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IL GIRAMONDO – Elezioni in Israele: “davka” Netanyahu

1983–1992: Shamir I; Peres I; Shamir II

Il governo Peres dovette affrontare una grave crisi economica, mentre continuava gli insediamenti dei coloni ebrei nei territori occupati. Questo provocò una reazione violenta degli abitanti arabi di Gaza e Cisgiordania contro le truppe di occupazione, che sarebbe poi diventat nota come “Prima Intifada“.  Il governo giordano rinunciò ad ogni pretesa territoriale sulla Cisgiordania (come aveva fatto l’Egitto con la striscia di Gaza), per permettere la nascita di uno stato palestinese separato da quello israeliano.

Nelle elezioni del 1988 fu il Likud a superare di Misura la lista “Allineamento” e la coalizione di governo con i laburisti fu confermata. Nel 1990 i contrasti interni al governo portarono ad una rottura tra Peres e Shair. Quest’ultimo allora si accordò  con i partiti della destra religiosa e formò una coalizione di governo di destra. La partecipazione di Shamir ad una conferenza di pace con i paesi arabi promossa dal presidente USA George H. Bush, portò  alla crisi di governo e alle dimissioni di Shamir.

 

1992–1996: Rabin II; Peres II

Le elezioni del 1992 videro la vittoria del Partito Laburista, alla cui guida era subentrato Yitzhak Rabin e alla Knesset si formò una maggioranza di sinistra favorevole al dialogo con i palestinesi. L’anno successivo l’OLP di Arafat riconobbe lo stato di Israele. Ad esso seguì  il riconoscimento da parte di Israele dell’OLP come rappresentante del popolo palestinese. Nel Settembre 1993 con la mediazione del presidente americano Bill Clinton, vengono firmati gli accordi di Oslo, che avrebbero dovuto preludere ad una successivo accordo per la creazione di uno stato palestinese indipendente nei territori di Gaza e Cisgiordania. L’amministrazione dei territori (escluse le colonie ebraiche) passò all’Autorità Nazionale Palestinese. Le frange palestinesi più estremiste iniziarono una vasta campagna di attentati con lo scopo di sabotare  i negoziati, mentre dall’altra parte Israele continuava nella sua politica di insediamento dei coloni.  Nel 1995 Rabin viene assassinato da un estremista di destra ebreo. Shimon Peres diventa Primo Ministro.

Ne frattempo, dopo caduta dell’Unione Sovietica quasi un milione di ebrei russi emigrarono in Israele. Questo cambiò completamente la struttura sociale del paese, portando alla formazione di una potente lobby russa nel panorama politico israeliano.

 

 

1996–2001: Netanyahu I; Barak

Ehud Barak official.jpg

Le elezioni del 1996 videro l’elezione a sorpresa del leader del Likud Binyamin Netanyahu come primo ministro.  Gli scontri armati con i palestinesi aumentarono, il governo Israeliano iniziò la costruzione di un muro fortificato per dividere i territori palestinesi da quelli abitati dai coloni israeliani. L’organizzazione palestinese terroristica Hamas diede il via ad una campagna di attentati sanguinari contro la popolazione civile ebraica.

A seguito di un voto di  sfiducia contro il governo, furono indette elezioni anticipate nel 1999, che furono vinte da una lista formata dal Partito Laburista e altre formazioni di centrosinistra. Primo ministro fu eletto il laburista Ehud Barak, , che ne 2000 fece ritirare le truppe israeliane dal sud del Libano.  Gli accordi con i palestinesi naufragano dopo che Arafat, spinto dalle frange estremiste palestinesi, rifiuta di firmare un accordo che avrebbe consentito la creazione di un vero e proprio stato Palestinese in Gaza e nel 73% della Cisgiordania.

Poche settimane dopo il leader del Likud, Ariel Sharon, con un gesto estremamente provocativo, marciò assieme a gruppi religiosi della destra ebraica, sulla spianata delle Moschee di Gerusalemme. Questo provocò una violenta sollevazione della popolazione palestinese,  che fu definita come la  “Seconda Intifada”.

