Il Canada nasce nel 1867, quando le colonie britanniche di Ontario, Quebec, New Brunswick e Nuova Scozia furono riunite una federazione denominata de Dominion del Canada. Nel 1871 si unì al Canada anche la Columbia Britannica e nel 1873 l’isola del Principe Edoardo. Nel 1905 Saskatchewan e Alberta furono ammesse come province. L’isola di Terranova rimase invece possedimento britannico fino al 1949.
Il panorama politico canadese del periodo rispecchiava quello britannica, con un parlamento diviso tra liberali e conservatori. I conservatori ottennero la maggioranza assoluta dei seggi nelle prime elezioni parlamentari del 1867 e il leader conservatore John Alexander McDonald divenne primo ministro. Quattro anni dopo McDonald fu costretto a dimettersi in quanto coinvolto in un caso di corruzione e fu sostituito dal liberale Alexander Mckenzie, per poi tornare al governo dopo le elezioni del 1878 e rimanere al potere fino al 1891. Da allora in poi conservatori e liberali si sono sempre alternati al potere e tutti i primi ministri successivi hanno fatto parte di uno di questi due partiti. Il sistema elettorale uninominale maggioritario ad un turno impedi’ per decenni la crescita di altri grandi partiti politici nazionali che potessero mettere in discussione il bipartitismo tra conservatori e liberali. L’elettorato conservatore era soprattutto rurale, anglofono e protezionista, mentre quello liberale era concentrato nelle città e nella provincia francofona del Quebec ed era economicamente liberista.
Durante la prima guerra mondiale il Canada partecipò ai combattimenti sul fronte europeo assieme alla Gran Bretagna. Nel 1917 l’allora primo ministro conservatore Robert Border propose la creazione di un governo di unità nazionale per guidare il paese fino alla fine della guerra. I liberali si divisero, la maggior parte di essi (in particolare quelli francofoni, contrari alla guerra) rimase all’opposizione mentre una minoranza si unì ai conservatori formando il Partito Unionista, che vinse le elezioni del 1917 confermando Borden al governo. In quelle elezioni per la prima le donne ebbero un parziale diritto di voto a livello nazionale, che fu esteso negli anni successivi. Nel Quebec tuttavia le donne ottennero il diritto di voto completo solo nel 1940.
Dopo la fine della guerra il partito Unionista fu sciolto quando un gruppo di deputati unionisti, rappresentanti degli agricoltori del Canada occidentale formò un proprio raggruppamento politico chiamato Partito Progressista, formazione populista di tendenza socialdemocratica, strettamente legato ai sindacati delle cooperative agricole. Dopo un relativo successo nazionale alle elezioni del 1921, il Partito Progressista fu poi relegato ad alcune aree rurali delle province occidentali. La scissione del Partito Progressista indebolì i conservatori e consentì al Partito Liberale, guidato da William Lyon Mackenzie King di tornare al potere. Mackenzie King sarebbe stato il protagonista principale delle politica canadese della prima metà del ‘900, alla guida del Canada dal 1921al 1930 e poi dal 1935 al 1948.
Il problema economico principale dei governi dell’epoca furono le tariffe doganali con gli USA. Gli agricoltori le volevano abbassare per poter esportare i prodotti agricoli negli USA ma le industrie li volevano tenere alte per essere salvaguardate dalla competizione delle industrie americane. Il Canada fu gravemente colpito dalla recessione del 1929, quando le esportazioni crollarono del 50% e la disoccupazione arrivò al 30% della forza lavoro. Le politiche liberiste di Mackenzie King aggravarono le conseguenze della crisi economica e portarono alla vittoria dei conservatori nelle elezioni del 1930. Le politiche protezioniste dei conservatori non riuscirono a risollevare l’economia, il che portò nuovamente i liberali di Mackenzie Kingal governo nel 1935. Nel 1931 il parlamento britannico riconobbe il Canada come stato paritetico al Regno Unito nell’ambito del Commonwealth. Nel 1965 fu adottata l’attuale bandiera canadese. Le rimanenti prerogative della Gran Bretagna sulla legislatura inglese furono abrogate con il Canada Act nel 1982, con il quale il Canada ottenne anche formalmente la piena sovranità.
Negli anni ’30, a seguito del declino del Partito Progressista, rappresentanti dei sindacati agrari e operai fondarono un nuovo partito, la Federazione del Commonwealth Cooperativo, di ispirazione socialdemocratica, che negli anni successivi ebbe un notevole successo elettorale, arrivando ad ottenere l 15,6% dei voti nelle elezioni del 1945. Nel 1961 la Federazione del Commonwealth Cooperativo si trasformò nel Nuovo Partito Democratico, che sarebbe diventato la terza forza politica del paese nei decenni successivi. Il Partito Conservatore nel 1942 si unì al Partito Progressista del Manitoba modificando il proprio nome in Partito Conservatore Progressista del Canada.
