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IL GIRAMONDO – Il meglio e il peggio delle elezioni del 2021

SETTEMBRE

Giappone: il primo ministro Yoshihide Suga annuncia le sue dimissioni. Fumio Kishida è scelto come nuovo leader del Partito Liberal Democratico (liberalconservatori) e successivamente come nuovo primo ministro .

Guinea: il presidente Alpha Condé viene arrestato in un colpo di stato militare. Una giunta militare guidato dal colonnello Mamady Doumbouya annuncia la sospensione della costituzione e lo scioglimento del governo. Pochi giorni dopo Doumbouya viene dichiarato presidente di transizione per un periodo indefinito.

Marocco: Nelle elezioni parlamentari, il Raduno Nazionale degli Indipendenti (centristi monarchici) vince 102 dei 395 seggi, il Partito dell’Autenticità e della Modernità (liberali) 87, Istiqlal (nazionalisti) 81, l’Unione Socialista delle Forze Popolari (socialdemocratici) 34, il Movimento Popolare (conservatori monarchici) 28, il Partito del Progresso e del Socialismo (sinistra socialista) 22, l’Unione Costituzionale (liberalconservatori monarchici) 18 , e il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (islamici) 13. Il primo ministro uscente  Saadeddine Othmani del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo, che guidava un governo di “larga coalizione”, viene sostituito da Aziz Akhannouch del Raggruppamento Nazionale degli Indipendenti, alla guida di un governo di centrodestra filomonarchico.

Libano: dopo mesi di stallo viene finalmente formato un nuovo governo guidato dall’ex primo ministro Najib Mikati (centristra) formato da una decina di partiti,  tra i quali i partiti sciiti Amal e Hezbollah,  il partito cristiano di centrodestra “Movimento Patriottico Libero”  del presidente Michel Aoun e il partito sunnita “Movimento Futuro” dell’ex primo ministro Saad Hariri.

Cina: alle elezioni parlamentari di Macao, l’Associazione dei cittadini uniti di Macao (ACUM) ottiene il 20,1% dei voti (3 su 14 seggi eletti direttamente), l’Unione per lo Sviluppo (UPD) il 18,0% (2), Nuova Speranza (NE) il 13,8% (2), l’Unione Macao-Guangdong (UMG) 12,7% (2), l’Unione per la promozione del progresso (UPP) 11,4% (2), l’Alleanza per una casa felice (ABL) 10,8% (2) e Potenza sinergica (PS) 6,6% (1).  (Con 12 membri eletti indirettamente dai collegi elettorali funzionali e 7 nominati dall’amministratore delegato, il totale è 33.  Nota: la Cina è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.

Norvegia: alle elezioni parlamentari, il Partito Laburista ottiene il 26,3% dei voti (48 su 169 seggi), il Partito Conservatore il 20,4% (36), il Partito di Centro il 13,5% (28), il Partito del Progresso (destra nazionalista)  l’11,6% (21), la Sinistra Socialista 7,6% (13), il Partito Rosso  (comunisti) 4,7% (8), Partito Liberale 4,6% (8), Verdi 3,9% (3) e Partito Popolare Cristiano 3,8% (3).  La prima ministra uscente, la conservatrice Erna Solberg, che guidava un governo di centrodestra, viene sostituita dal laburista  Jonas Gahr Støre a capo di un governo di minoranza composto dal Partito Laburista e dal Partito di Centro.

Stati Uniti: il governatore democratico della California, Gavin Newsom, sopravvive a un’elezione di revoca, la sua revoca è stata respinta dal 61,9% al 38,1%. Alla domanda su chi dovrebbe sostituire Newsom in caso di richiamo, Larry Elder (repubblicano) riceve il 48,5% dei voti, Kevin Paffrath (democratico) il 9,6% e Kevin Faulconer (repubblicano) l’8,0%.

Bahamas: alle elezioni parlamentari, il Partito progressista liberale (PLP, centrosinistra populista) ottiene il 52,5% dei voti (32 seggi su 39) e il Movimento Nazionale Libero (FNM, liberalconservatori, al governo) il 36,2% (7).   Philip Davis, leader del PLP viene nominato primo ministro.

Russia: alle elezioni parlamentari del 17-19 settembre, Russia Unita (UR, conservatori autoritari, partito del presidente Putin) vince il 50,9% dei voti (324 su 450 seggi), il Partito Comunista (CPRF) 19,3% (57), Partito Liberal-Democratico (LDPR, destra nazionalista) 7,7% (21), Una Russia Giusta per la Verità (JR-FT, socialdemocratici filo-Putin) 7,6% (27) e Gente Nuova (liberali di centrodestra filo-Putin) il 4% (13). Nota: la Russia è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.

