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IL GIRAMONDO – Elezioni legislative a San Marino

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Avete mai pensato come sarebbe stata l’Italia senza  Berlusconi, senza Grillo, senza Salvini? Senza neanche il PD? Come sarebbe la scena politica attuale se i partiti della cosiddetta “Prima Repubblica” fossero riusciti a sopravvivere?  Magari avremmo ancora una Democrazia Cristiana e un Partito Socialista.  Ebbene per vedere come sarebbe stato questo futuro alternativo, basta andare a San Marino. Il primo partito della piccola repubblica del Titano è infatti ancora oggi il Partito Democratico Cristiano. Esiste ancora un forte Partito Socialista e il Partito Comunista locale adesso si chiama Partito dei Socialisti e dei Democratici. La sinistra radicale è la seconda formazione politica del paese e, pur non essendo presente il  Movimento 5 Stelle, esiste tuttavia un forte partito di sinistra populista chiamato Movimento Civico RETE,  favorevole alla democrazia diretta via internet. E la cosa più interessante è che non vi è quasi traccia (almeno fino ad oggi) di partiti e movimenti di destra sovranista, populista e xenofoba come nel resto d’Italia.

Gli elettori sanmarinesi si recheranno alle urne domenica 8 Dicembre i per rinnovare  i 60 seggi del Consiglio Grande e Generale, il parlamento monocamerale locale. Le elezioni avvengono con un anno di anticipo rispetto al previsto a causa della crisi di governo dovuta ai dissidi tra i partiti della maggioranza.

IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE

Coat of arms of San MarinoSan Marino è una repubblica democratica rappresentativa parlamentare multipartitica. I due Capitani Reggenti sono sia capi di stato che di governo. Il potere esecutivo è esercitato dal  Governo. Il potere legislativo spetta sia al governo che al Consiglio Grande e Generale, il parlamento unicamerale del paese. La magistratura è indipendente dal governo e dal parlamento.

Il Consiglio Grande e Generale  è formato da 60 membri, eletti ogni 5 anni.  Il sistema elettorale prevede che i partiti si possano presentare da soli o in coalizione. In seguito all’approvazione di un referendum elettorale tenuto  nel giugno scorso, ogni lista o coalizione deve fare una “dichiarazione preventiva e vincolante” di alleanza nel caso che nessuna coalizione ottiene la maggioranza assoluta dei voti. La coalizione con il maggior numero di voti ha quindi 15 giorni di tempo per trovare una maggioranza per governare. Se non ci riesce l’incarico passa alla coalizione seconda arrivata; se anche questa fallisce, si va al ballottaggio tra le due coalizioni più’ votate. La coalizione che ha vince il ballottaggio ottiene 35 seggi, che vengono divisi proporzionalmente in base ai voti ottenuti dai singoli partiti. I restanti 25 seggi vengono distribuiti in maniera proporzionale tra tutti gli altri partiti di opposizione, con uno sbarramento per i partiti che non superano il 5% dei voti. 

I due Capitani Reggenti vengono eletti ogni sei mesi dalla maggioranza dei membri del Consiglio Grande e Generale e in generale appartengono a due partiti politici diversi.  La rielezione di un Capitano Reggente è possibile solo dopo 3 anni dalla fine del mandato precedente.

 

 

Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

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