Durante la seconda guerra mondiale il Canada combatté la Germania nazista a fianco delle potenze alleate. Le truppe canadesi furono coinvolte nell’invasione alleata dell’Italia, della Francia e dei Paesi Bassi. Circa 45’000 soldati canadesi morirono e altri 55’000 furono feriti in combattimento. Durante il secondo dopoguerra il governo liberale del nuovo primo ministro Louis St. Laurent, in carica dal 1948 al 1957 adottò politiche economiche assistenzialiste, introducendo le pensioni di vecchiaia e il sistema sanitario nazionale. Il Canada fu uno stretto alleato degli USA durante la guerra fredda e fu un membro fondatore della NATO. I conservatori tornarono al governo dal 1957 con John Diefenbaker per poi cedere nuovamente il posto ai liberali nel 1963 con Lester Bowles Pearson.
Negli anni ’60, in Quebec ebbe luogo quella che divenne nota come la Rivoluzione Tranquilla , rovesciando il vecchio sistema sociale conservatore incentrato sull’arcidiocesi cattolica romana del Quebec e portando alla modernizzazione dell’economia e della società. La rivoluzione sociale fece tuttavia aumentare il sentimento identitario della popolazione del Quebec e portò alla nascita di movimenti nazionalisti di sinistra che volevano l’indipendenza dal Canada. Nel 1976 il Parti Québécois vinse le elezioni provinciali e andò al potere in Quebec, facendo indire un referendum sull’indipendenza nel 1980 che fu tuttavia bocciato dagli elettori. Nel 1995, il governo del Quebec, dove nel frattempo era tornato al potere il Parti Québécois fece indire un nuovo referendum sulla sovranità che fu nuovamente respinto ma con un margine estremamente ristretto.
Nel 1968 il primo ministro Pearson decise di ritirarsi dalla politica e al suo posto il partito liberale nominò Pierre Trudeau, leader ambizioso e carismatico che sarebbe stato primo ministro quasi ininterrottamente fino al 1984. Durante gli anni del suo governo, Trudeau, spostò il partito liberale a sinistra, abbandonando il liberismo per il nazionalismo economico. Trudeau fece del cambiamento sociale e culturale i suoi obiettivi politici, tra cui l’istituzione ufficiale del bilinguismo in Canada e piani per significativi cambiamenti costituzionali. Il multiculturalismo fu adottato come politica ufficiale del governo canadese. Grazie alle nuove politiche del governo sull’immigrazione, negli anni ’70 i nuovi immigrati, che in passato provenivano quasi esclusivamente ai paesi “bianchi” europei, cominciarono ad arrivare in gran parte da altri paesi come India , Cina , Vietnam , Giamaica e Haiti.
Nel 1984 Trudeau si dimise per motivi di salute pochi mesi prima dalle elezioni, che furono vinte dai conservatori progressisti di Brian Mulroney, che divenne il nuovo primo ministro, grazie soprattutto al voto delle province occidentali anglofone, che si erano opposte alle politiche economiche e sociali di Trudeau. Il nuovo governo fu osteggiato dalla popolazione francofona del Quebec, che portò alla formazione di un partito separatista, il Bloc Québécois che sarebbe stata la controparte al livello nazionale del Parti Québecois, che si presentava solo alle elezioni provinciali. Sotto Brian Mulroney, le relazioni con gli Stati Uniti diventarono molto più strette, portando alla firma del trattato di libero scambio nel 1989. Il trattato fu osteggiato da buona parte dell’elettorato canadese, in particolare quello francofono e quello impiegato nel settore industriale, preoccupato per gli impatti economici e culturali della stretta integrazione con gli Stati Uniti. Il malcontento verso il governo Mulroney portò alla nascita nelle province occidentali di un nuovo partito populista di destra, il Partito Riformista (che sarebbe poi stato rinominato Alleanza Canadese che conquistò buona parte dell’elettorato conservatore.
Nel 1993 Mulroney si dimise e al suo posto fu nominata Kim Campbell, prima ed unica donna nella storia a guidare il governo del Canada. Pochi mesi dopo tuttavia le elezioni videro un tracollo del Partito Conservatore Progressista che ottenne solo due seggi. Le elezioni furono vinte dai liberali di Jean Chrétien, che divenne il nuovo primo ministro, mentre il Bloc Québécois che era diventato il secondo partito come numero di seggi in parlamento, divenne l’ opposizione ufficiale. Jean Chrétien sarebbe poi stato rieletto nel 1997 e nel 2000. Nel 2004 JEan Chretien si dimise e fu sostituito da Paul Martin, che portò il partito liberale a vincere nuovamente le elezioni nel 2004. Sotto i governi liberali di Chrétien e Martin, il governo canadese divenne più sensibile alle questioni ambientali e alle libertà civili. Nel 2002 il Canada firmò l’Accordo di Kyoto sui cambiamenti climatici e nel 2005 il Canada fu il quarto paese al mondo a legalizzare il matrimonio tra le persone dello stesso sesso.
