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Il Giramondo – Elezioni parlamentari nella Macedonia del Nord. L’ombra russa sul ritorno della destra nazionalista

Flag of North MacedoniaDoppio appuntamento elettorale in vista per i cittadini della Macedonia del Nord. Il prossimo 24 aprile infatti si tengono le elezioni presidenziali mentre l’8 maggio si terranno le elezioni parlamentari per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale assieme all’eventuale ballottaggio presidenziale.

Il 2024 potrebbe portare significativi cambiamenti politici nel paese. Il primo di essi si è avuto lo scorso 28 gennaio, quando il Parlamento di Skopje ha eletto un governo tecnico di transizione per portare il paese alle elezioni dell’8 maggio, guidato da Talat Xhaferi, del’Unione Democratica per l’integrazione (DUI/BDI), primo capo di governo di etnia albanese nella storia della Macedonia.

Fino all’inizio di quest’anno il governo era guidato dall’Unione Socialdemocratica di Macedonia (SDSM) assieme ad una coalizione di partiti rappresentati dell’etnia albanese, dopo che nelle elezioni del 2016 aveva sconfitto il  precedente  governo nazionalconservatore del VMRO-DPMNE.

L’accordo sul governo tecnico fa seguito al fallimento dell’attuale parlamento nel 2023 nell’ottenere una maggioranza di due terzi al fine di modificare la Costituzione e includere i bulgari come minoranza ufficiale, condizione posta da Sofia per consentire alla Macedonia del Nord di avviare i negoziati di adesione all’UE. Secondo il governo di Sofia, la lingua macedone è semplicemente bulgaro con un altro nome, mentre la Macedonia del Nord non riconosce i suoi legami culturali e storici comuni con la Bulgaria.  La maggioranza composta da SDSM, DUI/BDI e dall’Alleanza per gli Albanesi (AA), non ha ricevuto il sostegno dell’VMRO DPMNE per raggiungere i due terzi dei parlamentari e quindi la riforma costituzione non è stata approvata.

Le elezioni presidenziali si preannunciano come le elezioni più combattute degli ultimi tempi. Secondo i sondaggi si andrà verso una ripetizione del duello delle scorse elezioni presidenziali del 2019 tra il presidente uscente, il socialdemocratico Stevo Pendarovski, e la candidata conservatrice Gordana Siljanovska-Davkova. Saranno i candidati esclusi dal ballottaggio, le cui posizioni politiche vanno dall’estrema sinistra all’estrema destra a decidere chi sarà il vincitore, in base alle indicazioni che daranno ai loro elettori.

Secondo i sondaggi, i problemi più grandi per i cittadini sono la criminalità e la corruzione, seguiti dall’inflazione, l’aumento del costo della vita, la disoccupazione e l’emigrazione giovanile. Questo si sta traducendo in una netta caduta di consensi per la coalizione di governo, in particolare per i socialdemocratici dell’SDSM che stanno perdendo una buona parte dei propri elettori di etnia macedone, sia verso la destra dell’VRMO-DPMNE, che verso l’estrema sinistra nazionalista di Levica, che verso un nuovo partito socialdemocratico nazionalista nato da una scissione dell’SDSM, chiamato Per la Nostra Macedonia (ZNAM).

La divisione tradizionale del panorama politico tra destra e sinistra, in queste elezioni si è trasformata in una divisione tra partiti europeisti  e/o rappresentanti della minoranza albanese, cioè SDSM, DUI/BDI e AA,  e partiti nazionalisti etnici macedoni euroscettici di destra e di sinistra, cioè VMRO-DPMNE, ZNAM e Levica.

I partiti di governo sono preoccupati della possibilità che scoppino disordini nel paese dopo le elezioni parlamentari sulla base di quello che viene definito uno “scenario russo”, che vedrebbe la partecipazione  dei partiti di opposizione, in particolare VMRO-DPMNE e Levica. Secondo questo scenario il governo russo sta appoggiando i partiti nazionalisti macedoni per indebolire il processo elettorale e seminare disordini politici, usando i politici e i media legati all’opposizione per diffondere teorie complottistiche e “fake news” contro il governo, la minoranza albanese, l’Unione Europea e i paesi occidentali.  Alcuni partiti e stazioni televisive sarebbero influenzati da figure come Aleksandar Dugin, un eminente pensatore politico russo noto per le sue idee ultranazionaliste. Secondo il leader del DUI/BDI, Ali Ahmeti, la Russia cerca di fomentare l’instabilità nella Macedonia del Nord e in generale nei Balcani per soddisfare le sue ambizioni espansionistiche.

Mentre i socialdemocratici sembrano crollare nei sondaggi, una vittoria della destra nazionalista appoggiata dalla Russia sull’onda di un sentimento anti-albanese, potrebbe riaccendere le tensioni inter-etniche che avevano portato nel 2001 il paese sull’orlo della guerra civile.  Per questo motivo il risultato delle elezioni in questo piccolo paese può avere implicazioni ben più serie di una semplice alternanza di governo. 

 

 

IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE

Emblem of North Macedonia

La Macedonia del Nord è una repubblica democratica rappresentativa parlamentare, con un sistema multipartitico.  Il potere esecutivo è esercitato dal governo, guidato dal Primo Ministro. Il potere legislativa spetta sia al governo che al parlamento. La magistratura è indipendente dal governo e dal parlamento.

Il parlamento unicamerale della Macedonia del Nord è l’Assemblea della Repubblica, composta da 120 parlamentari. I deputati sono eletti per un mandato di 4 anni con metodo proporzionale in 6 distretti elettorali senza recupero resti a livello nazionale.

Il presidente viene eletto con voto diretto e popolare con eventuale secondo turno di ballottaggio, per un mandato di cinque anni, rinnovabile una sola volta.  Per vincere al primo turno non basta la maggioranza assoluta dei voti ma quella di tutti gli aventi diritto al voto. Al secondo turno, affinché il risultato sia ritenuto valido, l’affluenza alle urne deve essere almeno del 40%. Il presidente nomina il primo ministro su indicazione del parlamento e le sue funzioni sono in gran parte cerimoniali.

Secondo il “Democratic Index” del settimanale The Economist, la Macedonia del Nord è un cosiddetto “Democrazia imperfetta”, al livello di paesi tipo Sri Lanka, Leshoto, Paraguay e Papua Nuova Guinea.

 

Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

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