Barak fu costretto alle dimissioni e nel 2001 Ariel Sharon fu eletto primo ministro.

 

2001–2006: Sharon

Ariel Sharon, by Jim Wallace (Smithsonian Institution).jpg

Il governo Sharon sanci0 la fine dei negoziati di pace con i palestinesi. Gli attacchi terroristici aumentarono e fu potenziata la barriera intorno alla Cisgiordania. Israele distrugge il porto di Gaza, ne fa chiudere l’aeroporto ed inizi una sistematica opera di distruzione di case dei palestinesi nei territori occupati.

Nelle elezioni parlamentari del 2003, il Lukud ottiene una netta vittoria, confermando Sharon come Primo Ministro. Nel frattempo la situazione a Gaza si era fatta insostenibile per i coloni ebrei, che Sharon decise di far evacuare. Gaza rimase nelle mani dei palestinesi. Dopo la morte di Arafat, Hamas divenne ancora più potente e nelle elezioni palestinesi del 2006 prese il controllo totale della striscia di Gaza, rendendolo di fatto indipendente dal governo palestinese in Cisgiordania.

A seguito di contrasti con Netanyahu e i gruppi piu intransigenti della destra israeliana, nel 2005 Sharon dovette lasciare il Likud e fondare un nuovo partito centristra chiamato  Kadima.  Nel 2006 Sharon fu colpito da emorragia cerebrale e fu sostitutio da Ehud Olmert come Primo Ministro.

 

2006–2009: Olmert

A seguito delle elezioni anticipate del 2006, Kadima divenne il primo partito del paese. Olmert fu rieletto Primo Ministro a capo di una coalizione che comprendeva il partito laburista e alcuni partiti minori di centrodestra.

Nel frattempo erano aumentati gli attacchi armati contro Israele da parte di Hezbollah, una milizia armata sciita che controllava il sud del Libano. Nel Luglio 2006, dopo un lancio di missili che aveva ucciso vari soldati israeliani, Olmert dette inizio ad una azione militare nel sud del Libano per smantellare le basi di Hezbollah, la cosidetta “seconda guerra libanese”. Dopo circa un mese di scontri l’ONU mandò una forza di interposizione nel sud del Libano che  portò alla cessazione delle ostilità.

Nel 2007, a seguito della  presa di potere di Hamas nella striscia di Gaza, Egitto e Israele bloccarono i collegamenti di Gaza con l’estero, trasformandola di fatto in una prigione a cielo aperto per un milione di palestinesi. Nel 2008 Olmert fu indagato per corruzione e fu costretto a dimettersi provocando nuove elezioni anticipate.

 

 

2009–2019: Netanyahu II

Nelle elezioni del 2009, Kadima ottenne 28 seggi contro i 27 del Likud. Tuttavia fu Netanyahu a diventare Primo Ministro grazie ad un accordo con i partiti di destra religiosi e nazionalisti.  La maggioranza di destra fu riconfermata alle elezioni del 2013.

A seguito di un’escalation di attacchi missilistici da parte di Hamas, nel 2012 e successivamente nel 2014 Israele bombarda la striscia di Gaza, facendo pesanti danni alle infrastrutture e peggiorando la condizione della popolazione civile palestinese.

Il governo Netanyahu con il passare degli anni si è spostato sempre più a destra, per poter tenere i partiti della destra religiosa all’interno del governo . Nelle elezioni del 2015 il Liud mantiene la sua posizione come primo partito del paese e Netanyahu rimane primo ministro.

L’elezione a presidente degli Stati Uniti di Donal Trump, segna un forte riavvicinamento politico tra USA e Israele. Il  6 dicembre 2017 Trump annuncia formalmente il riconoscimento degli Stati Uniti di Gerusalemme come capitale di Israele.

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