ll GIRAMONDO – Uno sguardo a sondaggi ed elezioni in giro per il Mondo: Elezioni in Honduras. Verso una svolta autoritaria nel paese più violento del centroamerica?

ll GIRAMONDO – Uno sguardo a sondaggi ed elezioni in giro per il Mondo: Elezioni in Honduras. Verso una svolta autoritaria nel paese più violento del centroamerica?

6 milioni di honduregni si recano alle urne Domenica 26 Novembre per eleggere un nuovo presidente e i membri del Congresso nazionale.

L’elezione presidenziale vede l’attuale presidente Juan Orlando Hernandez del Partito Nazionale (nazionalconservatori), che è in corsa per la rielezione, contro due sfidanti principali: Salvador Nasralla dell’Alleanza di Opposizione (partiti di centro, sinistra ed estrema sinistra) e Luis Zelaya Medrano del Partito Liberale (liberalconservatori).

Altri sei candidati minori partecipano all’elezione presidenziale. Questi includono Lucas Aguilar del Partito Democratico Cristiano, Jose Alfonso Diaz del Partito dell’Unità Democratica (sinistra socialista), Eliseo Reyes di Vamos (populisti), Romeo Vasquez Velasquez del Partito dell’Alleanza Patriottica (estrema destra militarista), Isaias Fonseca del Fronte Ampio (estrema sinistra) e Marlene Alvarenga del Partito Anti-Corruzione, o PAC (populisti).

I sondaggi elettorali sono vietati in Honduras durante la campagna elettorale. Gli ultimi disponibili davano nettamente avanti Hernandez, seguito da  Nasralla, con Medrano staccato in terza posizione.

In parallelo alle elezioni Presidenziali si tengono anche le elezioni per i 128 membri del  Congresso Nazionale.  Le elezioni del congresso avvengono con sistema proporzionale. Il Partito Nazionale dovrebbe prendere secondo i sondaggi la maggioranza dei seggi, seguito da LIBRE e da Partito Liberale.  Potrebbero entrare in parlamento anche il Partito Democratico Cristiano, il PUD, il PINU (socialdemocratici) e il PAC.

Juan Orlando Hernandez

Hernandez è il leader del Partito Nazionale, storicamente uno dei due maggiori partiti del paese, che si definisce conservatore e nazionalista. È presidente dell’Honduras dal 2014 e si appresta ad un secondo mandato.

L’elezione nel 2013 del leader della destra era stata in gran parte considerata come fraudolenta da milioni di honduregni in quanto emersero notizie secondo cui il suo partito politico era implicato in una frode elettorale. Hernandez vinse a sorpresa le elezioni del 2013 nonostante Xiomara Castro, moglie dell’ex presidente Zelaya, la candidata di Libre (sinistra socialista), avesse guidato in modo schiacciante tutti i sondaggi pre-elettorali.

Il periodo in cui Hernandez è stato in carica è stato caratterizzato dal protrarsi delle violazioni dei diritti umani, della povertà dilagante e della crescente violenza che si erano manifestati durante il mandato dell’ex presidente Porfirio Lobo. Lobo, anche lui membro del Partito Nazionale, ha appoggiato l’amministrazione del presidente Hernandez.

Hernandez, che ha svolto un ruolo di primo piano nel cacciare l’ex presidente Manuel Zelaya in un colpo di stato militare del 2009, è in gran parte visto come un candidato dei “poteri forti” del paese, delle grandi imprese economiche e degli USA. Le sue priorità di piattaforma sono la sicurezza, la crescita del settore privato e la lotta al narcotraffico.


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