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I PARTITI POLITICI

Sono 25 i partiti politici che si presentano a queste elezioni. Circa la metà di questi hanno secondo i sondaggi un consenso elettorale significato. Ci si aspetta che saranno circa 8 o 9 i partiti che supereranno la soglia di sbarramento richiesta per essere rappresentati nel Consiglio Nazionale.

 

 

Direzione – Socialdemocrazia (Smer- SD) 

 

SMER – socialna demokracia Logo.svgDirezione – Socialdemocrazia (Smer – SD) è un partito politico socialdemocratico populista fondato nel 1999 da Robert Fico, membro del Partito Socialista Europeo, dell’Internazionale Socialista e dell’Alleanza Progressista. Attualmente è il più grande partito del parlamento slovacco. Il partito è europeista, economicamente socialdemocratico ma socialmente conservatore.

Originariamente chiamato Direzione (Smer), il partito è frutto di una scissione del Partito della Sinistra Democratica (SDL), erede del partito comunista. Sotto la guida di Fico, personaggio popolare e carismatico, Smer riuscì a buona parte degli elettori dellSDL. Alle elezioni del 2002 divenne il terzo partito del paese, conquistando 25 seggi, nel 2005 si fuse con altri partiti di centrosinistra, cambiando il suo nome in Smer-SD.

Dopo la vittoria nelle elezioni del 2006, quando il partito ottenne il 29,1% dei voti e 50 seggi, Robert Fico divenne primo ministro a capo di una coalizione di governo che oltre allo Smer-SD comprendeva i nazionalisti del del Partito Nazionale Slovacco (SNS) e i populisti conservatori dell’HZDS.

Nelle elezioni del 2010 lo Smer-SD arrivò al 34,8% dei voti, conquistando 62 seggi, ma Fico non fu in grado di formare una maggioranza di governo e lo Smer-SD passò all’opposizione. 

Nel 2012 si tennero elezioni anticipate che videro un vero e proprio trionfo per lo Smer-SD, che arrivò al 44,4% dei voti, conquistando la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento e Fico tornò ad essere primo ministro a capo di un governo monocolore.

Nel 2014 Fico si presentò candidato alle elezioni presidenziali ma fu sconfitto dal candidato indipendente Andrej Kiska.

Alle elezioni del 2016, nonostante una significativa perdita di sostegno a causa degli scioperi dei dipendenti del settore pubblico, Smer-SD si confermò come primo partito del paese con il 28,3% dei voti e 49 seggi su 150, e successivamente ha formato un governo di coalizione con il Partito nazionale slovacco, il partito della minoranza etnica ungherese Most-Híd e con il partito liberalconservatore SIET.

Nel 2018 Fico si è dovuto dimettere dalla carica di primo ministro a causa delle ripercussioni politiche dellassassinio del giornalista Jan Kuciak ed è stato sostituito dal compagno di partito Peter Pellegrini alla guida del governo.

Nonostante il partito promuova politiche economiche tipicamente socialdemocratiche, ha un atteggiamento socialmente conservatore con tratti nazionalisti che a volte sfociano nella xenofobia. I governi di Robert Fico prima e Peter Pellegrini poi sono stati stretti alleati del governo ungherese di Orban e degli altri paesi del gruppo di Visegrad nel respingere le proposte dell’Unione Europea per una riallocazione di una piccola parte dei richiedenti asilo nei paesi dell’Europa Centrale. Lo Smer-SD  è anche contrario alla legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso stesso e a promuovere leggi per difendere i diritti delle persone LGBT, questo nonostante che, secondo indiscrezioni giornalistiche non smentite, lo stesso primo ministro Peter Pellegrini faccia parte della categoria.

 

 

Gente Comune e Persone Indipendenti (OL’aNO)

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Gente Comune e Persone Indipendenti (in slovacco: Obyčajní Ľudia a nezávislé osobnosti, OĽaNO), è un partito populista economicamente liberale e socialmente conservatore dichiaratamente europeista, membro del PPE.

