Com’è cambiata la distribuzione del voto nella regione?
In questa sezione utilizziamo lo “scostamento dal regionale” ovvero la misura descritta nella sezione precedente usando però, questa volta, la differenza tra Centrodestra e Centrosinistra a livello regionale come riferimento. Andiamo quindi a vedere quanto i comuni sono più a sinistra o più a destra della regione Veneto nel suo complesso.
Inoltre, abbiamo identificato alcune zone sociodemografiche (Tabella 1) che ci permetteranno di analizzare più accuratamente i dati ed individuare eventuali cambiamenti significativi. In particolare, abbiamo isolato l’area metropolitana di Venezia, ovvero Venezia e i suoi comuni limitrofi, i comuni capoluogo, le periferie di Verona, Padova, Vicenza e Treviso, i centri urbani più popolosi della fascia pedemontana, la zona pedemontana, il Veneto orientale, il Polesine (comprendente anche la Bassa padovana), la Bassa veronese e vicentina, le zone prealpine comprese tra Verona e Treviso, la Valbelluna ed infine, il Cadore.
Tabella 1
Figura 6
Figura 7
Dalle Figure 6 e 7 possiamo osservare che tra 2004 e 2009, l’area metropolitana di Venezia rappresentava di gran lunga l’area più a sinistra della regione. Seguivano i capoluoghi, e, più spostati al centro, il Polesine e la Valbelluna. Le zone di maggiore forza del Centrodestra veneto si trovavano nella Pedemontana, nella Bassa veronese e vicentina, e nelle zone montane. Meno netto il vantaggio nel Veneto orientale mentre le periferie e i centri urbani della Pedemontana si comportavano in modo molto simile, leggermente più a destra della regione.
Confrontando questi posizionamenti con le successive variazioni occorse nel 2014 e 2019, possiamo identificare chiaramente alcune tendenze. C’è stato un netto progressivo spostamento a destra dell’area metropolitana di Venezia e del Polesine. Se il secondo cambiamento non ci stupisce, inserendosi in un più ampio rafforzamento del Centrodestra in zone poco urbanizzate e di antica tradizione comunista, come la vicina provincia di Ferrara, lo spostamento a destra di Venezia risulta più difficile da comprendere ed è sicuramente in contrasto con altre dinamiche viste finora.
A questo si contrappone il netto spostamento a sinistra degli altri comuni capoluogo che sono adesso la zona di maggiore forza del Centrosinistra veneto. Curiosamente, sembra che la dimensione del capoluogo non sia particolarmente rilevante in questo caso, in quanto simili spostamenti si registrano in grandi città, come Verona e Padova, ma anche in piccoli centri come Belluno.
Anche i centri più popolosi della fascia pedemontana hanno subito un, più modesto, spostamento a sinistra aggiungendosi alle zone dove mediamente il Centrosinistra ottiene risultati migliori. Tendenza condivisa anche dalle periferie di Verona, Padova, Vicenza e Treviso, che oggi sono perfettamente in linea con la media regionale.
Come già precedentemente notato, entrambe le zone che compongono la provincia di Belluno, il Cadore e la Valbelluna, sono decisamente instabili e dopo una netta virata a sinistra nel 2014 sono tornate a valori non dissimili da quelli che avevano in precedenza. Infine, le zone più a destra della regione non hanno subito particolari scostamenti. Anche questo è in contrasto con altre situazioni regionali in cui abbiamo assistito ad una crescita del Centrodestra nelle zone dove era già forte. D’altra parte, in questi comuni il Centrodestra probabilmente è già talmente forte che non esiste materialmente la possibilità di incrementare ulteriormente il proprio vantaggio.
In conclusione, lo spostamento a destra del Polesine e del veneziano ha reso più uniforme la geografia politica regionale, cancellando quell’area estesa extraurbana in cui il Centrosinistra conservava una certa forza, e imponendo ormai quasi ovunque nella regione, la polarizzazione città-campagne, che, in generale, si amplia a seguito della crescita del Centrosinistra nei centri urbani.
Nella prossima pagina concluderemo con una panoramica degli ultimi sondaggi elettorali per le prossime regionali e una nostra previsione per l’esito del voto.
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