La nuova legge elettorale: il “Rosatellum-bis” – L’Analisi Bidimedia

La nuova legge elettorale: il "Rosatellum-bis" - L'Analisi Bidimedia

La nuova legge elettorale, approvata in via definitiva dal Senato il 26 ottobre, appartiene alla categoria dei sistemi elettorali misti, ovvero quelli che includono una quota di seggi assegnati con metodo proporzionale e i rimanenti assegnati con metodo maggioritario.

Nel “Rosatellum-bis”, una volta scorporati i seggi assegnati alla circoscrizione estero che continueranno ad essere assegnati col metodo previgente, 232 seggi alla Camera e 116 al Senato verranno assegnati col maggioritario, il 37,5% del totale per entrambe le camere. Questi parlamentari saranno eletti in collegi uninominali a turno unico, in cui il seggio va al candidato che ottiene anche un solo voto più dell’avversario: il metodo “first past the post” di matrice britannica, già sperimentato in Italia ai tempi della legge c.d. Mattarellum (con prevalenza dei rispettivi sistemi rovesciata).

 

I seggi assegnati col metodo proporzionale – 386 alla Camera e 193 al Senato, pari al 62,5% del totale – prevedono invece una ripartizione tra le liste che avranno ottenuto almeno il 3% su scala nazionale, ma in ottica coalizionale: verranno prima sommati i voti di tutte le liste che abbiano ottenuto almeno l’1% all’interno di ogni coalizione (che abbia a sua volta ottenuto almeno il 10% dei voti); successivamente, ottenuto il totale coalizionale, verranno assegnati i seggi spettanti alla coalizione che saranno poi ripartiti proporzionalmente alle sue liste sopra al 3%. Ad esempio, all’interno di una coalizione la lista X ottiene il 24%, la lista Y il 5%, la lista W il 2,2%, la lista Z lo 0,8%; il totale coalizionale sarà 31,2% – da ricalcolare al netto degli ulteriori voti dispersi – ed i seggi corrispondenti a questa percentuale saranno distribuiti tra le sole liste X e Y.

Per le liste che si presentano in solitudine quanto detto sopra ovviamente non vale e resta ferma la soglia del 3% per accedere alla ripartizione dei seggi secondo le regole delle due camere.

La sotto-soglia dell’1% è un deterrente a presentare le varie liste civetta (Viva la mamma, Consumatori, Pensionati, Forza Roma, ecc.) all’interno delle coalizioni, in quanto le liste che rimarranno sotto l’1% dei voti validi all’interno di una coalizione non solo non avranno seggi, ma saranno del tutto ininfluenti ai fini dell’assegnazione degli stessi, alla stessa stregua delle liste in solitaria che rimarranno sotto la soglia del 3%.

 

Cercheremo ora di chiarire meglio, in mini-capitoli, le varie particolarità della legge.

Liste e candidati (fac-simile della scheda, quasi identica per Camera e Senato al link http://www.repubblica.it/politica/2017/09/21/foto/legge_elettorale_ecco_la_scheda_del_rosatellum_bis-176106939/1/#1) : l’elettore troverà all’interno dello stesso rettangolo il nome del candidato nel collegio uninominale e i simboli delle liste che lo sostengono, con stampati i nomi che le rispettive liste candidano in quel collegio proporzionale. Le liste sono bloccate, e non sarà quindi possibile esprimere preferenze, ma si tratterà di mini-listini di minimo 2 e massimo 4 nomi; l’elettore potrà esprimere il voto solo per il candidato all’uninominale, e in quel caso il suo voto andrà ripartito proporzionalmente tra le liste corrispondenti della quota proporzionale nell’ambito del medesimo collegio: ponendo un totale di 450 voti da ripartire su una coalizione di tre liste (assumendo, per comodità, tre liste a pari valore), ognuna riceverebbe in dote un surplus di 150 voti. In alternativa si potrà scegliere una lista e in tal modo l’elettore voterà sia una sola lista specifica che il candidato uninominale, in quanto non è previsto il voto disgiunto. Ovviamente se un candidato nell’uninominale è sostenuto da una sola lista, il voto andrà in automatico al candidato ed alla lista qualsiasi opzione si scelga.

 

Collegi e circoscrizioni: nella quota maggioritaria vi saranno 232 collegi alla Camera e 116 al Senato, in cui ogni coalizione o lista che si presenta in solitaria potrà esprimere un solo candidato. In questi collegi uninominali l’assegnazione dei seggi è estremamente intuitiva: il candidato che ottiene più voti risulta eletto.

I collegi proporzionali (ottenuti dall’accorpamento di due o più collegi uninominali contigui) saranno invece circa 65 per entrambe le Camere. In ogni collegio saranno eletti un massimo di 8 deputati o senatori (il minimo è fissato a 2), con liste cortissime comprese tra 2 candidati minimo (3 alla Camera) e 4 di massimo, a seconda del numero di parlamentari assegnati nel collegio.


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