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Coronavirus – Analisi BiDiMedia: lo stato del contagio Regione per Regione

La situazione internazionale

Il covid è ormai pandemia globale: nessun continente ne è esente. Vediamo ora in breve, tramite il grafico dei contagiati per milione di abitanti e tramite il grafico sul numero di decessi (in scala logaritmica, che permette di visualizzare meglio le pendenze delle curve), i paesi più colpiti e la loro evoluzione.

Ad eccezione della Cina, che ha ormai ampiamente passato il picco epidemico, le tre nazioni con maggior contagio sono USA, Italia e Spagna.

Si può vedere come l’Italia sia stato il primo paese europeo ad essere colpito da contagio diffuso, ma è il paese iberico ad essere ora nelle condizioni più preoccupanti. La curva spagnola sovrasta quella italiana e già oggi ci si attende il sorpasso della Spagna sull’Italia per numero di contagi p.m.a. La situazione appare simile a quella italiana per la Germania, mentre la Francia registra un numero minore di contagi (sia in termini assoluti che per milione di abitanti). Questo fatto può essere in parte spiegato dal basso numero di tamponi realizzato dai cugini transalpini. Gli USA sono invece, ad oggi, il paese con più covid-positivi assoluti, ma vista la loro popolazione il rapporto resta per ora più basso anche se si nota una netta accelerazione. 

Guardando invece il triste grafico sui decessi, si nota come, anche in questo caso, la Spagna presenti una situazione molto preoccupante avendo una curva peggiore di quella italiana. Dopo l’Italia è quindi sicuramente la Spagna il paese europeo più colpito dal coronavirus e probabilmente il ritardo nella risposta, nonostante l’esempio italiano, non ha aiutato. In termini assoluti la Spagna risulta in ritardo di sette giorni sui dati italiani. Simile lag si riscontra per la Francia, che ricalca la nostra curva alla perfezione, purtroppo per i cugini d’Oltralpe; stessa situazione per la Germania con ritardo, però, di oltre due settimane.

La Germania vede un tasso di fatalità bassissimo (sotto l’1%). Questo potrebbe essere dovuto a una diversa metodologia e quantità di tamponi sulla popolazione; in particolare la Germania ne ha effettuati in numero notevole, andando così a trovare una maggiore percentuale di contagiati e abbassando il tasso di fatalità rilevato. Non era quindi vero, come pareva a inizio marzo, che l’Italia stesse trovando più positivi perché effettuava più tamponi; al contrario, il nostro paese ne ha probabilmente effettuati troppo pochi, di certo molti meno della Germania a parità di tempo di contagio. La Germania, però, non dovrebbe perdere il vantaggio acquisito e usare misure simili a quelle italiane per prevenire il contagio (i morti, per quanto pochi in proporzione, sono in costante aumento sia in termini relativi che assoluti). Al momento, invece, solo il Land della Baviera ha attuato il lockdown.

Per quanto riguarda gli USA al momento presentano un tasso di letalità di circa l’1.5% e sono anche l’unico paese tra quelli analizzati che presentano un tasso in calo. Questo è sicuramente dovuto all’enorme numero di tamponi realizzati che sta consentendo di tracciare meglio la diffusione del contagio. I decessi sono comunque in rapida ascesa, per quanto la curva USA si mantenga nettamente sotto quella italiana.

I tassi di fatalità: quanti positivi reali?

I tassi di fatalità assai differenti tra le varie regioni, che si possono apprezzare dalla tabella in calce, portano ad una ultima ipotesi. E’assai probabile che laddove il tasso di fatalità sia più alto della media (quella ritenuta probabile dall’OMS in particolare, circa il 1-3%), si abbiano in realtà numerosi positivi non rilevati dai tamponi. In unione a diverse concause che possono innalzare il tasso di fatalità, quali contagi tramite RSA, ritrovi per anziani o strutture ospedaliere, oltre ad es. all’età media avanzata del nostro paese, ciò potrebbe spiegare la mortalità anomala soprattutto in alcune province della Lombardia.

Tutte queste considerazioni potranno tuttavia essere esaminate e confermate (o smentite) solo ad epidemia conclusa, avendo in mano numeri più stabili e sicuri. Non ci addentriamo quindi in ulteriori analisi o azzardate stime sul numero di covid-positivi reale; vi diamo appuntamento ad un prossima analisi in cui speriamo di poter commentare curve in netta attenuazione rispetto ad oggi.

Se volete approfondire, potete andare sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità, della Protezione Civile (qui per informazioni e qui per dati dettagliati) e infine seguire il foglio di calcolo aggiornato quotidianamente da un moderatore del sito.

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