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IL GIRAMONDO – Elezioni in Australia – Il cambiamento climatico al centro del dibattito politico. Laburisti verso la vittoria?

LA CAMPAGNA ELETTORALE

Dopo un decennio di disordini politici, le elezioni di questo mese offrono la possibilità di fare chiarezza nella politica australiana.

Le lotte intestine in entrambe le parti principali hanno portato a sei cambiamenti del primo ministro in 12 anni, portando stagnazione della politica e incertezza per le imprese. I recenti cambiamenti delle regole all’interno del Partito Laburista e del Partito Liberale, significano che chiunque vinca il 18 maggio dovrebbe essere il primo leader dal 2007 a svolgere un mandato a tempo pieno, offrendo stabilità proprio mentre la nazione affronta un rallentamento economico.

La competizione contrappone la coalizione liberale-nazionale del primo ministro Scott Morrison contro il partito laburista di sinistra guidato da Bill Shorten. Mentre i laburisti sono in vantaggio nei sondaggi, la battaglia elettorale si sta facendo sempre più serrata,  centrata sui tagli fiscali, sulla spesa pubblica e su come affrontare i cambiamenti climatici nel continente più arido del mondo abitato.

L’ex leader sindacale Shorten ha guidato i laburisti da quando il partito è andato all’opposizione nel 2013, a causa dell’abbandono di molti elettori dovuto alle faide interne del partito. Shorten ha riportato la disciplina nei ranghi del partito e creato una piattaforma politica dettagliata.

L’ex Ministro delle Finanze Morrison è il terzo leader dei liberali in quattro anni ed è a capo del governo da meno di un anno. Le profonde divisioni ideologiche del partito hanno visto prima l’ala destra di Tony Abbott estromessa dal governo, e sostituita con dalla fazione liberale capeggiata del  milionario Malcolm Turnbull, che poi a sua volta è stato poi sostituito da Morrison, esponente della corrente conservatrice.

Entrambe i partiti hanno reso più difficile estromettere i leader. Dopo che il governo laburista si spaccato passando dal primo ministro Kevin Rudd a Julia Gillard e viceversa tra il 2010 e il 2013, il partito ora richiede una maggioranza del 75% dei suoi parlamentari per cambiare il leader se al governo e del 60% se all’opposizione.  A dicembre, i liberali hanno stabilito che è necessario il sostegno di due terzi dei propri parlamentari per cambiare un primo ministro in carica.

L’approccio di Morrison durante la campagna elettorale è stato quello di fare appello ai valori socio-conservatori, ma senza annunciare nessuna nuova importante iniziativa politica. Ha strombazzato il successo del governo nel guidare un’economia che è al suo ventottesimo anno di crescita ininterrotta e che potrebbe avere il suo primo avanzo di bilancio in più di un decennio. Il fulcro della sua campagna è un piano di sei anni per tagliare le tasse sul reddito e ridurre il cuneo fiscale. Si è anche impegnato a limitare l’assunzione di immigrati e rifugiati in Australia.

Shorten ha elaborato un programma politico dettagliato che offre tagli alle tasse, agevolazioni fiscali e una maggiore spesa sociale destinata agli elettori a basso reddito.Per affrontare la crescente ineguaglianza generazionale, si sta impegnando ad aumentare il salario minimo e ridimensionare le agevolazioni fiscali per gli investitori del mercato azionario e immobiliare. Il programma laburista prevede anche tagli radicali delle emissioni di gas serra, incrementando i finanziamenti per le energie rinnovabili e promuovendo l’uso dei veicoli elettrici.

Mentre gli ultimi anni del governo di centrodestra  hanno visto un’aumento dell’occupazione senza precedenti, la crescita sta rallentando, i salari sono fermi e le famiglie sono gravate da debiti record. Questo ha portato molti elettori a pensare  di essersi persi gli anni del boom economico, riducendo le prospettive elettorali del governo.

Anche l’agenda ambiziosa del partito laburista lo espone all’attacco. Il partito ha fatto fronte al divario crescente tra i cosiddetti baby boomer e Millennials come asse portante della sua campagna. Esso promette di eliminare i rimborsi fiscali per un valore di $ 5 miliardi all’anno per gli investitori azionari. Si sta anche impegnando a frenare le agevolazioni fiscali per gli investitori immobiliari che hanno contribuito a spingere i prezzi delle case oltre la portata di molti australiani. Ma in caso di crollo dei prezzi immobiliari, la coalizione di centrodestra afferma che  questo potrebbe indebolire ulteriormente l’economia.

Morrison e Shorten stanno cercando di ottenere i 151 seggi necessari per avere la maggioranza assoluta nella camera bassa.  Secondo i sondaggi ci sono 145 seggi dove il margine è abbastanza basso da renderli competitivi: 73 attualmente detenuti della coalizione di centrodestra e 72 dal Labor. Nessuno dei due schieramenti può permettersi di perdere i seggi e le elezioni saranno decise in un gruppo di circoscrizioni detenute da margini ristretti.

La ricerca dei preziosi voti nei seggi marginali è complicato dalla presenza di due partiti populisti: il partito xenofobo anti-musulmano One Nation e il partito United Australia fondato da un magnate minerario miliardario che si impegna a rendere grande l’Australia.

Mentre nessuno dei due partiti dovrebbe essere in grado di vincere seggi nella camera bassa, essi potrebbero modificare gli equilibri di potere al Senato assieme ad altri partiti minori e ai candidati indipendenti. Questo, in definitiva, potrebbe rappresentare la più grande sfida per il prossimo governo, che senza maggioranza in senato, difficilmente sarebbe in grado di portare avanti un’agenda legislativa.

 

 

Questo è tutto anche per oggi. I risultati saranno commentati come sempre dal nostro egregi collaboratori della redazione Bidimedia.

Vi ricordo le prossime importanti scadenze elettorali: le elezioni per il Parlamento Europeo del 23-26 Maggio, il rinnovo del parlamento Belga il 26 Maggio e di quello Danese il 5 Giugno. 

 

 

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