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IL GIRAMONDO – Elezioni Presidenziali e parlamentari in Perù. Alla ricerca del “meno peggio”

LA STORIA POLITICA

All’inizio del secolo scorso il Perù era una “repubblica aristocratica”, nel senso che formalmente era una repubblica democratica, ma nei fatti il potere era concentrato nelle mani di poche famiglie che controllavano l’economia e la politica del paese.

Il primo partito di massa peruviano fu l’Alleanza Rivoluzionaria Popolare Americana (APRA) fondata nel 1924 da intellettuali peruviani in esilio in Messico, formazione politica populista, e nazionalista, simpatizzante delle idee marxiste. Nel 1928 da una scissione dell’APRA fu fondato il Partito socialista peruviano, che poi sarebbe diventato il Partito comunista peruviano. Nel 1930 un colpo di stato militare diede il via ad una serie di governi di estrema destra, che repressero brutalmente i movimenti sindacali e i partiti di sinistra, in particolare l’APRA.

Nel 1945 si tennero libere elezioni che videro la vittoria di José Luis Bustamante y Rivero,  appoggiato dai partiti di sinistra, tra cui l’APRA e il partito comunista.  Una volta eletto Bustamante y Rivero cercò di riformare il paese in senso democratico,  tuttavia solo dopo 3 anni fu destituito da un colpo di stato militarem guidato dal generale Maneul A. Odria, che nel 1950 si fece eleggere presidente. 

Durante la dittatura di Odria, l’opposizione politica fu guidata da Fernando Belaúnde Terry che organizzo’ massicce manifestazioni di protesta, che costrinsero Odria a convocare elezioni presidenziali nel 1956, che furono vinte dal conservatore Manuel Prado Ugarteche, che sconfisse lo stesso Belaúnde Terry.  Quest’ultimo non si diede per vinto. Formò un nuovo partito, Azione Popolare,  e si candidò alle elezioni del 1962.  Le elezioni furono però vinte da Víctor Raúl Haya de la Torre, candidato dell’APRA, che sconfisse Bealunde Terry per  poche migliaia di voti. I militari, preoccupati per l’eventuale vittoria di un partito di sinistra, annullarono le elezioni e le fecero ripetere l’anno successivo, portando Belaunde Terry alla presidenza.

Nel frattempo in tutta l’America Latina si diffondevano movimenti guerriglieri di ispirazione comunista. Il Movimento della Sinistra Rivoluzionaria (MIR) nel 1965 lanciò un’insurrezione armata che fu duramente repressa dell’esercito. Nel 1968 Belaunde Terry fu al centro di una scandalo finanziario legato ad un accordo con la Standard Oil of New Jersey (quella che poi sarebbe diventata la EXXON)I militari allora guidato dal generale Juan Velasco Alvarado approfittarono delle proteste popolari contro Belaunde Terry per organizzare un colpo di stato e prendere il potere.

La giunta militare attuò un programma economica nettamente nazionalista, economicamente statalista, nazionalizzando imprese industriali, banche e le attività minerarie del paese.  Nel 1975 un nuovo colpo di stato rimosse Velasco, sostituendolo con il generale Francisco Morales Bermúdez, politicamente più vicino agli USA, che attuo’ una politica di centrodestra,  liberalizzando l’economia. Nel 1979 fu creata un’Assemblea costituzionale, guidata da Víctor Raúl Haya de la Torre che promulgò una nuova costituzione e portò al ritorno alla democrazia l’anno successivo.

Alle elezioni del maggio 1980, fu rieletto l’ex presidente Fernando Belaunde Terry.. Una delle sue prime azioni come presidente fu il ripristino completo della libertà di stampa.  Belaunde Terry  migliorò i rapporti politici ed economici con gli USA, liberalizzando l’economia e annullando la riforma agraria avviata durante il regime di Velasco. Il secondo mandato di Belaúnde fu anche segnato dal sostegno incondizionato alle forze argentine durante la guerra delle Falkland con il Regno Unito nel 1982. A causa di varie difficoltà economiche che dovette affrontare il paese in quegli anni la popolarità di Belaúnde si ridusse notevolmente.

Intanto un nuovo problema iniziava ad affliggere il Perù. Durante gli anni ’80, la coltivazione della coca illecita si espanse in ampie aree sul versante andino orientale. I movimenti guerriglieri di estrema sinistra, come  Sendero Luminoso e il Movimento Rivoluzionario Túpac Amaru (MRTA)  diventarono sempre più potenti, grazie al significativo sostegno finanziario dalle alleanze con i narcotrafficanti, portando al una estensione del conflitto armato.

Nel 1985, le elezioni presidenziali furono vinte dal candidato dell’APRA,  Alan García. Il trasferimento della presidenza da Belaúnde a García  fu il primo scambio di potere del Perù da un leader eletto democraticamente a un altro per la prima volta in 40 anni.

