lL GIRAMONDO – Uno sguardo a sondaggi ed elezioni in giro per il Mondo: Elezioni in Groenlandia. La “grande coalizione” della sinistra alla sfida delle urne.

lL GIRAMONDO – Uno sguardo a sondaggi ed elezioni in giro per il Mondo: Elezioni in Groenlandia. La “grande coalizione” della sinistra alla sfida delle urne.

Gli elettori della Groenlandia (ufficialmente nazione all’interno del Regno di Danimarca) sono chiamati il 24 Aprile al rinnovo dei 31 seggi dell’Inatsisartut, il parlamento unicamerale nazionale.

Le elezioni, previste per l’autunno di quest’anno, sono state anticipate di 7 mesi per decisione del Primo Ministro Kim Kielsen.

IL SISTEMA POLITICO

La Groenlandia  è una democrazia rappresentativa parlamentare multipartitica. Il paese, ex colonia danese, ha un proprio governo autonomo dal 1979, pur restando un’area amministrativa della Danimarca. Il potere esecutivo è esercitato dal governo, mentre quello legislativo è ricoperto sia dal governo (tramite decreti legge) che dal parlamento. Il Potere giudiziario è indipendente dagli altri due poteri.

Il sovrano della Danimarca è anche capo di Stato della Groenlandia ed è rappresentato da un Alto Commissario di sua nomina. Il Primo ministro è eletto dal Parlamento. I deputati vengono eletti per un periodo di 4 anni, con sistema proporzionale, senza soglia di sbarramento, in 5 circoscrizioni plurinominali. Gli abitanti dell’isola hanno diritto a due seggi al Folketing, il parlamento danese.

La Groenlandia ha abbandonato l’Unione Europea nel 1985, diventando un “territorio speciale” della UE (come i possedimenti d’oltremare francesi), sotto sovranità di un paese membro ma non rappresentato nel parlamento europeo.

LA STORIA POLITICA RECENTE

Sin dall’inizio dell’autogoverno nel 1979, la Groenlandia è sempre stata governata da coalizioni di centro-sinistra.

Il partito più importante del paese è il Siumut, (socialdemocratici euroscettici), che ha espresso il Primo Ministro dal 1979 al 2009 per poi tornare al potere nel 2013. L’altro grande partito del paese è l’ Inuit Ataqatigiit (sinistra socialista euroscettica), che è stato a capo del governo dal 2009 al 2013.

Il leader storico socialdemocratico è stato  Jonathan Motzfeldt, sacerdote protestante, leader del movimento autonomista, primo ministro dal 1979 al 1991  e di nuovo dal 1997 al 2002.

In quelle elezioni il Siumut scese al suo minimo storico del 28%  e dovette fare una coalizione di governo con la sinitra dell’inuit Ataqatigiit. Alle elezioni del 2009 la sinistra dell’ IA ebbe un trionfo storico,  arrivando al 43% dei consensi a scapito del Siumut.

I socialdemocratici sconfitti si rifiutarono di continuare la collaborazione di governo, e quindi IA decise di fare una coalizione con i Democratici (centrodestra liberale), terzo partito del paese, e il Kattusseqatigiit, un piccolo partito conservatore.

Durante il governo dell’IA, furono fatti vari accordi con aziende straniere, in particolari cinesi, per lo sviluppo di attività minerarie nel paese, a cui il Siumut si oppose con forza. Questo porò alle elezioni successive ad uno grande successo del Siumut, che arrivò al 43% dei voti.

Il Siumut allora formò un governo di coalizione con l’Atassut (liberalconservatori) e il Partito Inuit (sinistra eco-socialista, nato da una scissione dell’IA), con a capo Aleqa Hammond, prima donna capo del governo del paese.

La coalizione però crollò dopo pochi mesi, a seguito di una scandalo legato ad una inchiesta  sulle sue note spese.

Si andò quindi ad elezioni anticipate nel 2014, dove il Siumut perse circa il 9% dei voti, a vantaggio dei Democratici e del Partito Naleraq, partito centrista creato da una scissione del Siumut.

Quest’ultimo rimase  comunque il primo partito del paese e il suo nuovo leader, Kim Kielsen, formò  una nuova alleanza tripartita di governo, questa volta con i Democratici e l’Atassut.

A causa di dissidi con i Democratici, la coalizione si ruppe nel 2016. Kim Kielsen allora si accordò con la sinistra dell’ IA per un governo di “grande coalizione” tra i due partiti di sinistra, sostenuto anche dal Partito Naleraq.

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