Canada: alle elezioni parlamentari, il Partito Conservatore vince il 33,7% dei voti (119 su 338 seggi), il Partito Liberale il 32,6% (160), il Nuovo Partito Democratico (socialdemocratici) il 17,8% (25), il Bloc Québécois (regionalisti di centrosinistra) il 7,7% (32), il Partito Popolare (destra populista) il 5,0% (0) e il Partito dei Verdi 2,3% (2). 

Isola di Man: alle elezioni parlamentari, gli indipendenti ottengono l’86,2% dei voti (21 seggi su 24), il Partito Liberale Vannin il 5,3% (1), il Partito Laburista di Manx il 5,1% (2) e il Partito dei Verdi il 3,3% (0 ).

Islanda: alle elezioni parlamentari, il Partito dell’Indipendenza (conservatori) ottiene il 24,4% dei voti (16 su 63 seggi), il Partito Progressista (centristi agrari euroscettici) il 17,3% (13), la Sinistra -Movimento Verde il 12,6% (8), l’Alleanza socialdemocratica il 9,9% (6 ), il Partito Popolare (populisti) 8,8% (6), il Partito Pirata 8,6% (6), il Partito Liberale Riformato (liberali europeisti) 8,3% (5) e il Partito di Centro (populisti di centrodestra) 5,4% (3).  Viene confermata la maggioranza di governo uscente formata dal Partito dell’Indipendenza, dal Partito Progressista e dalla Sinistra-Movimento Verde, guidata dalla leader della Sinistra-Movimento Verde  Katrín Jakobsdóttir.

Austria: alle elezioni statali nell’Alta Austria, il Partito Popolare Austriaco (conservatori) ottiene il 37,6% dei voti (22 su 56 seggi), il Partito della Libertà (destra nazionalista) il 19,8% (11), il Partito socialdemocratico il 18,6% (11), i Verdi il 12,3% (7 ), Persone-Libertà-Diritti fondamentali (populisti no-vax) il 6,2% (3) e NEOS (liberali progressisti) il 4,2% (2).

Germania:Alle elezioni parlamentari, il Partito socialdemocratico (SPD) ottiene il 25,7% dei voti (206 su 736 seggi), l’Unione Cristiano Democratica/Unione Cristiano Sociale (CDU/CSU) il 24,1% (197), i Verdi il 14,8% (118) , Partito Democratico Libero (FDP) 11,5% (92), Alternativa per la Germania (AfD) 10,3% (83), la Linke 4,9% (39) e i Liberi Elettori il 2,4% (0).  Dopo oltre due mesi di negoziati, viene formata una nuova maggioranza “semaforo”  formata da SPD, FDP e Verdi, guidata dal socialdemocratico Olaf Scholz.
Alle elezioni statali a Berlino, l’SPD ottiene il 21,4% dei voti (36 su 147 seggi), i Verdi il 18,9% (32), la CDU il 18,1% (30), la Linke il 14,0% (24), l’AfD l’8,0% ( 13), e il FDP 7,2% (12). Nel Meclenburgo-Pomerania Occidentale, l’SPD ottiene 39,6 voti (34 su 79 seggi), l’AfD il 16,7% (14), la CDU il 13,3% (12), la Linke il 9,9% (9), i Verdi il 6,3% (5) , e il FDP 5,8% (5).  A Berlino viene riconfermata la coalizione uscente tra SPD, Verdi e Linke, precedentemente  guidata dal socialdemocratico Michael Müller al cui posto va la sua compagna di partito Franziska Giffey. Nel  Meclenburgo-Pomerania Occidentale la coalizione uscente tra SDP e CDU, guidata dalla socialdemocratica Manuela Schwesig viene sostituita da una coalizione di sinistra tra SPD e Linke, con a capo ancora Manuela Schwesig.

 

OTTOBRE

Qatar: alle elezioni parlamentari vengono eletti 30 membri apartitici; i restanti 15 saranno nominati dall’emiro. Nota: il Qatar è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.

Italia: alle elezioni regionali in Calabria, Roberto Occhiuto (centrodestra) ottiene il 54,5% dei voti, Amalia Cecilia Bruni (centrosinistra) il 27,7% e Luigi de Magistris (sinistra) il 16,2%.  Alle elezioni comunali il Partito Democratico e i suoi alleati di centrosinistra conquistano i comuni di Milano, Bologna, Napoli, Torino e Roma. La coalizione di centrodesra mantiene il comune di Trieste.

