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IL GIRAMONDO – Elezioni in Israele: “davka” Netanyahu

Image result for bordered flag israelNon è facile tradurre la parola ebraica “davka”. Significa qualcosa come “nonostante” e al tempo stesso “a causa di”.

Binyamin Netanyahu, il primo ministro israeliano, ha scelto come slogan della campagna elettorale “Davka Netanyahu”.

A dicembre la polizia israeliana ha raccomandato che Netanyahu fosse accusato di corruzione e violazione della fiducia. Il primo ministro afferma che le accuse sono una “caccia alle streghe” da parte di pubblici ministeri e giornalisti di sinistra. Molti dei sostenitori di Netanyahu provengono da classi sociali medio-basse con un basso grado di istruzione. Molti  di essi sono ebrei sefarditi, discendenti dagli immigrati provenienti dal mondo arabo, piuttosto che ebrei ashkenaziti, generalmente più ricchi e colti, che hanno le loro radici in Europa.  Il “davka” di Netanyahu è un invito ai suoi sostenitori a sfidare una presunta élite ricca, colta, liberale e di sinistra che lo odia: votate per me “nonostante” le accuse di corruzione, anzi, “a causa” di queste.  E i sondaggi dicono che ce la potrebbe fare anche stavolta.

Martedì 9 Aprile i cittadini israeliani sono chiamati alle urne per eleggere i loro rappresentanti alla Knesset, la ventunesima dall’indipendenza del paese nel 1945.  Le elezioni si svolgono leggermente in anticipo rispetto alla scadenza naturale del parlamento eletto nel 2015.

 

IL SISTEMA POLITICO – ELETTORALE

File:Emblem of Israel.svgIsraele è una democrazia parlamentare. Il Primo Ministro di Israele è il capo del governo e leader di un sistema multipartitico. Il potere esecutivo è esercitato dal governo. Il potere legislativo spetta alla Knesset, il parlamento monocamerale del paese. Il potere giudiziario è indipendente dal potere esecutivo e legislativo. Il sistema politico dello Stato di Israele e i suoi principi principali sono definiti in 11 leggi fondamentali. Israele non ha una costituzione scritta.

Il Presidente di Israele è il Capo dello Stato e svolge un ruolo quasi esclusivamente cerimoniale.  Il Presidente viene eletto dal parlamento per un mandato di 7 anni non rinnovabile.

La Knesset è formata da  120 membri, eletti per un periodo di 4 anni con metodo proporzionale con liste di partito senza voto di preferenza.  Recentemente, per ridurre la frammentazione politica, è stata introdotta una soglia del 3,25% dei voti necessaria per ottenere seggi in parlamento.

Secondo il “Democratic Index” del settimanale The Economist, Israele è una cosiddetta “Democrazia Imperfetta”, al livello di paesi tipo Francia, Belgio, Portogallo e Italia. E’ comunque di gran lunga il paese più liberale e democratico del Medio Oriente.

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