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Il Giramondo – Elezioni in Suriname: dopo 40 anni l’ex dittatore Desi Bouterse è ancora al potere

LA STORIA POLITICA

Il Suriname è stato una colonia olandese fino al 1954, quando entrò a far parte ufficialmente del Regno dei Paesi Bassi.   Nel 1974, il governo locale, guidato dal Partito Nazionale del Suriname,  (socialdemocratici, rappresentante della popolazione “creola” , cioè etnicamente africana o mista afro-europea), iniziò i negoziati con il governo olandese che portava alla piena indipendenza, che fu concessa il 25 novembre 1975. Gran parte dell’economia del Suriname per il primo decennio successivo all’indipendenza fu alimentata da aiuti esteri forniti dal governo olandese. Il principale partito di opposizione al PNS in quegli anni fu il Partito Progressista Riformista, di ispirazione socialdemocratica, rappresentante della popolazione di etnia hindu.

Il primo presidente del paese fu Johan Ferrier , ex governatore, con Henck Arron (l’allora leader del PNS) come Primo Ministro. Negli anni che portarono all’indipendenza, quasi un terzo della popolazione del Suriname emigrò nei Paesi Bassi, preoccupato che la situazione economica del nuovo stato indipendente sarebbe peggiorata senza il supporto economico dei Paesi Bassi. Presto  la politica surinamese degenerò in polarizzazione etnica e corruzione, con il PSN che utilizzava i fondi di aiuto olandesi per scopi di parte. I suoi leader furono accusati di frode alle elezioni del 1977, in cui Arron vinse un altro mandato e il malcontento provocò una nuova ondata di emigrati verso i Paesi Bassi.

Il 25 febbraio 1980, un colpo di stato militare rovesciò il governo di Arron. Fu iniziato da un gruppo di 16 sergenti, guidati da Dési Bouterse .  Bouterse creò un Consiglio Nazionale Militare da lui presieduto, che di fatto aveva in mano il governo del paese, nonostante formalmente esistesse ancora un presidente, che era stato nominato dallo stesso Bouterse.  Il nuovo regime ebbe una politica di sinistra nazionalista ed entro nella sfera di influenza dell’Unione Sovietica. Negli anni successivi ci furono vari tentativi di colpo di stato per rovesciare il regime di Bouterse.  Nel 1982 Desi Bouterrse fece assassinare 15 esponenti dell’opposizione dopo averli incarcerati per aver criticato il regime.

Intanto gli Stati Uniti erano preoccupati che Bouterse creasse un regime filosovietico simile a quello cubano. Nel 1986 una ex guardia del corpo di Bouterse,  Ronnie Brunswijk  alla guida del cosiddetto Jungle Commando, diede il via ad una ribellione armata appoggiata dalle popolazioni dell’interno del pase appartenenti  all’etnia Maroons, discendenti da schiavi afriicani e da indios locali. Bouterse accusò i ribelli di essere armati dalla CIA. La guerra civile provocò centinaia di morti e migliaia di rifugiati, soprattutto nella vicina Guinea Francese.

A causa delle forti pressione da parte dei Paesi Bassi (maggior partner commerciale del paese) per un ritorno alla democrazia, nel 1987 furono organizzate libere elezioni che videro il trionfo del Fronte della Democrazia e dello Sviluppo (FDS), formato dal PNS, dal PPR e da altri partiti democratici che sconfisse nettamente il Partito Democratico Nazionale (sinistra socialista), fondato da Bouterse. Quest’ultimo tuttavia mantenne il potere effettivo nel paese tanto che  nel 1990 per un contrasto con l’allora presidente Ramsewak Shanka,  licenziò sommariamente con una telefonata il presidente e tutti i ministri  del govermo. Questo evento divenne popolarmente noto come il “colpo di telefono”.  Il Fronte della Democrazia e dello Sviluppo vinse tuttavia anche le successive elezioni del 1991.

Con il crollo dell’Unione Sovietica Bouterse perse buona parte del suo appoggio internazionale. Il parlamento elesse come presidente  Ronald Venetiaan,  leader del PNS  e avversario di Bouterse e il PDN passò all’opposizione.

Nel 1996 l’ FDS ottenne ancora una volta la maggioranza dei seggi scendendo tuttavia a 24 su 51. con l’NDP che ne ottenne 16.  Grazie ad accordi con i partiti minori fu eletto presidente, Jules Wijdenbosch  leader dell’NDP e alleato di Bouterse, il quale cosi riuscì a  tornare a far sentire  il suo peso nella vita politica del paese.  Nel 1999 tuttavia  i Paesi Bassi processarono Bouterse in contumacia con l’accusa di traffico di droga. Fu condannato al carcere, ma il governo del Suriname si rifiutò di estradarlo nei Paesi Bassi.

Nelle elezioni del 2000 Jules Wijdenbosch si presentò con una sua propria lista, indebolendo l’NDP di Bouterse.  Le elezioni furono vinte  dall’FDS che ottenne la maggioranza assoluta dei seggi e permise a Ronald Venetiaan di essere rieletto presidente.  Nel 2005 l’FDS perse la maggioranza assoluta ma Venetiaan rimase presidente grazie all’appoggio degli eletti della lista A-Combinatie, guidata da l’ex leader guerrigliero Ronnie Brunswijk

In vista delle elezioni del 2010, I due ex nemici Brunsijk e Bouterse si allearono per presentare una lista comune, chiamata Mega-Combinatie, che ottenne 23 seggi su 51 al parlamento, superando nettamente l’FDS. Grazie al supporto di alcuni partiti minori Bouterse riusci a farsi eleggere presidente e a tornare nuovamente al potere. Prima della sua elezione, insieme ad altre 24 persone, fu incriminato per gli omicidi politici del 1982.. Tuttavia, nel 2012, due mesi prima del verdetto del processo, l’Assemblea Nazionale promulgò una  legge di amnistia che permise a  Bouterse di rimanere al governo.

Nelle elezioni del 2015 l’NDP si presentò con la sua propria lista, ottenendo 26 seggi su 51, mentre i partiti dell’FDS si presentarono all’interno di una nuova coalizione, chiamata V7 che ottenne 18 seggi, mentre A-Combinatie ne otteneva 5.  Bouterse fu quindi rieletto presidente. Nel 2019 Bouterse è stato nuovamente processato, stavolta da un tribunale militare, per il suo ruolo nelle uccisioni del 1982 e condannato a 20 anni di reclusione, ma è rimasto comunque presidente del paese.

 

Nelle prossime pagine, i risultati delle precedenti elezioni parlamentari, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

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