Romania :Il governo del primo ministro Florin Cîtu del PNL (liberalconservatori) , che guidava una coalizione di centrodestra viene sfiduciato dal parlamento. Il presidente Klaus Johannis nomina primo ministro Nicolae Ciuca del PNL che forma un governo di coalizione che comprende il PNL, il partito socialdemocratico PSD  e i partito della minoranza ungherese  UMDR.

Austria: il cancelliere Sebastian Kurz del Partito Popolare (conservatori) annuncia le sue dimissioni. Viene sostituito dal ministro degli Esteri Alexander Schallenberg,  il quale si dimette a sua volte poche settimane dopo. Il Partito popolare austriaco nomina allora Karl Nehammer nuovo cancelliere.

Repubblica Ceca: nelle elezioni parlamentari tenutesi dall’8 al 9 ottobre, la coalizione di centrodestra SPOLU (coalizione del Partito Democratico Civico, Unione Cristiana e Democratica-Partito Popolare Cecoslovacco e Tradizione Responsabilità Prosperità 09) vince il 27,8% dei voti (71 su 200 seggi), Azione dei cittadini Insoddisfatti (ANO, partito di centro populista del primo ministro Andrej Babis) 2011 27,1% (72), “Pirati e Sindaci” (coalizione di sindaci e indipendenti e Partito pirata) 15,6% (37), e Libertà e Democrazia Diretta (destra xenofoba) 9,6% (20).  Il primo ministro uscente Babis, che guidava una coalizione di centrosinistra comprendente ANO, il partito socialdemocratico e il partito comunista) viene quindi sostituto dal leader del Partito Democratico Civico Petr Fiala, a capo di una coalizione di centrodestra che include SPOLU e “Pirati e Sindaci”.

Cipro: si dimette il primo ministro di Cipro del Nord Hamza Ersan Saner (Partito di Unità Nazionale, nazionalconservatori), che viene sostituito dal suo compagno di partito Faiz Sucuoglu.

Sudan: il presidente del Consiglio di Sovranità, il generale Abdel Fattah Burhan, di fatto capo di stato del paese, fa arrestare il primo ministro Abdalla Hamdok in un apparente colpo di stato militare. Poche settimane dopo Hamdok viene liberato e rimesso al suo posto, dopo aver accettato le condizioni di Burhan e licenziato buona parte dei suoi ministri.

Capo Verde: Alle elezioni presidenziali, José Maria Neves (Partito africano per l’indipendenza di Capo Verde, socialisti) ottiene il 51,7% dei voti e Carlos Veiga (Movimento per la democrazia, democristiani) il 42,4%.

Uzbekistan: alle elezioni presidenziali, il presidente uscente Shavkat Mirziyayev (partito liberaldemocratico) ottiene l’80,1% dei voti, Maksuda Vorisova (partito democratico popolare) il 6,6% e Alisher Kadyrov (partito nazionale di rinascita) il 5,5%. Nota: l’Uzbekistan è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.

Giappone: alle elezioni parlamentari, il Partito liberaldemocratico (liberalconservatori, al governo) ottiene 261 seggi su 465, il Partito Democratico Costituzionale (liberali di centrosinistra) 96, Nippon Ishin no Kai (destra liberista) 41 e Komeito (centrodestra buddista) 32.

 

NOVEMBRE

Stati Uniti:Nelle elezioni governative del New Jersey, il presidente uscente Phil Murphy (democratico) batte Jack Ciattarelli (repubblicano), 51%-48%. In Virginia, Glenn Youngkin (Rep.) batte Terry McAuliffe (Dem.), 51%-49%.

Nicaragua: alle elezioni presidenziali, il presidente uscente Daniel Ortega (Fronte sandinista di liberazione nazionale, sinistra autoritaria) ottiene il 75,9% dei voti e Walter Espinoza (Partito liberale costituzionalista, liberali di centrodestra) il 14,3%. Nota: l’Uzbekistan è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.

Svezia:Il primo ministro socialdemocratico Stefan Löfven si dimette. L’a sua compagna di partito Magdalena Andersson viene incaricata di formare un governo ma si dimette dopo poche ore quando il parlamento approva la legge finanziaria proposta dal centrodestra. Pocgi giorni dopo forma un governo monocolere socialdemocratico di minoranza.