L’ Alleanza Canadese e il Partito Progressista Conservatore si fusero nel 2003 nel nuovo Partito Conservatore del Canada ponendo fine a una divisione del voto conservatore durata 13 anni, sotto la guida di Stephen Harper. Nel 2006 si tennero elezioni anticipate dopo che il governo di Paul Martin era caduto a seguito di una mozione di sfiducia. Il Partito Conservatore ottenne la maggioranza relativa dei seggi e Stephen Harper divenne primo ministro a capo di un governo di minoranza. Nel 2008 si tennero nuove elezioni anticipate che videro di nuovo una vittoria relativa dei conservatori. Infine nel 2011 nuove elezioni anticipate videro la netta vittoria dei conservatori che ottennero la maggioranza assoluta dei seggi e il crollo dei liberali, che ottennero meno seggi del Nuovo Partito Democratico, guidato dal brillante e carismatico Jack Layton, il quale divenne per la prima volta l’opposizione ufficiale.
Il governo di Stephen Harper, dominato da ministri provenienti dall’Alberta e dagli stati occidentali, portò avanti gli interessi degli agricoltori e delle aziende petrolifere. Uno dei primi provvedimenti del nuovo governo fu di far uscire il Canada dall’Accordo di Kyoto sulle limitazioni delle emissioni di gas serra. Sotto Harper, il Canada ha rafforzato l’alleanza con gli USA ed è stato impegnato in missioni militari all’estero, portando avanti notevoli investimenti nel settore della difesa. Pochi mesi dopo le elezioni Jack Layton, malato di cancro, dovette abbandonare la guida del Nuovo Partito Democratico, che ebbe una crisi di leadership. Nel frattempo anche il Bloc Québecois si era indebolito elettoralmente. Di questo ne approfittarono i liberali che elessero alla loro guida il giovane Justin Trudeau, figlio di Pierre Trudeau, il quale divenne il punto di riferimento dell’opposizione al governo Harper e portò i liberali a vincere a sorpresa le elezioni del 2015.
Trudeau andò al governo puntando su un messaggio decisamente liberale dal punto di vista sociale, favorevole alla liberalizzazione della marijuana, al matrimonio omosessuale e attento ai diritti delle minoranze, a quelli del richiedenti asilo, portando avanti una politica di apertura nei confronti dell’immigrazione.
Negli anni successivi tuttavia perse il supporto dei movimenti ambientalisti a causa del progetto del Trans Mountain Pipeline, il grande oleodotto che avrebbe dovuto portare gran parte del petrolio ricavato dalle sabbie bituminose dalle regioni centrali del Canada verso gli USA. Successivamente il suo governo fu scosso dall’affare SCN-Lavalin, quando lo staff di Trudeau fu accusato di aver esercitato pressioni indebite sulla magistratura durante le investigazioni su un caso di corruzione in Libia che coinvolgeva la SCN-Lavalin, una delle più grandi aziende canadesi. Trudeau fu poi riconfermato nelle elezioni del 2019, ma perdendo la maggioranza assoluta dei seggi, per cui ebbe bisogno di trovare un accordo in parlamento con il NDP per far passare la propria legge finanziaria.
Durante gli anni del governo Trudeau, il numero degli immigrati è notevolmente aumentato. In particolare sono aumentati i rifugiati da paesi in guerra come la Siria e l’Iraq. La politica economica del governo Trudeau inizialmente si basava su maggiori entrate fiscali per pagare l’aumento della spesa pubblica.. Il governo ha ridotto il rapporto debito/PIL del Canada ogni anno fino al 2020, quando è scoppiata la pandemia di COVID-19 . Nel frattempo è continuata la politica sociale fortemente progressista del governo, in particolare per quanto riguarda i diritti delle donne, delle minoranze e delle persone LGBT+. Nell’agosto del 2021, per affrontare le conseguenze della crisi economica e sociale legata alla pandemia di Covid-19, Trudeau ha chiesto lo scioglimento anticipato del parlamento. Le successive elezioni hanno sostanzialmente confermato i rapporti di forza tra i maggiori partiti canadesi e Trudeau è stato riconfermato primo ministro a capo di un governo di minoranza.