Alan García iniziò ad attuare politiche di sinistra aumentando le spese sociali e di conseguenza il debito pubblico. Tuttavia, la cattiva gestione economica portò all’iperinflazione e ad una grave crisi economica che portò il PIL del paese a crollare in pochi anni del 20%. La turbolenza economica  esacerbò le tensioni sociali in Perù rafforzando Sendero Luminoso.  García cercò senza successo una soluzione militare al crescente terrorismo,  che portò a gravi violazioni dei diritti umani da parte dell’esercito.

Preoccupati per l’economia, la crescente minaccia terroristica di Sendero Luminoso e MRTA e le accuse di corruzione ufficiale, nelle elezioni del 1990 gli elettori scelsero come presidente un conduttore televisivo di successo di origine giapponese,  Alberto Fujimori, che sconfisse a sorpresa il candidato favorito, lo scrittore Mario Vargas Llosa. Una volta eletto Fujimori implementò una drastica riforma economica che mise sotto controllo l’inflazione, liberalizzando vasti settori dell’economia, rimettendo in senso economicamente il paese ma aumentando le disparità sociali.

Nel 1992 Fujimori, con un colpo di stato costituzionale, dissolse il Congresso, al fine di avere il controllo totale del governo del Perù.  Fujimori si impegnò  nella lotta contro Sendero Luminoso, con una repressione cruenta durante la quale ci furono massacri della popolazione civile e altre gravi violazioni dei diritti umani, in particolare da parte dei gruppi paramilitari del governo. La repressione comunque ebbe successo e nel 1992, con la cattura del leader di Sendero Luminoso, Abimael Guzmán,  l’organizzazione guerrigliera fu praticamente distrutta.

Nel dicembre 1996, un gruppo di ribelli appartenenti all’MRTA attaccò l’ambasciata giapponese a Lima , prendendo in ostaggio 72 persone per ben 6 mesi.  Nel maggio 1997 i militari attaccarono l’ambasciata provocando la morte dei 15 sequestratori, di un ostaggio e 2 soldati. In seguito fu scoperto che almeno 8 dei sequestratori furono uccisi a sangue freddo dai militari dopo essersi arresi.

La decisione costituzionalmente discutibile di Fujimori di cercare un terzo mandato e l’accusa di frodi legata alla sua rielezione nel 2000 causarono gravi turbolenze politiche ed economiche. Il braccio destro di Fujimori,  Vladimiro Montesinos, fu coinvolto in un grave scandalo finanziario. Nel corso delle indagini venne alla luce che Montesinos era al centro di una vasta rete di attività illegali, tra cui appropriazione indebita e traffico di droga, nonché violazioni dei diritti umani commesse durante la guerra contro Sendero Luminoso.

Le inchieste raggiunsero Fujimori, il quale nel novembre 2000 si dimise e fuggì in Giappone per evitare l’arresto per corruzione e violazione dei diritti umani. Nel 2005 fu arrestato durante un viaggio in Cile e nel 2007 fu consegnato alle autorità peruviane. Fujimori fu incarcerato ed è ancora attualmente in prigione.

Nel 2001 si svolsero libere elezioni, vinte da Alejandro Toledo, di ispirazione liberale e politicamente vicino agli USA, il primo presidente peruviano discendente dalla popolazione indigena.  L’amministrazione Toledo riuscì a ripristinare la democrazia  e le libertà civili in Perù.  Tuttavia le riforme economiche liberiste di Toledo trovarono una forte opposizione in parlamento e tra la popolazione. Alcuni scandali finanziari personali fecero ulteriormente crollare la sua popolarità. Le successive elezioni del 2006 videro il ritorno del’ex presidente Alan García, il quale una volta eletto attuò con una politica centrista e moderatamente liberale.

Nel 2011 Ollanta Humala candidato populista nazionalista di sinistra. fu eletto Presidente battendo al ballottaggio Keiko Fujimori , figlia di Alberto Fujimori,  diventando il primo presidente di sinistra del Perù dai tempi del regime di Juan Velasco Alvarado.

I Fujimoristi continuavano tuttavia ad avere un grosso peso nella politica peruviana.  Nel 2016 Keiko Fujmori si ripresentò candidata alla presidenza ma fu sconfitta al ballottaggio per poche migliaia di voti dall’economista Pedro Pablo Kuczynski, figli di profughi polacchi sfuggiti dal nazismo . Kuczynski attuò una politica economicamente liberale, e si impegnò a integrare e riconoscere le popolazioni indigene del Perù, autorizzando ad esempio la TV di stato ad effettuare trasmissioni  in lingua Quechua e Aymara .

 

 

 

Nelle prossime pagine, i risultati delle ultime elezioni, gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici ed i candidati alla presidenza.

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