Tra manine e condoni, manovra sempre più bocciata secondo il sondaggio Tecnè!

Tra manine e condoni, manovra sempre più bocciata secondo il sondaggio Tecnè!

Netta maggioranza per coloro i quali ritengono che la manovra debba essere cambiata e dati poco lusinghieri sul gradimento dei singoli provvedimenti: questi i risultati del sondaggio Tecnè del 26 ottobre sulla manovra economica.

Il dibattito politico delle scorse settimane è stato senza dubbio monopolizzato dalla discusione, spesso accesasi tra le stesse forze di maggioranza, sulla manovra. In particolare il caso delle “manine”, con relativa crisi di rapporti tra Di Maio e Salvini, ha tenuto banco a lungo, seguito da polemiche feroci soprattutto sulla “pace fiscale, ormai assimilata a “condono”. Al contrario, i due principali contenuti della manovra, Reddito di cittadinanza e Quota 100, restano fumosi e soggetti a continue modifiche, fino alle ipotesi di questi giorni riguardo al  loro rinvio in successivi ddl dedicati.

Una situazione mediatica che difficilmente poteva giovare alla maggioranza ed alla percezione positiva degli italiani sulla manovra; i risultati del sondaggio Tecnè che vedremo ora sono infatti, come prevedibile, negativi per il governo.

Le tendenze

Il maggior motivo di preoccupazione per la maggioranza non sta, a nostro parere, nei numeri assoluti. Il dato più importante infatti che emerge guardando ai precendenti sondaggi Tecnè (qui e qui) sull’apprezzamento della manovra, è quello di un trend calante continuo. La variazione negativa è costante e riguarda sia la manovra in generale sia quasi tutti i singoli provvedimenti; indice netto di una mancata efficacia della propaganda governativa riguardo alla “manovra del popolo”. L’opinione pubblica sembrerebbe anzi si stia sempre più disilludendo sugli effetti positivi dei provvedimenti proposti dalla maggioranza.

Lo scollamento tra gradimento della monovra ed intenzioni di voto dei partiti di maggioranza (già segnalato qui) sta insomma anch’esso crescendo anzichè calare. Gli effetti da noi paventati paiono, guardando diversi sondaggi, iniziare a farsi sentire in forma di calo di consenso, per quanto per ora limitato e certamente reversibile.

Lo scontro con l’UE

Emblematico di tale scollamento è l’esito della domanda sulla bocciatura da parte dell’UE. La tesi della maggioranza, esposta con particolare durezza dal vicepremier leghista Matteo Salvini, è che la manovra non debba cambiare di una virgola, anche a costo di uno scontro frontale con l’Europa.

Gli Italiani però, per lo sconcerto di Salvini che ha fatto dell’antieuropeismo uno dei suoi cavalli di battaglia, non la pensano allo stesso modo. Solo il 34% infatti ritiene che il governo debba andare avanti senza cambiare nulla; ben il 48% invece pensa che la manovra vada cambiata nella direzione indicata dall’UE. Si tratta di una maggioranza netta e prossima al 50% dell’elettorato, non un dettaglio di poco conto.

Giudizio sulla manovra

Rispetto alla precedente rilevazione, aumentano ancora di un punto coloro i quali ritengono negativa la manovra nel suo complesso. Le bocciature arrivano ora al 49%, ad un passo dalla maggioranza assoluta dell’elettorato, ed includono senza dubbio un’elevata percentuale di votanti Lega e 5Stelle. Si tratta di possibili insoddisfatti dall’azione di governo e motivo di preoccupazione per i partiti di maggioranza. Stabili i giudizi positivi al 40%, senza opinione in calo all’11%.

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