Sondaggio Ipsos: gli elettori del M5S vorrebbero più collegialità per superare la subalternità di Governo
Giugno 12, 2019
Sondaggio Tecnè – La Lega è al 36%, ma la situazione è stabile.
Giugno 13, 2019

Amministrative 2019: l’analisi del voto Bidimedia – Avanza il Cdx ma il Csx tiene, M5S scomparso

Con i ballottaggi di domenica scorsa si sono chiuse le Elezioni Amministrative 2019 nelle regioni a statuto ordinario (domenica sarà invece il turno della Sardegna!). Andiamo dunque a vedere chi è stato premiato dal voto comunale di quest’anno!

I numeri dei ballottaggi

Iniziamo con l’esito di domenica nei comuni capoluogo che andavano al ballottaggio:

  • Il Centrosinistra vince a Livorno, Cremona, Reggio Emilia, Rovigo, Verbania, Prato, Cesena.
  • Il Centrodestra conquista Ferrara, Forlì, Foggia, Vercelli, Biella, Ascoli, Potenza.
  • Il M5S si impone a Campobasso.
  • Un Candidato Civico di Sinistra prende Avellino.

7 vittorie pari quindi per Csx e Cdx ed una testa per civici ed M5S. Il Cdx ottiene successi di rilevo nelle ex-roccaforti rosse Emiliane di Ferrara e Forlì;  il Csx restituisce il favore prendendo la leghista Rovigo e riconquistando la piazza simbolica di Livorno, dove la sconfitta contro il M5S nel 2014 aveva costituito uno dei primissimi campanelli di allarme per il Pd renziano.

I 5 Stelle confermano che i ballottaggi sono il loro forte vincendo l’unica sfida in cui erano presenti. L’elettorato, almeno al Sud, li vede ancora come alternativi alla “vecchia politica”, tuttavia il problema per il M5S è arrivare al ballottaggio: i risultati del primo turno come vedremo sono sconfortanti per il partito di Di Maio e la tornata amministrativa ha costituito una vera e propria debacle, anche peggiore delle Europee.

Ma esaminiamo ora l’esito complessivo del voto nei capoluoghi tra primo e secondo turno.

Il voto nei capoluoghi di provincia

La mappa edita dal Corriere della Sera che vedete sotto ci permette di visualizzare il voto 2019 nei capoluoghi e paragonarlo alla situazione precedente.

La mappa del Corriere della Sera con la situazione dei capoluoghi al voto pre e post elezioni amministrative.

Si nota subito come nel 2014 il Centrosinistra avesse trionfato: si trattava infatti della tornata elettorale che segnò il canto del cigno per il PD renziano, con i Democratici sopra al 40%. Anche l’esito delle comunali fu ovviamente assai favorevole al Csx, che segnò un vero e proprio cappotto conquistando circa tre quarti delle amministrazioni maggiori. Oggi, con il centrosinistra appena sopra ai minimi del 2018 ed il centrodestra dominante (prossimo al 50% alle europee), il voto amministrativo non poteva che dare un esito diverso. L’arretramento del csx è dunque indubbio, ma altrettanto scontato.

PD ed alleati lasciano ai rivali diverse amministrazioni, passando da 18 a 12 capoluoghi e perdendo la maggioranza delle città a capo di una provincia, come da immagine di copertina. Le proporzioni mostrano però subito un’anomalia: se il voto amministrativo rispecchiasse quello politico, il Cdx dovrebbe risultare decisamente più dominante e, con oltre 20 punti di vantaggio sul nazionale, vincere in un numero maggiore di città.

Il Csx in particolare mostra di reggere meglio del previsto in Toscana ed Emilia, zone tradizionali rosse, ed a sorpresa anche in Lombardia, Puglia e Veneto. In Emilia spiccano i “bollini blu” di Ferrara e Forlì”, ma il Pd tiene Modena e Reggio e, come vedremo a pagina 3, l’esito regionale mostra dati favorevoli al centrosinistra. In Toscana la ripresa PD è netta; mentre stupisce la tenuta in zone che hanno visto la netta prevalenza della Lega alle Europee, come Verbania, Rovigo e Cremona. Al Sud, spiccano la vittoria leccese e la clamorosa affermazione al primo turno di Decaro a Bari, aree con il Csx debole nel voto nazionale.

Proprio le città pugliesi ammoniscono a considerare, nelle amministrative, le particolarità locali prima che le tendenze nazionali. Nel capoluogo regionale Decaro era uscente ed assai apprezzato; a Lecce si veniva da una particolare situazione in cui Carlo Salvemini era già stato eletto nel 2017, ma senza maggioranza in Consiglio Comunale, cosa che ne aveva causato la decadenza. Leccesi e baresi hanno dunque deciso di riconfermare con maggior vigore sindaci particolarmente amati.

Una tendenza, quella di votare i candidati sindaci in maniera del tutto slegata dal voto nazionale, che vedremo anche nei dati complessivi dei comuni superiori nella prossima pagina!

Ti è piaciuto questo articolo? Contribuisci alla sopravvivenza di Bidimedia, donando anche solo pochi euro. Grazie!