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IL GIRAMONDO – Elezioni legislative in Catalogna: svolta a sinistra o nuovo giro della giostra indipendentista?

Senyera

Il prossimo 14 febbraio in Catalogna si terranno le elezioni regionali per rinnovare  i 135 del Parlamento della Comunità Autonoma. Il precedente parlamento era stato eletto nel dicembre 2017  e le elezioni sono state anticipate rispetto alla scadenza naturale del dicembre di quest’anno a causa della decadenza del presidente della Catalogna Quim Torra, a causa di una condanna per  violazione delle norme elettorali durante le elezioni del parlamento spagnolo del 2019.  Quim Torra aveva chiesto che le elezioni fossero indette ad ottobre 2020 ma sono state rimandate a causa della pandemia di Covid-19. Quim Torra, esponente della lista indipendentista “Insieme per la Catalogna” era stato eletto presidente  dopo che i tentativi della maggioranza indipendentista del parlamento catalano di far eleggere i leader indipendentisti Carles Puigdemont e Jordi Turull erano stati sventati dai tribunali spagnoli.  

Sebbene un evento di questo tipo abbia tradizionalmente determinato il dibattito pubblico in Spagna, per la prima volta da decenni non è sulle prime pagine dei giornali spagnoli o europei, ora incentrati sui vaccini e sulle misure politiche legate al virus. Per la prima volta da molti anni il cambiamento nel dibattito ha spinto l’indipendenza verso il basso nell’elenco delle preoccupazioni degli elettori catalani, che ora si concentrano su questioni più basilari come la salute o le preoccupanti previsioni economiche e lavorative.  Quando la propria salute, il proprio lavoro e il proprio benessere è a rischio, i cittadini si rivolgono a può garantire loro salute lavoro e benessere:  lo stato.

E’ per questo che queste elezioni potrebbero portare ad un netto spostamento a sinistra del baricentro della politica catalana. Il Partito Socialista Catalano (PSC), che sembrava in declino irreversibile, è dato in netta ripresa dai sondaggi e potrebbe diventare per la prima volta il primo partito regionale.  A contendergli il primo posto sarebbero un altro partito di sinistra, la Sinistra Repubblicana Catalana (ERC) e  la lista indipendentista Insieme per la Catalogna (JuntxCat) di Carles Puigdemont, ormai lontana dall’ideologia economicamente liberista degli esordi che si è spostata nettamente a sinistra per seguire il proprio elettorato.  Pure l’estrema sinistra è un buona salute, con la lista anticapitalista di Candidatura di Unità Popolare (CUP) che potrebbe raddoppiare voti e seggi.  La ricerca di “sicurezza” da parte degli elettori significa tempi grami per i partiti economicamente liberali.  Ecco che i liberali di Ciutadans  (la versione catalana di Ciudadanos), che già non godevano di buona salute, dopo la sconfitta alle elezioni nazionali del 2019, sono ormai in crollo verticale, destinati a passare dal primo al quarto se non addirittura al quinto posto nel panorama politico catalano.

Con il centrodestra ormai fuori dai giochi gli elettori catalani dovranno scegliere se intendono consegnare nuovamente il governo regionale ad una coalizione di partiti indipendentisti oppure se vogliono affidarsi ad una coalizione di partiti di sinistra che possa proteggerli dalle conseguenze sanitari, sociali ed economiche derivanti dalla pandemia.  

 

IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE

Coat of arms of CataloniaLa Catalogna è una Comunità Autonoma all’Interno del Regno di Spagna rappresentativa parlamentare. Il sistema istituzionale si basa sulla Generalitat de Catalunya, che comprende il Parlamento della Catalogna , il Presidente e il Consiglio Esecutivo .

Il Consiglio esecutivo della Catalogna  è il ramo esecutivo della Generalitat della Catalogna . È responsabile dell’azione politica, della regolamentazione e dell’amministrazione del governo della regione autonoma.

Il Presidente della Generalitat è il capo del governo : può anche nominare un Primo Ministro come proprio sostituto, sebbene dal 2006 la carica sia stata sostituita da quella del Vicepresidente della Generalitat della Catalogna , che deve essere approvato dal Parlamento della Catalogna . I vari ministri  sono nominati anche dal presidente della Generalitat. I ministri non devono essere deputati in parlamento, poiché hanno il diritto automatico di intervenire nei dibattiti parlamentari.

I membri in servizio del governo non possono essere arrestati per atti commessi in Catalogna, se non in flagranza di reato, e possono essere giudicati solo davanti all’Alta Corte di giustizia della Catalogna o alla Camera penale della Corte suprema di Spagna al di fuori della Catalogna.

Il Parlamento della Catalogna  è l’assemblea legislativa unicamerale della comunità autonoma della Catalogna. È formato da 135 deputati, eletti ogni quattro anni, scelti a suffragio universale con sistema proporzionale senza recupero dei resti in quattro collegi plurinominali corrispondenti alle quattro province della Catalogna.

 

 

Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

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