Il partito fu fondato nel 2011 da un gruppo di deputati eletti nel 2010 nelle liste di Libertà e Solidarietà (SaS) Alle elezioni del 2012 il partito si è classificato al terzo posto, ottenendo l’8,5% dei voti e 16 seggi. Nelle successive elezioni del 2016 il partito è salito all’11,0% dei voti e 19 seggi.

 

 

 

 

 

 

Partito Popolare – Slovacchia Nostra (L’SNS) 

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Il Partito Popolare– Slovacchia Nostra (in Slovacco : Ľudová strana – Naše Slovensko, ĽSNS), è un partito di estrema destra neofascista.

Il partito fu fondato nel  2010 da Marian Kotleba,  personaggio controverso, in passato a capo di organizzazioni neonaziste, il quale si fa chiamare “Vodca” (Duce) e spesso si presenta in pubblico indossando un’uniforme militare, così come anche molti altri militanti del partito. Le campagne elettorali del partito si sono contraddistinte per i toni fortemente ostili nei confronti della comunità dei Rom. Inoltre il partito è anche fortemente ostile nei confronti dell’Unione europea, sostenendo infatti l’uscita della Slovacchia dall’Euro e della NATO (definita organizzazione terroristica).

Il partito si è presentato alle elezioni del 2010 e 2012 senza ottenere alcun seggio. Dal 2013 al 2017 Marian Kotleba è stato  Governatore della regione di Banská Bystrica. Nelle elezioni nazionali del 2016 ha ottenuto l’8% dei voti e 14 seggi in parlamento. Nelle elezioni europee del 2019 il partito è salito al 12,1% dei voti conquistando 2 eurodeputati che sono andati a far parte del gruppo misto.

Il partito si ispira ideologicamente alla dittatura clericofascista di Jozef Tiso, alleato della Germania Nazista durante la seconda guerra mondiale. Esso esprime una retorica anti-immigrati e anti-rom, pervasa da fondamentalismo cristiano, paternalismo, interventismo economico e un forte sentimento anti-establishment.

Tra le proposte del partito c’è il rafforzamento dell’ordine pubblico tramite l’istituzione di una milizia di guardie locali, il rafforzamento dell’esercito per difendere il paese dalle “orde di immigrati islamici”, il rifiuto delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, la nazionalizzazione del sistema sanitario, la riduzione dell’età pensionabile a 60 anni, la nazionalizzazione delle industrie “strategiche”, la riduzione del numero di parlamentari da 150 a 100, il divieto dell’aborto, contributi statali alle famiglie numerose,  l’uscita della Slovacchia dall’Euro, dall’Unione Europea  e dalla NATO , e legami più stretti con la Russia.  A questo proposito molti membri del partito, incluso lo stesso Kotleba sono noti per lo loro simpatie verso la Russia e i paesi suoi alleati. Il partito è stato accusato di essere finanziato dai servizi di intelligence russi e da uomini d’affari bielorussi legati al governo di Mosca. 

 

 

Alleanza Slovacchia Progressista – Insieme  (PS-SPOLU)

Progresivne slovensko logo.pngThis is the logo of the Slovak political party TOGETHER- Civic Democracy.png

Slovacchia progressiva ( in Slovacco Progresívne Slovensko, PS) è un movimento politico progressista, ambientalista, socialmente liberale ed europeista, membro dell’Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa.

Il partito, fondato nel 2017 da alcuni imprenditori del settore informatico, ha avuto un importanze successo nelle elezioni comunali del 2018, quando ha portato alla vittoria il musicista Matúš Vallo, eletto sindaco di Bratislava. Altro  clamoroso successo alle elezioni presidenziali del 2019, quando Zuzana Čaputová, uno dei fondatori del partito,  nota per le sue campagne ambientaliste e a favore dei diritti civili, è stata eletta a sorpresa Presidente della Repubblica. Nelle elezioni europee del 2019 l’alleanza PS-SPOLU è arrivata in testa con il 20,1% dei voti e Slovacchi Progressista ha eletto due deputati che sono entrati a far parte del gruppo liberale “Rinnovamento Europeo”.

Il partito ha una ideologia socialmente liberale ed è moderatamente liberale in economia. I suoi valori fondamentali sono “democrazia liberale, libertà, dignità umana, uguaglianza, giustizia, sviluppo sostenibile, cooperazione europea e internazionale “.

