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Appuntamenti elettorali del passato: il Referendum sul divorzio del 1974

Analisi del voto

Ora cercheremo di capire in che modo il fronte anti-divorzista, che sulla carta poteva contare su circa il 47% dei voti alle elezioni del 1972, arretrò così fortemente. Fu un evento del tutto casuale oppure pesarono le logiche di partito? E ancora, fu un fenomeno nazionale o localizzato in una parte del Paese?

Prima di entrare nel vivo, segnaliamo che abbiamo escluso dall’analisi le province di Aosta e Bolzano, in cui la forte presenza di partiti locali rende in qualche modo a sé stanti le dinamiche politiche di quei territori.

Abbiamo considerato i risultati delle elezioni politiche del 1972 come una proiezione dei rapporti di forza tra il fronte divorzista (PCI, PSI, PSIUP, PSDI, PRI, PLI) e quello anti-divorzista (DC, MSI), semplicemente sommando i risultati di questi partiti. Inoltre, con “Distacco Sì-No” intendiamo la differenza tra la percentuale di Sì e quella di No; un valore negativo indica quindi una vittoria del No (e viceversa).

Figura 3

Per cominciare questa analisi, nella Figura 3 possiamo osservare un confronto tra la “Proiezione del Distacco Sì-No” nel 1972 (asse delle ascisse) e il distacco effettivo del Referendum del 1974 (asse delle ordinate). Ogni punto azzurro indica un comune, mentre la linea rossa segna la bisettrice del primo e terzo quadrante, sulla quale si troverebbero i comuni con rapporti di forza rimasti invariati. I punti al di sopra della linea sono comuni in cui il fronte anti-divorzista ha incrementato il suo consenso tra il 1972 e il 1974. Quelli al di sotto della linea invece sono i comuni in cui sono le forze divorziste ad essere cresciute. La nuvola di punti non si distribuisce in modo uniforme sul grafico ma si concentra in una fascia, più o meno parallela alla bisettrice, ma leggermente spostata al di sotto di essa. Possiamo quindi trarre due conclusioni preliminari: l’andamento del voto del 1974 sembra seguire complessivamente quello del 1972, indicando che gli elettori rispettarono in linea di massima l’indicazione del loro partito politico di riferimento, ma d’altra parte il fronte anti-divorzista subì un complessivo indebolimento che portò ad un’ampia sconfitta.

Figura 4

Ma si trattò davvero di un calo generalizzato, oppure è possibile individuare delle motivazioni specifiche, ad esempio demografiche? Cerchiamo di capire se il calo del fronte anti-divorzista possa essere collegato con la grandezza demografica dei comuni. In figura 4 abbiamo rappresentato la differenza tra la percentuale dei Sì nel 1974 e quella della proiezione dei Sì nel 1972 (asse delle ordinate), in funzione del numero di elettori in ogni comune nel 1974 (asse delle ascisse). Il grafico nel suo complesso non è chiarissimo ma possiamo individuare un paio di tendenze. Innanzitutto, per i comuni più popolosi, ad esempio, sopra i 10 mila elettori, sembra esserci una correlazione negativa tra le due quantità, ovvero, al crescere della grandezza del comune il fronte anti-divorzista arretra maggiormente. Viceversa, sembrerebbe esserci una correlazione positiva per i comuni meno abitati. Tuttavia, questi comuni presentano una fisiologica variabilità (poche decine di voti possono spostare enormemente i risultati) e non sono distribuiti uniformemente in tutta Italia. La maggior parte di questi comuni si trova infatti nel Nord Ovest, e nelle zone montuose. Sarebbe quindi rischioso trarre conclusioni definitive su questa seconda tendenza. Riteniamo invece che la prima sia più affidabile.

Figura 5

Andando ad analizzare i risultati da un punto di vista geografico, nella Figura 5 abbiamo replicato il grafico iniziale (Figura 3), separando i dati comunali in 6 zone geografiche: Nord Ovest (Piemonte, Liguria, Lombardia), Nord Est (Trentino, Veneto, Friuli-Venezia Giulia), Regioni Rosse (Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche), Centro-Sud (Lazio, Abruzzo, Molise), Sud (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria), Isole (Sicilia, Sardegna). I risultati sono molto interessanti perché evidenziano due tendenze ben distinte. Nel Sud e nelle Isole, i comuni sono distribuiti piuttosto uniformemente intorno alla bisettrice indicando che in questi territori non c’è stato un calo complessivo . Al contrario nel Nord Ovest, Nord Est e, in misura minore, nel Centro-Sud, la quasi totalità dei comuni si colloca al di sotto della bisettrice, indicando che il calo del fronte anti-divorzista è stato molto generalizzato.

Figura 6

Queste differenze potrebbero essere spiegate da un punto di vista politico con un diverso atteggiamento degli elettorati del fronte anti-divorzista. Nel Sud Italia, infatti, la presenza del Movimento Sociale Italiano era molto più forte che nel Nord, mentre la Democrazia Cristiana aveva ancora al Nord le sue più importanti roccaforti. Per cercare di capire se ci sia stata una dinamica partitica, abbiamo rappresentato nella Figura 6 la differenza tra i Sì nel ’74 e nel ’72 in funzione della percentuale di DC e MSI nelle elezioni del 1972. In verde è disegnata una retta di regressione lineare che serve più che altro ad evidenziare delle tendenze. Sembra infatti evidente una correlazione negativa tra il voto alla DC nel ’72 e il calo del fonte anti-divorzista. Per il MSI, invece, la tendenza sembra essere leggermente positiva anche se i dati sono molto più ammassati verso lo 0 e meno leggibili.

Figura 7

Come ultima analisi, nella Figura 7, abbiamo replicato il grafico precedente per analizzare più nel dettaglio questa apparente dinamica partitica, combinandola con l’aspetto geografico evidenziato in precedenza. Nei due grafici in alto abbiamo rappresentato i comuni di Nord Ovest e Nord Est mentre in quelli in basso i comuni di Sud e Isole. Al contrario di quanto potevamo aspettarci, nel Nord entrambi i partiti non presentano andamenti rilevanti in funzione della percentuale, mentre al Sud la DC ha un chiaro andamento negativo. Possiamo però osservare che al Sud, sia per la DC che per il MSI, i dati si distribuiscono piuttosto uniformemente intorno all’asse delle ascisse indicando in sostanza che, in tanti comuni, elettori democristiani e missini votarono No, ma d’altra parte, in altrettanti comuni, furono gli elettori dei partiti che sostenevano il No a disobbedire e votare Sì. Ci fu in sostanza un rimescolamento dei fronti. Al Nord questo fenomeno sembra assente e i dati mostrano che una quota piuttosto costante di elettori di DC e MSI votò per il No.

Nella prossima e ultima pagina riassumeremo i punti salienti di questa analisi.

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