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Il Giramondo – Elezioni parlamentari in Croazia. Un paese ancora ostaggio del nazionalismo.

 

File:Flag of Croatia.svg

Domenica 5 Luglio si tengono le elezioni parlamentari croate. Sono le decime elezioni parlamentari dalle prime elezioni multipartitiche del 1990 e eleggeranno i 151 membri del parlamento croato. 140 parlamentari saranno eletti dai 10 distretti elettorali geografici della Croazia, tre parlamentari saranno scelti dalla diaspora croata e otto parlamentari arriveranno dai ranghi dei cittadini iscritti come appartenenti a una delle 22 minoranze nazionali costituzionalmente riconosciute. Le elezioni si sarebbero dovuto tenere in autunno, ma è stato deciso di anticiparle all’estate per timore che in autunno vi fosse un ritorno dell’epidemia di Covid-19  che avrebbe potuto impedire il regolare svolgimento delle elezioni.

Anche se sembrava che la pandemia di coronavirus non avrebbe influenzato le elezioni ,recentemente alcuni eventi hanno favorito la sua diffusione, come il torneo di tennis Adria Tour a Zara in cui si sono verificati numerosi errori organizzativi. Ciò è dannoso per l’attuale governo, in particolare per il primo ministro Andrej Plenković, dato che l’evento è stato organizzato con l’appoggio del governo croato e ha offerto all’opposizione l’opportunità di approfittare della situazione nella campagna elettorale. 

Nelle elezioni, si prevede una sfida tra il principale partito di governo del paese, l’ Unione Democratica Croata (HDZ, conservatori) e la coalizione RESTART di  partiti centro-sinistra presieduta dal leader socialdemocratico Davor Bernardić, che attualmente è destinato a comprendere oltre al Partito Socialdemocratico Croato anche diversi partiti minori (come il Partito Contadino Croato, l’Alleanza Civica-Liberale, il Partito Croato dei Pensionati e l’Assemblea Democratica istriana). Secondo i sondaggi di opinione  la terza forza del paese sarebbe una coalizione conservatrice guidata dal candidato presidenziale del 2019 Miroslav Škoro – composta dal Partito del Movimento Nazionale di Škoro, alcuni dei partiti della coalizione di sovranisti croati (che è stata costituita per contestare le elezioni europee del 2019 ) e molti altri partiti di destra più piccoli. Invece il Ponte di liste Indipendenti (MOST) che era stato il terzo partito del paese nelle ultime due elezioni e che aveva sostenuto la campagna presidenziale di Škoro; potrebbe essere ridotto al ruolo di forza parlamentare minore.

 La campagna è ora in pieno svolgimento, con i candidati che visitano la Croazia e presentano i loro programmi all’elettorato. La rinascita del coronavirus sta aiutando la coalizione Restart. Tuttavia, la pandemia  ha reso popolare alcune personalità politiche che sono state responsabili della protezione dei cittadini dal virus, vale a dire il ministro Beroš che è candidato HDZ nel decimo collegio elettorale e il ministro Božinović,  candidato nel sesto collegio elettorale. E’ quindi probabile che la situazione attuale non causerà un danno maggiore a HDZ.

ll Movimento Nazionale Miroslav Škoro si presenta alle elezioni con candidati  di cui il pubblico non sa quasi nulla e che principalmente dal mondo dello spettacolo. Resta da vedere se i candidati del Movimento Nazionale una volta eletti rimarranno fedeli al proprio leader o si disperderanno in altri partiti, come è successo nella scorsa legislatura agli eletti di MOST. Per quanto riguarda l’eventuale possibilità di formare una coalizione, il pool di candidati riuniti intorno a Miroslav Škoro presenta sicuramente un maggiore potenziale per un accordo post-elettorale con HDZ. . Tuttavia, il loro problema è che non sono un partner di coalizione preferito né per HDZ  nonostante le ideologie simili, né sono adatti per il Partito socialdemocratico di Croazia (SPD), vale a dire la coalizione Restart, mentre Most è troppo lontano dalle loro idee di destra. Il numero dei seggi potrebbe variare molto anche con piccole variazioni percentuali a livello nazionale dato che c’è una soglia di sbarramento al 5 % a livello di collegio. A Zagabria la lista della Sinistra Unita, principale opposizione nel consiglio comunale all’amministrazione del sindaco Bandić, potrebbe avere un’ottimo risultato.  Ago della bilancia potrebbero essere  gli 8 rappresentanti delle minoranze etniche, molto critici Miroslav Škoro e il suo Movimento Nazionale. Tuttavia, il potere è la migliore forza coesiva e dopo le elezioni sono possibili varie combinazioni politiche, tra le quali una “grande coalizione” tra socialdemocratici e HDZ. Comprensibilmente, nessuna opzione politica vuole parlare di questa possibilità al momento, perché un tale risultato non è certamente attraente per ciascuno dei loro elettori che formano campi opposti, quindi, dovremo aspettare a dopo le elezioni quando i partiti mostreranno le loro preferenze per quanto riguarda i possibile partner di governo.


 

IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE

Coat of arms of Croatia

La Croazia è una repubblica democratica rappresentativa parlamentare, con un sistema multipartitico. Il potere legislativo è conferito al parlamento. Il potere esecutivo è esercitato dal governo, guidato dal Primo Ministro e dal Presidente della Croazia, che è capo dello stato e comandante delle forze armate. La magistratura è indipendente dal governo e dal parlamento.

Il parlamento unicamerale della Croazia è il Sabor, composta da 151 seggi. I deputati sono eletti per un mandato di 4 anni; 140 di essi sono eletti con metodo proporzionale in 10 distretti, con sbarramento distrettuale del 5%, senza recupero nazionale. 3 seggi sono destinati ai rappresentanti dei croati all’estero e 8 ai rappresentanti delle minoranze etniche (3 alla minoranza serba, 1 a quella italiana, 1 a quello ungherese, 1 per cechi e slovacchi, 1 per albanesi, bosniaci, macedoni, montenegrini e sloveni e 1 per austriaci, bulgari, tedeschi, ebrei, polacchi, rom rumeni, russi, turchi, ucraini e valacchi).

il presidente viene eletto con voto diretto e popolare con eventuale secondo turno di ballottaggio, per un mandato di cinque anni, rinnovabile una sola volta. Il presidente nomina il primo ministro su indicazione del parlamento e le sue funzioni sono in gran parte cerimoniali.

Secondo il “Democratic Index” del settimanale The Economist, la Croazia è una cosiddetta “Democrazia imperfetta”, al livello di paesi tipo Romania, Polonia, Ungheria e Filippine.

 

Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

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