Kazakistan: alle elezioni parlamentari, il partito al potere Nur Otan (conservatore autoritario) ottiene il 71,1% dei voti (76 su 107 seggi), il Partito democratico Ak Zhol (liberalconservatori) l’11,0% (12), il Partito popolare (sinistra socialista) il 9,1% (10) e il Partito Patriottico Democratico Popolare di Auyl (socialdemocratici) il 5,3% (0). 9 deputati sono eletti indirettamente. Dopo le elezioni il presidente Kasymzhomart Tokayev riconferma Askar Mamin come primo ministro. Nota: il Kazakistan è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Kirghizistan: Alle elezioni presidenziali il primo ministro Sadyr Japarov, leader nazionalista e populista, che aveva preso il potere a seguito delle proteste anti-governative del 2020, ottiene il 79,2% dei voti e Adakhan Madumarov (nazionalconservatore) il 6,8%
Estonia: si dimette il premier Jüri Ratas del Partito di Centro (centristi populisti), che era a capo di una coalizione di centrodestra comprendente Isamaa (conservatori) e EKRE (destra nazionalista xenofoba) . Il presidente Kersti Kaljulaid iincarica Kaja Kallas del Partito Riformista (liberali) di formare un governo di coalizione tra Partito Riformista e Partito di Centro.
Uganda: alle elezioni presidenziali, Yoweri Museveni (Movimento di resistenza nazionale, MNR, autoritario) in carica dal 1986, ottiene il 58,6% dei voti e Bobi Wine (Piattaforma di Unità Nazionale, NUP, progressisti) il 34,8%.
Italia: si dimette il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che era a capo di una coalizione di centrosinistra comprendente il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle. Il 3 febbraio nasce un nuovo governo di “larga coalizione”, formato da Movimento 5 Stelle, Lega, Partito Democratico, Forza Italia e altri partiti minori.
Portogallo: alle elezioni presidenziali, il presidente uscente Marcelo Rebelo de Sousa vince il 60,7% dei voti, Ana Gomes il 13,0% e André Ventura l’11,9%..
Moldavia: il presidente Maia Sandu nomina primo ministro Natalia Gavrilita dal Partito di Azione e Solidarietà (centrodestra liberale europeista). Il Parlamento non approva la nomina del nuovo governo. L’impossibilità di trovare una maggioranza parlamentare fa scattare le elezioni anticipate.
FEBBRAIO
Birmania: I militari prendono il potere, arrestando il presidente Win Myint e il ministro degli Esteri Aung San Suu Kyi. Il primo vicepresidente Myint Swe diventa presidente ad interim, ma trasferisce tutta l’autorità al generale senior Min Aung Hlaing, che assume il ruolo di primo ministro di un governo provvisorio. I risultati delle elezioni parlamentari dell’8 novembre 2020 vengono annullati.
Ecuador: al primo turno delle elezioni presidenziali, Andrés Arauz (Unione per la Speranza) vince il 32,7%, Guillermo Lasso (Creare Opportunità) il 19,7%, Yaku Pérez (Pachakutik) il 19,4% e Xavier Hervas (Sinistra democratica) il 15,7%. Alle elezioni parlamentari, l’Unione per la speranza (sinistra nazionalista) vince il 32,2% dei voti (49 su 137 seggi), Pachakutik (sinistra indigenista) il 16,8% (27), la Sinistra Democratica (socialdemocratici) il 12,0% (18), il Partito Cristiano Sociale (democristiani di centrodestra) il 9,7% (18) e Creare Opportunità (liberalconservatori) il 9,6% (12). Al ballottaggio, Guillermo Lasso viene eletto con il 52,5% dei voti contro il 47,5% di Andrés Arauz..
Liechtenstein: alle elezioni parlamentari, l’Unione patriottica (liberalconservatori) vince il 35,9% (10 su 25 seggi), il Partito dei Cittadini Progressisti (nazionalconservatori) il 35,9% (10), la Lista Libera (verdi progressisti) il 12,9% (3) e i Democratici per il Liechtenstein (destra populista xenofoba) l’11,1% (2). Daniel Risch, dell’Unione Patriottica è il nuovo Primo Ministro, che sostituisce Adrian Hasler del Partito dei Cittadini Progressisti, a capo di una coalizione tra i due partiti.
