I cittadini del Suriname si recano alle urne domenica 25 maggio per rinnovare i 51 seggi del parlamento, il quale eleggerà il presidente del paese che in Suriname è anche capo del governo. L’attuale presidente, Chan Santokhi, si candida per un secondo mandato rielezione.
Il Suriname, un piccolo paese ricco di risorse, con una popolazione di circa 650.000 abitanti, è una società estremamente multietnica, con il 27% della popolazione di etnia indo-caraibica, il 22% di discendenza africana (i cosiddetti “cimarroni”), il 16% creola, il 14 % giavanese e il resto mista o appartenente ad altre minoranze etniche. Anche la minoranza cinese, pur essendo numericamente minore delle altre, ha un peso significativo nella politica del paese.
Il Suriname fu una colonia olandese per 300 anni, dal 1667 fino all’indipendenza dai Paesi Bassi nel 1975. Dopo l’indipendenza, il Suriname visse una prolungata instabilità politica, inclusa una dittatura militare sotto Desi Bouterse. Governi corrotti hanno storicamente minato lo stato di diritto e la definizione delle politiche economiche, ma l’attuale amministrazione riformista di centrosinistra ha cercato di rompere con il passato del Suriname.
Il presidente Santokhi e il suo Partito Riformista Progressista(VHP), hanno cercato di rafforzare i legami con il Sud America, gli Stati Uniti e l’Europa. Il principale partito di opposizione, il Partito Democratico Nazionale (NDP) dell’ex presidente Bouterse, anch’esso di centrosinistra, se tornasse al potere, tornerebbe invece probabilmente alle politiche populiste del passato e darebbe alla politica estera del Suriname un orientamento più filo-cinese.
Desi Bouterse è morto alcuni mesi fa, mentre era ancora latitante dopo essere stato condannato a 20 anni di reclusione per essere stato responsabile di un massacro di civili avvenuto nel 1982, nel periodo della sua dittatura. Suo figlio Dino Bouterse è stato invece condannato da un tribunale statunitense per aver consentito l’allestimento di un campo di addestramento per la milizia libanese sciita di Hezbollah, considerata un gruppo terroristico dal governo degli Stati Uniti.
La maggior parte dei partiti in Suriname sono storicamente legati a specifici gruppi etnici. Gli indo-surinamesi si identificano in gran parte con il Partito Riformista Progressista (VHP) del presidente Santokhi. La rappresentanza politica etnica degli afro-caraibici è invece divisa tra diversi partiti, ognuno dei quali associato ad un differente gruppo sub-etnico. Tra questi figurano il Partito Nazionale del Suriname (NPS), il Partito di Liberazione e Sviluppo Generale (ABOP) dell’ex leader ribelle Ronnie Brunswijk (attuale vice presidente del Suriname), e il partito Fratellanza e Unità in Politica (BEP). Il partito Pertjajah Luhur ((PL), sebbene sia ufficialmente multietnico, di fatto attrae in modo sproporzionato i surinamesi di origine giavanese. Infine il Partito Democratico Nazionale (NDP) è invece un partito etnicamente trasversale, con un orientamento nazionalista generalmente di sinistra. Non è chiaro come la morte del suo fondatore Dési Bouterse influenzerà le dinamiche e la direzione del partito. L’attuale governo di centrosinistra è formata da VHP, NPS, ABOP e PL, mentre l’NDP e il BEP sono gli unici due partiti di opposizione (anch’essi di centrosinistra) in parlamento.
Nonostante l’economia del paese stia andando bene, con una crescita prevista del 3% nel 2025 , la traiettoria economica del Suriname è piena di pericoli. Il debito pubblico ha raggiunto il 79% del PIL. Questo ha indotto il governo Santokhi a negoziare un accordo con il Fondo Monetario Internazionale per l’erogazione di un prestito di 62 milioni di dollari di fondi. Tuttavia, le riforme economiche attuate dal governo Santokhi per riportare l’economia in salute e la stabilità finanziaria, tra cui l’ eliminazione dei sussidi per l’elettricità, il carburante e l’acqua, sono state dolorose per i surinamesi e politicamente costose per il governo VHP di Santokhi, creando il rischio che il prossimo governo possa essere tentato di tornare al populismo autodistruttivo dell’era Bouterse, soprattutto ora che il paese potrebbe approfittare del petrolio come nuova fonte di ricchezza.