Il partito si batte contro la corruzione, a favore di un sistema amministrativo trasparente ed efficiente, per uno sviluppo ecologicamente sostenibile, a  difesa dei diritti della minoranza rom e delle persone LGBT.

Slovacchia Progressista è stato il primo partito slovacco a proporre di registrare le unioni tra persone dello stesso sesso e a proporre la legalizzazione dell’uso delle droghe leggere.
In politica estera il partito è nettamente favorevole ad una maggiore integrazione della Slovacchia nella UE e nella NATO e critica il populismo e la retorica anti-immigrati dell’attuale governo slovacco.

Insieme – Democrazia Civile (in slovacco SPOLU – občianska demokracia), è un partito politico liberale di centrodestra europeista, fondato nel 2018, membro del  PPE.  Il partito è nato da una scissione del partito conservatore “Rete” dopo che questo era entrato nella coalizione di governo con Smer-SD e SNS guidata da Roberto Fico.  Il partito ha eletto due eurodeputati nelle elezioni europee del 2019 che sono entrati nel gruppo del PPE.

Il partito è economicamente liberista e socialmente moderatamente liberale, favorevole all’introduzione del registro delle unioni tra persone dello stesso sesso.

 

 

Per il Popolo (Za ľudi)

Logo of the For the People (political party).svg

Per il Popolo (in Slovacco: Za ľudí) è un partito centrista, europeista, socialmente conservatore ed economicamente liberale fondato dall’ex presidente della repubblica slovacca Andrej Kiska, che si presenta per la prima volta alle elezioni.

 

 

 

 

Siamo Famiglia (Sme Rodina) 

Sme Rodina logo.png

Siamo Famiglia (Sme Rodina)  è un partito populista di destra  euroscettico socialmente conservatore fondato nel 2015 dall’imprenditore Boris Kollár. Il partito si è presentato per la prima volta alle elezioni politiche del 2016 ottenendo il 6,6% dei voti e 11 seggi e rimanendo all’opposizione del governo guidato dallo Smer-SD.

Ideologicamente il partito sostiene di difendere i valori tradizionali della famiglia ed è fortemente contrario all’immigrazione.  A livello europeo Sme Rodina fa parte di Identità e Democrazia, insieme alla Lega di Salvini.

 

 

Libertà e Solidarietà (SaS

Freiheit und Solidarität (SaS) Logo.svg Libertà e Solidarietà (in slovacco: Sloboda a Solidarita , SaS) è un partito di destra liberale euroscettico, fondato nel 2009, membro del Partito dei Conservatori e Riformisti Europei.

Il fondatore e attuale leader del partito è l’economista Richard Sulik, che in precedenza aveva lavorato al ministero delle finanze slovacco per semplificare il sistema fiscale tramite l’introduzione della cosiddetta «flat tax».

Subito dopo la sua fondazione il partito promosse un referendum per ridurre gli stipendi dei parlamentari e per ridurne il numero da 150 a 100 che però fu invalidato a causa della bassa affluenza. Tuttavia il messaggio populista del partito gli permise di ottenere il 12,1% dei voti nelle elezioni del 2010 e 22 seggi in parlamento.

Sulík fu eletto presidente del parlamento e il suo partito fece parte del governo moderato di centrodestra dal 2010 al 2012. Nelle elezioni del 2012, tuttavia, il partito subì una grave battuta d’arresto e perse metà dei suoi seggi, scendendo al 5,9% dei voti. Il partito ha recuperato i suoi consensi nelle elezioni parlamentari del 2016, ottenendo il 12,1% dei voti e 21 deputati.

Dal punto di vista ideologico, oltre a sostenere il liberalismo economico, il partito è libertario dal punto di vista sociale, a favore della liberalizzazione delle droghe leggere e del matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Il partito è nettamente euroscettico pur non essendo anti-europeista, si oppone al trattato di Lisbona , all’armonizzazione economica dell’UE e all’aumento del bilancio dell’UE. Il partito si è opposto al salvataggio della Grecia nel 2010, alla ricollocazione dei rifugiati nel 2015 e non esclude un ritiro della Slovacchia dall’area euro in caso di necessità.

 

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