Kosovo: alle elezioni parlamentari Vetëvendosje (sinistra nazionalista) vince il 50,0% dei voti (58 su 120 seggi), il Partito Democratico del Kosovo (nazionalconservatori) il 16,9% (19), la Lega Democratica del Kosovo (liberalconservatori) il 12,6% (15), l’Alleanza per il futuro del Kosovo (nazionalconservatori) 7,1 % (8) e la lista serba 5,1% (10). Il leader di Vetëvendosje, Albin Kurti, diventa il nuovo primo ministro.
Spagna: Alle elezioni parlamentari in Catalogna, il Partito dei Socialisti di Catalogna (PSC) ottiene il 23,0% dei voti (33 su 135 seggi), la Sinistra Repubblicana di Catalogna (ERC, separatisti di sinistra) il 21,3% (33), Insieme per la Catalogna (JxCAT, separatisti di centrodestra) 20,0% (32), Vox (destra nazionalista) il 7,7% (11 ), En Comú Podem (sinistra populista) 6,9% (8), Candidatura per l’Unità Popolare (CUP, estrema sinistra indipendentista) 6,7% (9), Ciutadans (liberali) 5,6% (6) e Partito popolare (conservatori) 3,8% (3). Il nuovo parlamento regionale elegge Pere Aragonès (ERC) come presidente della Generalitat con i voti di ERC, JxCat e CUP.
Niger: Al ballottaggio presidenziale, Mohamed Bazoum (PSDN, socialdemocratici, al governo) ottiene il 55,7% dei voti e Mahamane Ousmane (RDR, populisti) il 44,3%.
El Salvador: Alle elezioni parlamentari, Nuove Idee (il partito del presidente Nayib Bukele, conservatori populisti) vince il 57,7% dei voti (46 su 84 seggi), l’Alleanza Repubblicana Nazionalista (nazionalconservatori, incluse le coalizioni che la includono) il 12,2% (14), la coalizione di Nuove Idee e Grande Alleanza per l’Unità Nazionale 8,7 % (10), il Fronte di Liberazione Nazionale Farabundo Martí (sinistra socialista) 6,9% (4) e la Grande Alleanza per l’Unità Nazionale (conservatori populisti 5,3% (5).
MARZO
Stati federati di Micronesia: nelle elezioni parlamentari vengono eletti 10 membri indipendenti (di cui 4 senza opposizione).
Costa d’Avorio: alle elezioni parlamentari, il Raggruppamento di houphouëtisti per la Democrazia e la Pace (centristi, al governo) vince 137 su 255 seggi, la coalizione del Partito Democratico della Costa d’Avorio (PDCI, nazionalconservatori) e Insieme per la democrazia e la sovranità (EDS, populisti) 81, gli indipendenti 26.
Australia: alle elezioni parlamentari nell’Australia occidentale, il partito laburista ottiene il 59,9% dei voti (53 seggi su 59), i liberali (conservatori) il 21,3% (2), i verdi il 6,9% (0) e i nazionali (agrari) il 4,0% (4).
Germania: alle elezioni statali nel Baden-Württemberg, i Verdi ottengono il 32,6% dei voti (58 su 154 seggi), l’Unione Cristiano Democratica (CDU) il 24,1% (42), il Partito socialdemocratico (SPD) l’11,0% (19) , Partito Liberale Democratico (FDP) 10,5% (18), Alternativa per la Germania (AfD) 9,7% (17), la Sinistra (Linke) 3,6% (0) e i Liberi Elettori (FW) 3,0% (0). In Renania-Palatinato, l’SPD ottiene il 35,7% dei voti (39 su 101 seggi), la CDU il 27,7% (31), i Verdi il 9,3% (10), l’AfD l’8,3% (9), l’FDP il 5,5% (6 ), FW 5,4% (6) e la Sinistra 2,5% (0). Nel Baden-Wüttemberg viene confermata la coalizione uscente Verdi- CDU, gudata da Winfried Kretschmann (Verdi). In Renania-Palatinato viene confermata la coalizione “semaforo” uscente comprendente SDP, FDP e Verdi guidata da Malu Dreyer (SPD).
