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Il Giramondo – Elezioni nelle Filippine – il ritorno dei Marcos

 

 

Risultati delle elezioni presidenziali del 2016

Candidato

Partito

%

Rodrigo Duterte PDP–Laban

39.0

Mar Roxas Partito Liberale

23.5

Grace Poe Indipendente

21.4

Jejomar Binay Alleanza Unita Nazionalista

12.7

Miriam Defensor Santiago Partito Riformista del Popolo

3.4

Totale

100.0

 

 

Risultati delle elezioni del vicepresidente del 2016

 

Candidato

Partito

%

Leni Robredo Partito Liberale

35.1

Bongbong Marcos[a] Indipendente

34.5

Alan Peter Cayetano[c] Indipendente

14.4

Francis Escudero[d] Indipendente

12.0

Antonio Trillanes[e] Indipendente

2.1

Gregorio Honasan Alleanza Unita Nazionalista

1.9

Totale

100.0

 

 

Risultati delle elezioni del Senato del 2016  (12 senatori uscenti nel 2022)

Candidati eletti

Partito

Ideologia

%*

Franklin Drilon

Partito liberale

Liberali progressisti 41.5%

Joel Villanueva

Partito liberale

Liberali progressisti 41.4%

Tito Sotto

Coalizione Nazionalista del Popolo

Destra conservatrice 38.5%

Panfilo Lacson

Indipendente

37.8%

Dick Gordon

Indipendente

37.3%

Juan Miguel Zubiri

Indipendente

35.9%

Manny Pacquiao

Alleanza Nazionalista Unita

Populisti 35.7%

Francis Pangilinan

Partito liberale

Liberali progressisti 35.6%

Risa Hontiveros

Akbayan

Socialdemocratici 35.5%

Win Gatchalian

Coalizione Nazionalista del Popolo

Destra conservatrice 33.6%

Ralph Recto

Partito liberale

Liberali progressisti 31.8%

Leila de Lima

Partito liberale

Liberali progressisti 31.5%

* percentuale sul numero dei votanti (ogni votante può dare fino a 12 preferenze)

 

 

Risultati delle elezioni del Senato del 2019  (12 senatori in carica fino al 2025)

Candidati eletti

Partito

Ideologia

%*

Cynthia Villar

Partito Nazionalista

Nazionalconservatori 53.5%

Grace Poe

Indipendente

46.6%

Bong Go

PDP–Laban

Sinistra populista 42.3%

Pia Cayetano

Partito Nazionalista

Nazionalconservatori 41.8%

Ronald dela Rosa

PDP–Laban

Sinistra populista 40.2%

Sonny Angara

Laban ng Demokratikong Pilipino

Liberalconservatori 38.4%

Lito Lapid

Coalizione Nazionalista del Popolo

Destra conservatrice 35.9%

Imee Marcos

Partito Nazionalista

Nazionalconservatori 33.6%

Francis Tolentino

PDP–Laban

Sinistra populista 32.8%

Koko Pimentel

PDP–Laban

Sinistra populista 31.0%

Bong Revilla

Lakas

Cristiano-conservatori 30.9%

Nancy Binay

Alleanza Nazionalista Unita

Populisti 30.7%

* percentuale sul numero dei votanti (ogni votante può dare fino a 12 preferenze)

 

Risultati delle elezioni della Camera dei Rappresentanti del 2019

Partito

Ideologia

%

Seggi

PDP–Laban

Populisti di sinistra

31.2

82

Partito Nazionalista

Populisti nazionalconservatori

16.1

42

Coalizione Nazionalista del Popolo

Conservatori

14.3

37

Partito di Unità Nazionale

Cristiano-conservatori

9.5

25

Partito Liberale

Liberali progressisti

5.7

18

Lakas–CMD

Conservatori cristiani e islamici

5.1

12

Partito Federale delle Filippine

Federalisti

2.4

5

Hugpong ng Pagbabago

Regionalisti

1.6

3

Aksyon Demokratiko

Liberali progressisti

1.0

1

Pwersa ng Masang Pilipino

Populisti di centrosinistra

1.0

1

Altri partiti

7.1

17

Indipendenti

5.0

2

Liste di partiti minori (parte proporzionale)

61

Totale

100

304

 

Subito dopo la sua elezioni Duterte ha avviato una violenta campagna a livello nazionale per liberare il paese dalla criminalità, dalla corruzione e dalle droghe illegali. La “guerra alla droga” di Duterte ha provocato circa 6’600 “esecuzioni extragiudiziarie” tra il 2016 e il 2019, ricevendo notevoli critiche internazionali, soprattutto da parte delle associazioni  a difesa dei diritti umani, dal momento che nessuno degli esecutori degli omicidi era stato processato, dato che per Duterte “gli spacciatori meritano solo la morte”. Dopo che Corte penale internazionale aveva avviato  un esame preliminare sui crimini contro l’umanità presumibilmente commessi da Duterte e altri alti funzionari, per ritorsione Duterte ha fatto ritirare le Filippine dalla Corte.  Alcuni avversari politici di sono stati accusati da Duterte di essere “pagati dai narcotrafficanti”, diventando così potenziali  vittime delle “esecuzioni extra-giudiziare”.

Mentre Duterte si occupava di far sparare ai nacrotrafficanti veri o presunti, il suo governo ha dato la priorità alla spesa per le infrastrutture, avviando il programma “Build, Build Build!” (Costruire, Costruire, Costruire!). Il governo ha avviato riforme economiche liberali  per attirare investitori stranieri, ha riformato il sistema fiscale per aumentare gli incentivi fiscal e ha adottato misure per eliminare la corruzione , la burocrazia e il riciclaggio di denaro. Nella politica agricola, ha liberalizzato le importazioni di riso  concedendo l’irrigazione gratuita ai piccoli agricoltori. L’istruzione universitaria è diventata gratuita in tutte le università statali e tutti i filippini  sono stati iscritti ad un programma di assicurazione sanitaria.

Duterte ha intensificato la campagna militare contro il terrorismo  islamico e l’insurrezione comunista. Nel 2017,  un’insurrezione islamica nella città di Marawi sull’isola di Mindanao ha scatenato uno scontro armato con l’esercito, durato 5 mesi. Duterte per l’occasione ha dichiarato la legge marziale su tutta Mindanao, seguendo personalmente l’andamento della battaglia.  Nello stesso anno Duterte, che nel suo primo governo aveva incluso vari esponenti di sinistra radicale, ha dichiarato il Partito Comunista un gruppo terrorista e ha iniziato un’offensiva militare contro i guerriglieri marxisti dell’NPA.  In politica estera  Duterte ha perseguito una “politica indipendente”, perseguendo migliori relazioni con Cina e Russia e diminuendo la dipendenza del paese dai tradizionali alleati, in particolare gli Stati Uniti.  H

Grazie agli incentivi economici  e alle misure di rafforzamento del welfare, il tasso di approvazione nazionale di Duterte è stato decisamente alto durante tutta la sua presidenza nonostante le critiche e l’opposizione internazionale alla sua violenta campagna antidroga.

.

 

 

Nelle prossime pagine  i principali partiti politici, i candidati alle elezioni presidenziali e infine gli ultimi sondaggi.

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