Simulazione del Parlamento con il Rosatellum-Bis: per SWG tutti lontani dalla maggioranza, 5Stelle in difficoltà

Simulazione del Parlamento con il Rosatellum-Bis: per SWG tutti lontani dalla maggioranza, 5Stelle in difficoltà

Prime simulazioni per valutare l’effetto della legge elettorale in fase di approvazione, il cosiddetto “Rosatellum-Bis”: secondo SWG nessuna maggioranza possibile alla camera senza grandi coalizioni.

Effettuare simulazioni con il Rosatellum risulta indubbiamente problematico, non essendo ancora del tutto chiare le possibili alleanze – in particolar modo per quanto riguarda l’area a sinistra del Pd e la galassia centrista – e tantomeno le liste che saranno realmente in campo; inoltre non sono ancora definiti i collegi in cui sarà suddiviso il territorio nazionale (in caso di approvazione della legge il governo avrà delega per disegnarli entro 30 giorni), cosa essenziale per poter simulare la quota maggioritaria.

Tuttavia basandosi sul sondaggio del 13 ottobre con gli attuali partiti SWG ha provato ad effettuare un primo tentativo previsionale: sono state valutate due coalizioni principali ricalcanti i classici Centrodestra – con FI, Lega e FdI – e Centrosinistra, comprendente Pd, Ap ,”l’area Pisapia” e “altri”. Il terzo polo è invece rappresentato dal Movimento 5 Stelle che notoriamente si presenta come lista singola. Le sigle alla sinistra del Pd vengono per semplicità riunite in “Area Sinistra”.

Secondo il sondaggio il Centrodestra otterrebbe la maggioranza relativa con il 34% dei voti, ottenendo nella quota proporzionale (ricordiamo assegnata su base nazionale alle liste che superano il 3%) 136 seggi. Segue da vicino il Centrosinistra al 31,9% (126 seggi) mentre il M5Stelle si fermerebbe al 26,5 e 102 deputati, con la Sinistra al 5,5% e 22 seggi (liste minori al 2,1%, che con il Rosatellum sarebbero voti dispersi).

Ai seggi proporzionali sono da aggiungere i 232 collegi uninominali, dove viene eletto direttamente il candidato che ottiene più voti nel proprio collegio. Posto che senza avere la mappa definitiva dei collegi ogni previsione risulta piuttosto aleatoria, basa secondo la simulazione il centrodestra potrebbe ottenere ulteriori 97 seggi, 86 il centrosinistra, appena 46 il M5Stelle e nessuno la Sinistra, che con il 5,5% nazionale non avrebbe possibilità di eleggere deputati al maggioritario. Da notare come il voto uninominale dipenda da diversi fattori, per cui di questi seggi molti sono in realtà incerti: circa 30 e 20 rispettivamente per le due coalizioni principali ed addirittura 30 su 48 per i 5Stelle, che mostrano un’intrinseca debolezza nei collegi uninominali.

Dalla simulazione si evidenzia come il Centrodestra farebbe il pieno nei collegi del Nord, vincendone ben 64 – di questi si presume molti possano essere vinti da esponenti della Lega, non a caso partito tra i più favorevoli ai collegi uninominali – mentre i 5Stelle risultano forti al meridione ed il centrosinistra ha una distribuzione del voto più omogenea.

Complessivamente la Camera sarebbe così composta: Centrodestra 233, Centrosinistra 212, 5Stelle 150, Sinistra 22, tutti assai lontani dal numero magico di 315 seggi necessario per avere la maggioranza.

La situazione non migliora scorporando i seggi spettanti alle singole liste: infatti nel Centrodestra la Lega conquisterebbe più seggi di FI sia nel proporzionale che nel maggioritario ed anche ipotizzando larghe intese tra l’area di Centrosinistra ed i Berlusconiani, si arriva solo a 290 deputati, ben 25 sotto al numero minimo richiesto. Anche ipotizzando alleanze tra le “forze antisistema” (5Stelle, lega e FdI) non si raggiunge la maggioranza, toccando soltanto quota 285 deputati.

Le uniche maggioranze possibili – salvo trasmigrazioni di parlamentari da uno schieramento all’altro, non pronosticabili – dovrebbero includere i 5Stelle assieme ad una delle due coalizioni principali, oppure prevedere un governo di “unità nazionale” comprendente anche la Lega, in sostanza le due coalizioni di Centrodestra e Centrosinistra al governo assieme: una vera e propria “Grande Coalizione” sul modello di quella al governo in Germania fino a poche settimane fa.

 

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