lL GIRAMONDO – Uno sguardo a sondaggi ed elezioni in giro per il Mondo: Elezioni parlamentari in Lettonia. Con il centrodestra in crisi e l’arrivo di nuovi partiti populisti reggerà la “conventio ad excludendum” dei nazionalisti lettoni contro la minoranza russa?

lL GIRAMONDO – Uno sguardo a sondaggi ed elezioni in giro per il Mondo: Elezioni parlamentari in Lettonia. Con il centrodestra in crisi e l'arrivo di nuovi partiti populisti reggerà la “conventio ad excludendum” dei nazionalisti lettoni contro la minoranza russa?

Gli elettori lettoni sono chiamati il 6 Ottobre al rinnovo dei 100 seggi del Saeima, il Parlamento di monocamerale lettone.

E’ la decima volta che i lettoni eleggono democraticamente il loro parlamento dalla fine del comunismo nell’ex- repubblica sovietica e la nona dall’indipendenza del paese nel 1991. Le elezioni si svolgono alla scadenza naturale del parlamento eletto nel 2014. La data, come tradizione, è il primo Sabato del mese di Ottobre.

IL SISTEMA POLITICO

La Lettonia è una repubblica democratica rappresentativa parlamentare, basata su di un sistema multipartitico. Il potere esecutivo è esercitato dal Primo Ministro e dal Consiglio dei Ministri. Il potere legislativo è esercitato quasi esclusivamente dal parlamento (Saeima).
Il Presidente della Repubblica è eletto dal parlamento ogni 4 anni ed ha poteri simili a quelli del Presidente Italiano.
La Saeima è formata da 100 membri, eletti ogni 4 anni con sistema proporzionale con sbarramento al 5%. Anche le elezioni per i consigli comunali si tengono ogni 4 anni con un sistema proporzionale.

Secondo il “Democratic Index” del settimanale The Economist, la Lettonia è una cosiddetta “democrazia imperfetta”, al livello di Grecia, India, Slovacchia e Lituania.

 

LA STORIA POLITICA RECENTE

La storia politica recente della Lettonia è molto complessa. Dal 1990 ad oggi si sono susseguiti ben 20 governi, con 13 diversi Primi Ministri, appartenenti a 9 differenti partiti. A causa della frammentazione dello scenario politico lettone, i governi che si sono succeduti in questi anni sono stati tutti di coalizione. Alcuni di essi sono arrivati a comprendere ben sette partiti. Il tema politico preponderante è sempre stato quello della minoranza russofona, circa il 40% della popolazione, che vive soprattutto a Riga e nei centri urbani maggiori.

Le prime elezioni libere nella Lettonia post-sovietica si tennero nel 1990, quando ancora faceva ufficialmente parte dell’URSS. Il Fronte Popolare dei partiti di opposizione vinse nettamente contro il Partito Comunista, e fu nominato primo ministro il liberalconservatore Ivars Godmanis.

Nel 1993 si tennero le prime elezioni dopo l’indipendenza ufficiale del paese, che furono vinte dal partito liberalconservatore “Via Lettone” che formò un governo di coalizione di centrodestra.

Le elezioni del 1995 videro un risultato molto frammentato tanto che si formò un governo formato da 7 partiti. Le elezioni del 1998 videro la vittoria del Partito Popolare (nazionalconservatore) davanti a “Via Lettone” a cui seguirono altri governi di coalizione di centrodestra.

Cambio di scena completo nel 2002, dove arrivano in testa due nuovi partiti: il partito liberalconservatore “Nuova Era” e il partito “per i diritti umani”, rappresentante la minoranza russa. Si formò allora una coalizione tra partiti di destra, centrodestra e agrari per tenere il partito russofono fuori dal governo.

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