Paesi Bassi: Alle elezioni parlamentari, il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD, centrodestra liberale) vince il 21,8% dei voti (34 su 150 seggi), i Democratici 66 (D66, liberali di centrosinistra) il 15,0% (24), il Partito per la libertà (PVV, destra xenofoba) il 10,8% (17), l’Appello democratico cristiano (CDA, democristiani) 9,5% (15), il Partito Socialista (SP, sinistra socalista) 6,0% (9), il Partito Laburista (PvdA, socialdemocratici) 5,7% (9), la Sinistra Verde (GL) 5,2% (8), Forum per la Democrazia (FvD, destra populista) 5,0% (8), Partito per gli Animali (PvdD) 3,8% (6) , e l’Unione Cristiana (CU, democristiani) 3,4% (5). Il governo uscente di centrodestra formato da VVD, D66, CDA e CU e guidato da Mark Rutte, viene riconfermato a dicembre, dopo quasi nove mesi di negoziati.
Tanzania: muore il presidente John Magufuli. Il 19 marzo la vicepresidente Samia Suluhu Hassan presta giuramento come presidente, diventando la prima donna capo di stato del paese.
Curaçao: nelle elezioni per il parlamento locale il Movimento per il futuro di Curaçao (MFK centrodestra) ottiene il 28,1% dei voti (9 su 21 seggi), il Partito per la Reale Alternativa (PAR, centristi) il 14,1% (4), il Partito Nazionale del Popolo (democristiani) il 12,6% (4), il partito MAN (socialdemocratici) il 6,5% (2), Kòrsou Esun Miho (socialdemocratici) il 5,4% (1) e Trabou pa Kòrsou (populisti) il 5,3% (1). Il primo ministro uscente Eugene Rhuggenaath (PAR) viene sostituito da Gilmar Pisas (MFK).
Congo (Brazzaville): alle elezioni presidenziali, Denis Sassou-Nguesso (Partito Laburista Congolese, socialdemocratici) ottiene l’88,4% dei voti e Guy Brice Parfait Kolélas (Unione dei Democratici Umanisti, conservatori) l’8,0%. Nota: il Congo è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Israele: alle elezioni parlamentari, Likud (liberalconservatori, al governo) ottiene il 24,2% dei voti (30 su 120 seggi), Yesh Atid (liberali) il 13,9% (17), Shas (conservatori religiosi ebrei) 7,2% (9), Blu e Bianco (centristi) 6,6% (8), Yamina (conservatori) 6,2% (7), il Partito Laburista (socialdemocratici) il 6,1% (7), Giudaismo Unito nella Torah (destra religiosa ebrea) 5,6% (7), Yisrael Beiteinu (nazionalconservatori) 5,6% (7), il Partito Sionista Religioso (estrema destra religiosa ebrea) 5,1% (6), Lista Comune (partiti arabi di sinistra) 4,8% (6), Nuova Speranza (liberalconservatori) 4,7% (6 ), Meretz (progressisti di sinistra) 4,6% (6) e la Lista Araba Unita (centrodestra arabo) 3,8% (4). Il primo ministro uscente Benjamin Netanyahu (Likud) non riesce a formare una maggioranza di governo e al suo posto viene nominato Naftali Bennett (Yamina) a capo di una coalizione trasversale di 8 partiti, che esclude il Likud, la destra religiosa ebraica e la sinistra araba.
Canada: nelle elezioni parlamentari in Terranova e Labrador, il Partito Liberale vince il 48,2% dei voti (22 seggi su 40), il Partito conservatore progressista (centrodestra) il 38,8% (13), il Nuovo Partito Democratico (socialdemocratici) l’8,0% (2) e gli indipendenti il 4,6% (3).
APRILE
Bulgaria: alle elezioni parlamentari, Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria-Unione delle forze democratiche (GERB-UDF, conservatori, al governo) vince il 25,8% dei voti (75 su 240 seggi), C’è un Tale Popolo (ITN, populisti) il 17,4% (51), la coalizione guidata dal Partito Socialista Bulgaro (BSP, socialdemocratici) il 14,8 % (43), il Movimento per i Diritti e le Libertà (DPS, minoranza turca) il 10,3% (30) e la Bulgaria Democratica (liberali di centrodestra) il 9,3% (27). Il 15 aprile il primo ministro Boiko Borisov si dimette. Non essendo possibile trovare una maggioranza di governo, l’11 maggio il presidente Rumen Radev nomina un governo ad interim con Stefan Yanev come primo ministro e convoca nuove elezioni.
