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IL GIRAMONDO – Elezioni legislative in Germania – la situazione a pochi giorni dal voto

I SONDAGGI E I POSSIBILI SCENARI POST-ELETTORALI

In Germania sono una decina le case sondaggistiche che hanno effettuato sondaggio politici per queste elezioni.  L’andamento dei sondaggi, negli ultimi mesi, come si vede dal grafico sottostante, è stato decisamente alternato per alcuni dei maggiori partiti. Oltre a questo, negli ultimi giorni di campagna elettorale ci sono delle variazioni di tendenza che potrebbero modificare all’ultimo momento il risultato finale rispetto a quello previsto.

Quello che appare evidente  è senza dubbio il pesante calo dell’SPD che perderebbe circa 10 punti percentuali rispetto al 25,7% del 2021, arrivando al minimo storico poco sopra al 15% dei voti. Dall’altra parte ci sarebbe una netta avanzata dell’estrema destra dell’AfD, che raddoppierebbe praticamente la percentuale di voto rispetto al 10,2% di 4 anni fa, superando il 20%. Un buon risultato avrebbe l’Unione CDU/CSS che guadagnerebbe circa  6 punti percentuali rispetto al deludente risultato delle scorse elezioni, dove era scesa al suo minimo storico del 24,2%, attestandosi sul 30%.  I verdi dovrebbero perdere circa un paio di punti percentuali rispetto al 14,7% ottenuto in 2021, probabilmente a causa della pesante campagna “anti-green” portata avanti dai media della destra, in particolare dopo la decisione di chiudere definitivamente le ultime centrali nucleari in Germania. Chi invece avrebbe  un tracollo sono i liberali dell’FDP, che  perdendo oltre 7 punti rispetto al risultato del 2021, rischiando seriamente di rimanere sotto la soglie del 5% necessaria per entrare in parlamento. Delle 7 principali case sondaggistiche solo una prevede che il FDP abbia qualche possibilità di tornare in parlamento.  Per quanto riguarda Die Linke, nonostante qualche mese fa fosse stata data per spacciata dopo la scissione di Sarah Wagenknecht, adesso sembra in recupero, soprattutto grazie ad un mirata campagna sui social media (in particolare su Tik Tok)  e ha buone possibilità secondo i sondaggi di tornare in parlamento superando il 7% dei voti. Andamento inverso invece per il trend della lista di Sarah WAgenknecht, che nella media degli ultimissimi sondaggi sembra a rischio di finire sotto la soglia di sbarramento.  Nessuna speranza di portare deputati in parlamento invece per gli altri partiti, a parte la lista della minoranza etnicha danese (SSW) per la quale non si applica la soglia di sbarramento e che potrebbe eleggere un deputato.

Se questi fossero i numeri che effettivamente usciranno dalle urne, chi sarà il prossimo cancelliere e quali sarebbero lo coalizioni possibili? Alla prima domanda la risposta sembra essere semplice: il leader della CDU Friedrich Merz.  Nessuna maggioranza sembra infatti possibile senza la presenza dell’Unione  CDU/CSU ed essendo essa secondo i sondaggi la prima forza del paese, sarebbe nella posizione di richiedere la poltrona di Cancelliere per il proprio leader.  Sulle possibili coalizioni la risposta è un po’ piu’ complicate. Molto dipende da quanti partiti supereranno la soglia del 5% dei voti. Se in parlamento ci saranno solo CDU/CSU,  AfD, SDP e Verdi, è probabile che Merz cercherà in primis un accordo con la SDP.  Se la SDP rifiutasse di andare al governo ci potrebbe essere come alternativa una coalizione di governo con i Verdi, anche se la CSU sembra decisamente contraria a tale prospettiva. Se entrasse la Linke in parlamento una coalizione con i Verdi potrebbe non avrebbe i numeri e sarebbe obbligatoria un’alleanza CDU/CSU + SDP.  Ma se oltre alla Linke superasse la soglia pure la BSW, allora anche una coalizione CDU/CSU+SDP potrebbe rischiare di non avere i numeri per governare.  Per Merz si aprirebbero quindi 3 alternative una piu’ problematica dell’altra.  Potrebbe formare una coalizione “Kenya” con CDU/CSU, SDP e Verdi. ma fare un accordo di governo che vada dalla CSU ai Verdi passando per la SPD sarebbe alquanto problematico. Un eventuale governo del genere sarebbe sempre a rischio di scontri interni tra le sue componenti. Inoltre all’opposizione ci sarebbero tutte forze estremiste, la  maggiore delle quali sarebbe l’AfD, il che renderebbe impossibile un dialogo costruttivo tra maggioranza e opposizione. L’alternativa sarebbe quindi provare a portare l’AfD al governo con la CDU/CSU, considerando che l’estrema destra è destinata ad essere la vincitrice “morale” di queste elezioni.  Ma un ingresso dell’estrema destra al governo in Germania, per la prima volta dalla caduta del nazismo, sarebbe un terremoto politico dalle conseguenze drammatiche non solo per il futuro della democrazia tedesca ma per tutta l’Europa. L’ultima carta quindi sarebbe quella di portare il paese ad elezioni anticipate, senza tuttavia avere nessuna garanzia che nuove elezioni possano sbloccare lo stallo e permettere la creazione di una maggioranza di governo.

Per concludere, a due giorni dalla elezioni la prospettiva più probabile è una difficile coalizione “rosso-nera” tra l’Unione e l’SPD, guidata dal conservatore  Friedrich Merz, ma il risultato di queste elezioni sarà condizionato da vari fattori che potrebbero renderlo molto più drammatico. La parola spetta adesso agli elettori tedeschi che con il loro voto indicheranno quale governo vogliono per la Germania dei prossimi anni.

 

Questo è tutto anche per oggi. I risultati saranno commentati come sempre dai nostri egregi collaboratori della Redazione BiDiMedia.

Vi ricordo le prossime importanti scadenze elettorali: le elezioni presidenziali in Romania del 4 maggio e quelle in Polonia del 18 maggio.

 

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