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IL GIRAMONDO – Elezioni in Bolivia: quale futuro dopo la fine dell’Era Morales?

I SONDAGGI E I POSSIBILI BALLOTTAGGI

I sondaggi per queste elezioni presidenziali sono pochi e non del tutto affidabili. Estrapolando comunque i dati dei vari sondaggi  quello che emerge è sia il candidato centrista Samuel Doria Medina che l’ex presidente Jorge Quiroga dovrebbero ottenere interno  al 30% dei voti validi.  A seguire, ben distanziati, altri 3 candidati dati intorno al 10% delle preferenze: il presidente del Senato Andrónico Rodríguez, il candidato conservatore Reyes Villa, e il candidato cristiano-conservatore Paz Pereira. Gli altri 3 candidati si spartirebbero il restante 10% dei voti.

Considerando che nessun candidato sembra poter raggiungere il 40% dei voti (con un distacco di almeno il 10% rispetto al secondo arrivato) per essere eletto al primo turno, quasi sicuramente si dovrà andare ad un ballottaggio.

Il ballottaggio più probabile sembra essere quello tra Samuel Doria Medina  e Jorge Quiroga.  E’ possibile che in tal case gli elettori di Rodríguez si astengano o votino  Medina, mentre quelli dei candidati conservatori potrebbero dividersi equamente tra  i due candidati.  Questo farebbe pensare ad una possibile vittoria di Medina. Se invece i sondaggi fossero clamorosamente errati e Rodríguez riuscisse ad arrivare al ballottaggio, il secondo turno sarebbe comunque estremamente difficile per lui. Infatti sia in caso di ballottaggio contro Medina che contro Quiroga,  gli elettori dei candidati esclusi dal ballottaggio (in particolare quelli di Reyes Villa e Paz Pereira) voterebbero comunque in massa il candidato  opposto, dato che Rodríguez è uno stretto alleato dell’ex presidente Morales, che la maggior parte degli elettori boliviani non vuole più vedere al governo, anche per interposta persona.

E’ tuttavia possibile che i risultati delle elezioni possano essere sensibilmente differenti dai sondaggi, dato che l’elettorato è molto volatile e facilmente influenzabile dai contenuti che riceva dai social media. Non è quindi escluso che un candidato che è attualmente indietro nei sondaggi possa arrivare al secondo turno e magari vincere a sorpresa al ballottaggio, come già accaduto in altre recenti elezioni in America Latina e non solo.

Il risultato delle elezioni avrà sicuramente conseguenze significative sulla stabilità politica della Bolivia, sulle politiche economiche e sociali e soprattutto sulle relazioni internazionali.

Nel caso di vittoria di Doria Medina,  noto per le sue posizioni a favore del mercato libero e degli investimenti privati, la sua elezione potrebbe portare a politiche economiche più orientate al mercato, con potenziali riforme per attrarre investimenti esteri e stimolare la crescita economica.  A livello internazionale ci potrebbe essere un riallineamento della Bolivia, con un riavvicinamento agli USA e ai paesi occidentali e un allontanamento dagli alleati storici del MAS di Morales, in particolare i regimi di Cuba e Venezuela.

L’eventuale vittoria di Quiroga invece darebbe fiato ai settori più’ conservatori della  destra boliviana,  vicini alla ex presidente ad interim Jeanine Áñez, in particolare nel caso in cui, per essere eletto al secondo turno, fosse costretto a patteggiare un accordo con Reyes Villa e Paz Pereira.  Anche nel caso di una vittoria di Quiroga ci sarebbe una liberalizzazione del mercato e uno spostamento ancora più marcato delle relazioni internazionali verso un riavvicinamento con gli USA.

Se invece fosse Rodríguez ad essere eletto, si avrebbe una continuità delle tradizionali politiche sociali ed economiche del MAS. Ciò potrebbe voler dire continuità sui programmi sociali di welfare, cercando soprattutto di migliorare le condizioni di vita nelle aree rurali,  portando avanti la nazionalizzazione delle risorse naturali e politiche a favore degli indigeni e dei lavoratori. A livello internazionale Rodríguez potrebbe confermare l’asse regionale con Cuba e Venezuela, ma potrebbe anche allinearsi con governi di  sinistra democratica come Messico, Colombia e Brasile. 

Quello che è certo è che con il crollo del potere del MAS, il panorama politico boliviano dopo queste elezioni sarà completamente diverso da quello degli ultimi 20 anni. Il dopo Morales inizia adesso.

 

Questo è tutto anche per oggi. I risultati saranno commentati come sempre dai nostri egregi collaboratori della Redazione BiDiMedia.

Vi ricordo le prossime importanti scadenze elettorali: le elezioni parlamentari in Norvegia dell’8 settembre e quelle in Moldavia del 28 settembre.

 

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