lL GIRAMONDO – Uno sguardo a sondaggi ed elezioni in giro per il Mondo: Elezioni parlamentari e presidenziali in Turchia. La battaglia finale di Erdogan contro la democrazia turca.

lL GIRAMONDO – Uno sguardo a sondaggi ed elezioni in giro per il Mondo: Elezioni parlamentari e presidenziali in Turchia. La battaglia finale di Erdogan contro la democrazia turca.

Gli elettori turchi sono chiamati il 24 Giugno all’elezione del Presidente della Repubblica e dei 600 membri della Grande Assemblea Nazionale, il Parlamento monocamerale.  Dopo l’approvazione delle modifiche costituzionali in un referendum tenutosi nel 2017, il Presidente eletto sarà sia il capo dello stato che il capo del governo della Turchia, abolendo quindi la posizione di Primo Ministro. Il numero di membri del parlamento è aumentato passando da 550 a 600.

Le elezioni parlamentari e presidenziali erano state originariamente programmate per Novembre 2019. Dopo mesi di speculazioni, il presidente Recep Tayyip Erdoğan ha annunciato il 18 aprile 2018 il 24 giugno come data delle elezioni.

SISTEMA POLITICO

A seguito del risultato del Referendum costituzionale del 2017, la Turchia è adesso una repubblica presidenziale, dove il Presidente è eletto direttamente dal popolo ed è sia Capo di Stato che di Governo.

Il potere esecutivo è esercitato dal Consiglio dei ministri. Il potere legislativo spetta alla Grande Assemblea Nazionale della Turchia. La magistratura è formalmente indipendente dall’esecutivo e dalla legislatura.

Il Democracy Index dell’Economist Intelligence Unit classifica la Turchia come un “regime ibrido” al livello di paesi tipo Libano, Marocco, Uganda e Nicaragua.

 

SISTEMA ELETTORALE

Il presidente della Turchia è eletto direttamente attraverso il sistema a due turni, in base al quale un candidato deve ottenere almeno il 50% + 1 del voto popolare per essere eletto. Se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta, viene organizzato un ballottaggio tra i due candidati più votati del primo turno, il cui vincitore viene quindi dichiarato eletto.

I potenziali candidati alla presidenza devono avere almeno 40 anni e aver completato l’istruzione superiore. Qualsiasi partito politico che abbia preso il 5% dei voti nelle precedenti elezioni parlamentari può presentare un candidato, sebbene i partiti che non hanno rispettato questa soglia possano formare alleanze e candidati congiunti fino a quando la loro quota di voto totale supera il 5%. Gli indipendenti e i candidati dei piccoli partiti non coalizzati possono correre se raccolgono 100.000 firme dall’elettorato.

I 600 membri della Grande Assemblea Nazionale della Turchia saranno eletti in maniera proporzionale, suddivisi tra 85 distretti elettorali, secondo il metodo D’Hondt.

I partiti politici sono tenuti a superare una soglia elettorale del 10% del voto popolare nazionale per ottenere seggi in parlamento, inoltre i partiti devono essere ufficialmente presenti in almeno la metà delle province (41 o più) e in almeno un terzo dei distretti di quelle province, e devono nominare due candidati in 41 o più province, per avere diritto ai seggi. Questa norma è stata considera in passato antidemocratica, dato che avrebbe avuto l’obbiettivo di tenere fuori dal parlamento i rappresentati della popolazione curda.

Agli inizi del 2018 è stata approvata una nuova legge sulle alleanze elettorali che consente a due o più partiti di formare alleanze per superare la soglia del 10% dei voti in modo che anche partiti con risultati sotto questa soglia possano entrare in parlamento.

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