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IL GIRAMONDO – Il meglio e il peggio delle elezioni del 2021

IL MEGLIO DEL 2021

Passiamo adesso alle buone notizie.  Un giudizio controverso è quello sul nuovo governo Draghi in Italia.  Da un lato  è un governo decisamente più spostato a destra rispetto a quello precedente di Giuseppe Conte. Tuttavia la competenza e l’esperienza  di Draghi sono ineccepibili e la nascita del suo governo ha  decretato un “tregua” politica  che era assolutamente necessaria nel momento in cui continua l’emergenza sanitaria, quella sociale e quella economica dovute alla pandemia. 

Per quanto riguarda le elezioni locali, ci sono stati ottimi risultati per le forze progressiste in varie elezioni amministrative in grandi città italiane, tra cui Roma, Torino, Napoli, Milano e Bologna.  Buoni i risultati complessivamente in varie elezioni regionali in Germania per socialdemocratici e verdi in Baden-Wüttemberg, Sassonia-Anhalt, Renania Palatinato, Meclenburgo-Pomerania Occidentale e nel Land di Berlino. Buoni il dato di Londra, dove viene confermato il sindaco laburista. Controverso il risultato delle elezioni in Scozia, che hanno visto la conferma al governo del Partito Nazionalista Scozzese.Controverso anche l risultato delle elezioni in Catalogna, dove, nonostante il buon risultato del Partito Socialista, rimane al governo una maggioranza indipendentista e avanza l’estrema destra di Vox.

Vittoria della democrazia nel piccolo stato pacifico di Samoa, dove un primo ministro al potere da quasi un quarto di secolo viene mandato all’opposizione nonostante avesse cercato di ribaltare il risultato elettorale. Buone notizie anche dal Niger dove il presidente uscente ha lasciato il potere alla scadenza naturale (cosa non sempre scontata in Africa).

In Canada il primo ministro liberale  Justin Trudeau viene riconfermato ma  crollano i verdi e avanza la destra populista.  Risultato controverso quello del Marocco,  dove avanzano i partiti di sinistra, crollano i conservatori islamici ma viene poi formato un governo di centrodestra dominato dai partiti nazionalisti e monarchici.

Risultati complessivamente buoni per le forze europeiste nell’Europa centro-orientale, che vedono la formazione di governo di centro liberale  in Estonia (mandando all’opposizione la destra xenofoba),  e di centrodestra liberale in Moldavia (sconfiggendo i partiti “rossobruni” filorussi).  Da notare la conferma del governo socialista in Albania. Ma la notizia più buona viene dalla Bulgaria, dove finisce l’era del leader conservatore  Boyko Borisov e del suo partito GERB. Dopo uno stallo politico che ha portato a tre elezioni parlamentari in meno di un anno,  alla fine è stato formato un governo di larga coalizione guidato da un partito liberale europeista, che comprende socialdemocratici, verdi e partiti populisti di centrodestra.

Una svolta a sinistra arriva dalla Norvegia dove tornano al governo i laburisti (in alleanza con il partito di centro) sconfiggendo la coalizione di centrodestra che governava il paese dal 2013.

Uno ottimo risultato arriva anche da Israele dove finalmente dopo 18 anni di potere e 3 precedenti elezioni inconclusive finisce l’era Netanyahu, il cui partito conservatore, il Likud, va all’opposizione di un governo di larga coalizione formato da 8 partiti, dalla destra nazionalista alla sinistra progressista, dai liberali ebrei ai conservatori arabi, che  nonostante tutti i pessimi auspici iniziali sembra stia funzionando.

Svolta storica in Honduras, con la vittoria alle elezioni presidenziali di Xiomara Castro leader della sinistra progressista e prima donna alla guida del paese. Le elezioni hanno decretato la sconfitta della destra conservatrice del Partito Nazionale, al potere da 12 anni (e per buona parte dell’ultimo secolo),  legato ai cartelli della droga e in gran parte responsabile dello stato di miseria, sottosviluppo sociale ed economico dell’Honduras nonché della criminalità che lo ha reso uno dei paesi più violenti del pianeta.

 

Per la posizione di miglior evento politico-elettorale  dell’anno si sono classificati tre finalisti.

File:Flag of Zambia.svg - Wikipedia  Al terzo posto si classifica lo Zambia: dove alle elezioni presidenziali, il leader liberale Hakainde Hichilema ha sconfitto in libere elezioni  il presidente uscente Edgar Lungu, nonostante le tendenze autoritarie del partito al potere. Hichilema negli anni passati era stato ingiustamente  imprigionato e torturato ed era tornato libero solo grazie alla denuncia delle associazioni internazionali per i diritti umani. Quella di Hichilema è quindi una vittoria della libertà e della democrazia, un esempio per agli altri paesi africani dominati da leader autoritari e corrotti.

 

 

File:Flag of Chile (bordered).svg - WikipediaIn seconda posizione c’è il Cile, Le elezioni presidenziali hanno rappresentato una vera e propria svolta storica per il paese sudamericano. Nuovo presidente è Gabriel Boric, esponente della sinistra progressista, che per la prima volta prende il potere in Cile dopo la fine della dittatura di Pinochet, dopo che per 3 decessi si erano alternate coalizioni di centrodestra e centrosinistra. Il Cile è rimasto fino ad oggi prigioniero della struttura politica, economica ed istituzionale voluta dal regime di Pinochet che nessun governo era riuscito sostanzialmente a modificare. Dopo le proteste del 2019 il Cile ha eletto una nuova assemblea costituente che che varerà una nuova costituzione deceisamente piu’ progressista di quella attuale. A 35 anni Boric è anche uno dei capi di stato e di governo piu’ giovani al mondo e questo, unito alle sue idee progressiste sia in campo economico che sociale, contribuirà a portare una ventata di novità non solo al Cile, ma anche all’intera america meridionale. Le elezioni presidenziali in Cile sono anche un ottimo presagio per quelle dell’anno prossimo in Brasile, dove s profila una sconfitta dell’estrema destra del presidente Bolsonaro.

 

Flag of Germany - Wikipedia  Ma il Premio Giramondo 2021 per il migliore evento politico-elettorale dell’anno va (e come poteva non essere) alla Germania, paese del G7, maggior potenza economica europea, che ha visto nel 2021 la fine dell’era Merkel. Le elezioni hanno decretato una ripresa inaspettata dei socialdemocrati, che sono tornati ad essere dopo 19 anni la prima forza politica del paese, nonostante che solo fino ad un paio di anni fa sembrassero destinati ad un declino irreversibile. I loro alleati, i Verdi, hanno raggiunto in queste elezioni il loro massimo storico, con il 14,8% dei voti. Il nuovo governo, guidato dal socialdemocratico Olaf Scholz, includerà socialdemocratici, verdi e liberali. Si prospetta quindi un governo europeista, economicamente di centro-sinistra, socialmente liberale, attento al rispetto dei diritti umani in politica estera e soprattutto profondamente impegnato nella transizione ecologica che nei prossimi anni sarà determinante per combattere il riscaldamento globale e cambiamenti climatici, la sfida fondamentale dell’umanità per i prossimi decenni.

 

Nella prossima pagina l’elenco cronologico delle più importanti elezioni del 2020.

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