Il Suriname infatti, come la vicina Guyana, intende sviluppare le sue risorse petrolifere, il che potrebbe rivelarsi una vera e propria trasformazione per il Paese. Il Suriname è uno degli otto paesi al mondo che assorbono più gas serra di quelli che emettono, grazie al fatto che il 93% del suo territorio coperto da foreste. Tuttavia il paese ha recentemente scoperto numerose e significative riserve di petrolio e gas al largo delle sue coste. Il Suriname potrebbe produrre fino a 30 miliardi di barili di petrolio e ricavare dalla sua industria petrolifera tra i 16 e i 26 miliardi di dollari , raddoppiando o addirittura triplicando il suo prodotto interno lordo e le sue prospettive economiche a lungo termine, ma questo farebbe aumentare enormemente, seppur in maniera indiretta, le sue emissioni di gas serra.
Oltre al petrolio, il nuovo governo del Suriname avrà un impatto anche sulle relazioni del Paese con la Repubblica Popolare Cinese (RPC), grazie anche all’importanza crescente della comunità cinese all’interno della politica del Suriname, aumentata negli anni della presidenza Bouterse, grazie agli accordi commerciali con la Cina, che ha fatto arrivare nel paese di una significativo numero di lavoratori cinesi. Nel 2018, il Suriname è stato uno dei primi governi latinoamericani ad aderire alla “Belt and Road Initiative” della Repubblica Popolare Cinese. L’attuale governo di Chan Santokhi, nonostante sia politicamente più vicino agli USA e all’Europa di quello precedente, ha addirittura ampliato gli accordi commerciali con la Cina.
Il prossimo governo del Suriname dovrà affrontare la sfida della criminalità organizzata. Il Paese infatti è sempre più utilizzato come zona di transito per cocaina e altre droghe provenienti da Colombia e Venezuela e dirette in Europa. In particolare la ‘Ndrangheta calabrese è una delle principali organizzazioni criminali operanti nel paese. Il contrabbando di cocaina avviene sia utilizzando o l’aeroporto internazionale della capitale Parimaribo, sia attraverso dei veri e propri narcosottomarini che operano nella zona fluviale vicino alla costa. Oltre al narcotraffico, l’entroterra del Suriname è da tempo teatro di significative attività minerarie illegali, in particolare l’estrazione dell’oro. Questa attività illecita coinvolge un numero significativo di minatori non surinamesi, compresi quelli provenienti da Brasile e Russia. Essa coinvolge anche altre attività illecite come la prostituzione, il traffico di legname e quello della fauna selvatica.
Altre questioni chiave per il prossimo governo saranno la gestione della corruzione, la gestione del debito e delle riforme economiche, nonché la collaborazione con gli Stati Uniti.
IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE
Il Surimane è una repubblica democratica rappresentativa parlamentare, con un sistema multipartitico. Il presidente è sia capo di stato che di governo Il potere esecutivo è esercitato dal governo. Il potere legislativo spetta sia al governo che all’Assemblea Nazionale, il parlamento monocamerale locale . La magistratura è formalmente indipendente.
L’Assemblea Nazionale è composta da 51 seggi I deputati sono eletti per un mandato di 5 anni con sistema proporzionale. Mentre nel passato il sistema era a base distrettuale (senza recupero resti), stavolta ci sarà un’unica circoscrizione nazionale, a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale del 2022
Il presidente viene eletto dalla maggioranza dei due terzi dell’Assemblea nazionale oppure viene eletto al terzo scrutinio a maggioranza semplice per un mandato di 5 anni. Il vicepresidente è eletto per un mandato di 5 anni, allo stesso modo del presidente. In quanto capo del governo, il presidente nomina un gabinetto di ministri che sono guidati nelle loro attività quotidiane dal vicepresidente che di fatto fa le funzioni di primo ministro. Non esiste una disposizione costituzionale per la rimozione o la sostituzione del presidente a meno che non si dimetta.
Un consiglio consultivo dello Stato di 15 membri fornisce consulenza al presidente nello svolgimento della politica . Undici dei 15 seggi del consiglio sono nominati in maniera proporzionale tra tutti i partiti politici rappresentati nell’Assemblea nazionale, due seggi sono assegnati ai rappresentanti dei sindacati e due alle organizzazioni dei datori di lavoro.
Secondo il “Democratic Index” del settimanale The Economist, il Suriname è una cosiddetta “Democrazia imperfetta”, al livello di paesi tipo Panama, Montonegro, Giamaica e Filippine.
Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.
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