Groenlandia: alle elezioni parlamentari, Inuit Ataqatigiit (IA, sinistra indipendentista) vince il 37,4% dei voti (12 su 31 seggi), Siumut (socialdemocratici, al governo) il 30,1% (10), Naleraq (populisti indipendentisti) il 12,3% (4), i Democratici (liberali, al governo) il 9,3% (3) e Atassut (liberalconseevatori) il 7,1% (2). Il 16 aprile viene concordata una coalizione di IA e Naleraq con Múte B. Egede (IA) come primo ministro, che sostituisce il primo ministro uscente Kim Kielsen (Siumut).
India:Alle elezioni parlamentari del Kerala, il Partito Comunista dell’India (marxista) ottiene il 25,4% dei voti (62 su 140 seggi), il Congresso Nazionale Indiano (INC, centrosinistra) il 25,1% (21), il Bharatiya Janata Party (BJP, nazionalconservatori) l’11,3% ( 0), l’8,3% della Lega musulmana dell’Unione indiana (15) e il 7,6% del Partito comunista indiano (17). A Puducherry, l’All India NR Congress (populisti) ottiene il 25,9% dei voti (10 seggi su 30), il Dravida Munnetra Kazhagam (DMK, populisti di centrosinistra) il 18,5% (6), l’INC 15,7% (2) e il BJP il 13,7% (6) . In Tamil Nadu, il DMK vince il 37,7% dei voti (133 su 234 seggi), l’All India Anna Dravida Munnetra Kazhagam (populisti di centrosinistra) il 33,3% (66), l’INC 4,3% (18), il Pattali Makkal Katchi (populisti) il 3,8% (5), e il BJP 2,6% (4). In Assam il BJP ottiene il 33,2% dei voti (60 su 126 seggi), l’INC il 29,7% (29), l’All India United Democratic Front (minoranza mussulmana) il 9,3% (16),
Gibuti: nelle elezioni presidenziali, il presidente in carica Ismail Omar Guelleh (Raduno popolare per il progresso, regionalisti) ottiene il 97,4% dei voti. Nota: il Gibuti è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Samoa: nelle elezioni parlamentari, il Partito per la Protezione dei Diritti Umani (HRPP, cristiano-conservatori) del primo ministro Tuila’epa Sa’ilele Malielegaoi (al potere dal 1998) vince 26 seggi su 52, il partito Fa’atuatua i le Atua Samoa ua Tasi (FAST, cristiano-conservatori) 25, con 1 indipendente. Il capo dello Stato Tuimaleali’ifano Va’aletoa Sualauvi II dichiara nulle le elezioni parlamentari e chiede che si tengano nuove elezioni. La Corte Suprema invalida tale decisione , annullando anche l’elezione di un seggio per l’ HRPP. Grazie all’adesione di un indipendente, FAST ottiene quindi la maggioranza con 26 seggi su 51. Il capo dello Stato si rifiuta di far riunire il parlamento e quindi i deputati della nuova maggioranza si riuniscono fuori dal parlamento e nominano il nuovo primo ministro, Fiame Naomi Mata’ afa, leader del FAST ed ex vice di Tuilaepa Sailele Malielegaoi, il quale rifiuta di riconoscere il nuovo governo. A giugno la Corte Suprema riconosce la legittimità del nuovo governo.
Benin: alle elezioni presidenziali, il presidente uscente Patrice Talon (indipendente) ottiene l’86,4% dei voti e Alassane Soumanou (Forze Cauris per un Benin emergente, populisti di centro) l’11,3%.
Ciad: alle elezioni presidenziali, il presidente uscente Idriss Déby Itno (al potere dal 1990) vince il 79,3% dei voti contro l’ex primo ministro Albert Pahimi Padacké il 10,3%. . Déby muore il 20 aprile. Un Consiglio militare di transizione guidato da suo figlio Mahamat Idriss Déby prende il potere e sospende la costituzione.
