5Stelle.

Il Centrodestra, nonostante tutti i dubbi sull’esistenza dell’alleanza sul piano nazionale, risulta il chiaro vincitore dell’ultima tornata amministrativa: oltre ai comuni conquistati, primeggia nel dato delle liste con un ottimo 38%, in miglioramento rispetto alle ultime politiche (33,4%) ed a maggior ragione guardando al 2013 quando andava spesso diviso ed era ai minimi storici. Unico neo, la parziale infedeltà dell’elettorato sia leghista sia di Forza Italia: i primi infatti hanno la sorprendente tendenza, in misura di circa un elettore su 3 in totale, a spostarsi verso l’astensione o in diverse città addirittura verso il Centrosinistra, fino al 18% leghista a Vicenza che ha sostenuto il candidato opposto rispetto alla Lega. Un effetto probabilmente dovuto ai singoli candidati ma che denota una certa fluidità nell’elettorato. I forzisti invece restano fedeli al partito di Berlusconi e non votano praticamente mai fuori dal Centrodestra ma risultano più difficili da portare alle urne nelle elezioni amministrative, come già più volte verificatosi negli ultimi anni: dal 20% di Vicenza fino al 39% di Pisa, molti elettori di FI si sono astenuti.