Reddito minimo: quanti sono i dipendenti con reddito inferiore a 9 euro?
Agosto 16, 2023
Sondaggio NOTO: il 18% è negazionista sul clima ma il 65% non sarebbe disposto a pagare più tasse
Agosto 19, 2023

IL GIRAMONDO – Elezioni in Ecuador. Crisi economica e violenza criminale porteranno alla vittoria della destra autoritaria o al ritorno della sinistra populista “correista”?

I SONDAGGI E I POSSIBILI SVILUPPI POLITICI POST-ELETTORALI

 

 

I sondaggi elettorali in Ecuador non sono generalmente molto precisi e danno spesso risultati molti differenti gli uni dagli altri,  tuttavia sono utili per individuale le tendenze elettorali più significative. Quello che  è chiaro è che in  testa nelle intenzioni di voto rimane Luisa Gonzalez,  la candidata della coalizione di sinistra legata all’ex presidente Rafael Correa, con percentuali al primo turno comprese tra il 30% e il 35% dei voti, seguita dall’ex vicepresidente Otto Sonnenholzner dato intorno  il 15%. Tra  il 10% e il 15% ci sono il candidato di destra Jan Topic, il candidato ambientalista ed indigenista Yaku Pérez  e quello liberale Xavier Hervas.   Sotto il 5% rimarrebbero i due candidati populisti  Daniel Noboa e Bolivar Armijos.  Anche il candidato anti-corruzione assassinato Villavicencio era dato oltre il 10% dei voti: non si sa a quale percentuale arriverà Christian Zurita,  il candidato che lo ha sostituito,.

Se le elezioni confermassero il risultato dei sondaggi difficilmente Luisa Gonzalez potrebbe essere eletta il primo turno dato che non riuscirebbe a superare il 40% delle preferenze. In tal caso si andrebbe verso un ballottaggio contro il secondo arrivato e il risultato sarebbe estremamente aperto. Se al ballottaggio vanno Jan Topic, Otto Sonnenholzen o Christian Zurita, gli elettori dei candidati  di centrodestra esclusi dal ballottaggio faranno confluire i loro voti sul candidato “anti-correista”, qualunque esso sia,  come è successo con la vittoria di Guillermo Lasso.  Per quanto riguarda il candidato indigenista Yaku Pérez, egli si pone  come alternativa sia alla classe dirigente tradizionale di centrodestra della borghesia “bianca” di Quito e delle zone dell’interno, sia al populismo di sinistra di Correa, appoggiato dai “mestizo” delle città costiere.  Questo significa che se Pérez sarà escluso dal ballottaggio potrebbe, come nel 2021,  non dare indicazioni di voto, rendendo difficile prevedere il comportamento dei suoi elettori al secondo turno. 

I risultati delle elezioni parlamentari sono ancora più difficili da prevedere che nel caso delle elezioni presidenziali. Si pensa che in testa arrivi con circa il 30% dei voti la coalizione di sinistra “Rivoluzione Cittadina” che sostiene Gonzalez, seguita dall’alleanza di destra “Per un Paese Senza Paura”, che sostiene  Topic con oltre il 15% dei voti. Dietro rimarrebbero la coalizione di centrosinistra-centrodestra che sostiene  Sonneholzner (formata dai partiti Avanza e SUMA e appoggiata dalla Sinistra Democratica), il Movimento Construye e  l’allenza di sinistra “Claro Que Se Puede”, tutte date  tra il 10% e il 15% dei voti.

L’Ecuador è ad una svolta. Deve decidere se crede ancora nel “correismo”, nell’idea che lo stato possa combattere la povertà con un vasto programma di welfare, anche a costo di aumentare a dismisura il debito pubblico e rischiare la bancarotta. Oppure può decidere di affidarsi al libero mercato, sperando che l’impresa privata possa rendere efficiente il sistema economico e in prospettiva far aumentare il livello di benessere complessivo del paese, anche a costo di lasciare parte della popolazione nell’indigenza. A questo si aggiunge l’esasperazione contro la criminalità organizzata che potrebbe portare alla vittoria della destra autoritaria rappresentata da Jan Topic. Chiunque sarà eletto dovrà, come prima di lui  Lenin Moreno  e Guillermo Lasso, fare i conti con un parlamento diviso e in gran parte ostile, ma sia che vinca Luisa Gonzalez (e quindi l’ex presidente Correa), sia soprattutto che vinca Jan Topic, dopo le elezioni l’Ecuador avrà fatto un passa avanti (piccolo o grande si vedrà), verso una democrazia autoritaria.

  

 

Questo è tutto anche per oggi. I risultati saranno commentati come sempre dai nostri egregi collaboratori della Redazione BiDiMedia.

Vi ricordo le prossime importanti scadenze elettorali: le elezioni parlamentari in Slovacchia del 30 settembre e quelle in Nuova Zelanda del 14 ottobre. 

 

 

Ti è piaciuto questo articolo? Contribuisci alla sopravvivenza di Bidimedia, donando anche solo pochi euro. Grazie!

Sostieni Sondaggi Bidimedia!

Puoi farlo nei modi che ti descriviamo in seguito… E, se puoi, disattiva il tuo ad-blocker, grazie!

Fai una donazione tramite PayPal

Sondaggi BiDiMedia è un sito nato nel 2010. Se vi piace e siete contenti del nostro servizio gratuito potete farci una piccola donazione. Anche di pochi euro. Grazie a chi ci permetterà di crescere sempre di più cliccando sul banner “Dona con PayPal”!

Offrici un caffé con
Ko-fi

Ci leggi da tanto tempo? Ci hai appena scoperti? In entrambi i casi, se ti piace il nostro lavoro, puoi contribuire alla nostra sopravvivenza donandoci anche solo un piccolo caffè. Grazie!

Tramite Ko-fi puoi fare una micro-donazione ed essere sicuro che essa finanzierà interamente Sondaggi Bidimedia, senza percentuali di intermediazione.

Fai i tuoi acquisti cliccando sui banner

In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.

In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.