Perù: Al primo turno delle elezioni presidenziali, Pedro Castillo (Perù libero, estrema sinistra) vince il 19,1% dei voti, Keiko Fujimori (Forza popolare, estrema destra) il 13,4%, Rafael López Aliaga (Rinnovamento popolare, destra conservatrice) l’11,7%, Hernando de Soto (Partito dell’Integrazione Sociale, liberalconservatori) l’11,6%, Yonhy Lescano (Azione Popolare. centristi) 9,1% e Verónika Mendoza (Insieme per il Perù, sinistra socialista) il 7,9%. Nel ballottaggio presidenziale, Pedro Castillo vince il 50,1% dei voti e Keiko Fujimori il 49,9%. Primo ministro viene nominato Guido Bellido di Peru Libero) che tuttavia dopo due mesi si dimette e viene sostituito da Mirtha Vásquez (indipendente di sinistra).
Canada: alle elezioni parlamentari in Yukon, il Partito dello Yukon (regionalisti conservatori) vince il 39,4% dei voti (8 su 19 seggi), il Partito Liberale il 32,3% (8) e il Nuovo Partito Democratico (socialdemocratici) il 28,2% (3). Dopo le elezioni il Partito Liberale e il Nuovo Partito Democratico annunciano un accordo con il quale quest’ultimo sosterrà un governo di minoranza liberale sotto il premier uscente , Sandy Silver.
Isole Cayman: alle elezioni parlamentari, gli indipendenti ottengono il 79,1% dei voti (12 su 19 seggi eletti) e il Movimento Progressista Popolare (socialdemocratici) il 19,6% (7). 2 deputati sono nominati d’ufficio. Il primo ministro uscente Alden McLaughlin del PPM deve cedere il posto all’indipendente Wayne Panton.
Capo Verde: alle elezioni parlamentari, il Movimento per la Democrazia (democristiani) ottiene il 50,0% dei voti (38 seggi su 72), il Partito africano per l’indipendenza di Capo Verde (socialisti) il 39,6% (30) e l’Unione indipendente e democratica capoverdiana (conservatori) il 9,0%. Dopo le elezioni il presidente Jorge Carlos Fonseca chiede al primo ministro uscente Ulisses Correia e Silva di formare un nuovo governo.
Albania: Alle elezioni parlamentari, il Partito Socialista (socialdemocratici, al governo) ottiene il 48,7% dei voti (74 su 140 seggi), il Partito Democratico-Alleanza per il Cambiamento (liberalconservatori) il 39,4% (59) e il Movimento Socialista per l’Integrazione (socialdemocratici) il 6,8% (4).
India: alle elezioni parlamentari nel Bengala Occidentale, l’All India Trinamool Congress (populisti di centrosinistra) ottiene il 47,9% dei voti (213 seggi su 292), il Bharatiya Janata Party (nazionalconservatori) il 38,1% (77) e il Partito Comunista dell’India (marxista) il 4,7% (0).
Sostieni Sondaggi Bidimedia!
Puoi farlo nei modi che ti descriviamo in seguito… E, se puoi, disattiva il tuo ad-blocker, grazie!
Modalità preferita: donazione tramite bonifico tramite al conto dell’Associazione Bidimedia
Conto di BIDIMEDIA
IBAN IT65F0623012782000036505055
Fai una donazione tramite PayPal
Sondaggi BiDiMedia è un sito nato nel 2010. Se vi piace e siete contenti del nostro servizio gratuito potete farci una piccola donazione. Anche di pochi euro. Grazie a chi ci permetterà di crescere sempre di più cliccando sul banner “Dona con PayPal”!
Offrici un caffé con
Ko-fi
Ci leggi da tanto tempo? Ci hai appena scoperti? In entrambi i casi, se ti piace il nostro lavoro, puoi contribuire alla nostra sopravvivenza donandoci anche solo un piccolo caffè. Grazie!
Tramite Ko-fi puoi fare una micro-donazione ed essere sicuro che essa finanzierà interamente Sondaggi Bidimedia, senza percentuali di intermediazione.
Fai i tuoi acquisti cliccando sui banner
In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.
In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.