Bulgaria: al primo turno delle elezioni presidenziali, il presidente uscente Rumen Radev (indipendente, sostenuto dal Partito Socialista Bulgaro) ottiene il 49,4% dei voti, Anastas Gerdzhikov (indipendente, sostenuto dal partito conservatore GERB) il 22,8% e Mustafa Karadayi (Movimento per i Diritti e le Libertà) l’11,6%. Al ballottaggio del 21 novembre Radev ottiene il 66,7% dei voti e Gerdzhikov il 31,8%. Alle elezioni parlamentari Continuiamo il Cambiamento (PP, liberali europeisti) vince il 25,7% dei voti (67 su 240 seggi), Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria-Unione delle Forze Democratiche (GERB, conservatori) il 22,7% (59), il Movimento per i Diritti e le Libertà (DPS, minoranza turca) il 13,0% (34), la coalizione guidata dal Partito Socialista Bulgaro  (BSP, socialdemocratici) 10,2% (26), C’è un Tale Popolo (ITN populisti) 9,5% (25), Bulgaria Democratica (DB centrodestra liberale) 6,4% (16) e Rinascita (destra nazionalista) 4,9% (13).  A seguito dei risultati elettorali viene formato un governo guidato da Kiril Petkov (PP) , ministro dell’economia del governo uscente, che forma un governo sostenuto da PP, BSP,  ITN e DB.

Argentina: alle elezioni parlamentari di medio termine la coalizione Insieme per il Cambio (formata da conservatori e liberali) ottiene il 42,1% dei voti (61 su 127 seggi in palio alla camera), il Fronte di Tutti (peronisti di sinistra, al governo) il 34,2% (50),  Avanza Libertà (destra libertaria) il 7,2% (4), il Fronte di sinistra (sinistra socialista) il 5,5% (4) e il Consenso Federale (socialdemocratici) il 5,5% (4).

Tonga: alle elezioni parlamentari, gli indipendenti vincono la maggior parte dei 17 seggi riservati ai cittadini comuni, il Partito Democratico delle Isole Amiche (riformisti) ne vince 3. Altri  9 seggi sono assegnati ai rappresentanti dei nobili.  Il primo ministro uscente, Pohiva Tu’i’onetoa, rappresentante del Partito Popolare (filo-cinese), rimane in carica.

Malesia: alle elezioni parlamentari a Malacca, la coalizione Barisan Nasional (nazionalconservatori) vince 21 seggi su 28, la coalizione Pakatan Harapan (progressisti) 5 e la coalizione Perikatan Nasional (destra nazionalista) 2.

Cile: al primo turno delle elezioni presidenziali, José Antonio Kast (Fronte sociale Cristiano, destra nazionalista conservatrice) ottiene il 27,9% dei voti, Gabriel Boric (Approva dignità, sinistra radicale) il 25,8%, Franco Parisi (Partito Popolare, populisti liberali di centrodestra) il 12,8%, Sebastián Sichel (Chile Podemos Mas, centrodestra) 12,8% e Yasna Provoste (Nuovo Patto Sociale, centrosinistra) 11,6%.  Al ballottaggio Gabriel Boric vince con il 55,9%  contro il 44,1% di José Antonio Kast.

Venezuela:  alle elezioni regionali, boicottate da una parte consistente dei partiti di opposizione,  la coalizione di governo “Grande Polo Patriottico” (sinistra autoritaria) ottiene 45,7% dei voti e conquista 19 regioni su 23.  La Piattaforma Unitaria dei partiti di opposizione ottiene il 26,4% e i governatori di 2 regioni; un altra allenza di opposizione “Alleanza Democratica”  il 16,7%  1 governatore.  Una lista regionale, “Forza del Vicinato”, ottiene il 5,3% e 1 governatore. Nota: il Venezuela è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.

Kirghizistan: alle elezioni parlamentari, Ata-Zhurt (destra nazionalista) ottiene il 19,1% dei voti (15 su 54 seggi nella parte proporzionale), Ishenim (centrodestra) il 15,0% (12), Yntymak (nazionalconservatori filorussi)  il 12,1% (9), l’Alleanza (liberalconservatori filorussi) il 9,2% (7), il Kirghizistan unito(nazionalconservatori) il 7,8% (6) e Luce della fede (populisti islamici) il 6,8% (5). Nella parte uninominale il Partito Socialdemocratico ottiene 1 seggio, mentre gli altri 35 vanno a candidati indipendenti. I principali partiti del paese e la maggioranza dei candidati indipendenti appoggiano il presidente  Sadyr Japarov.

Barbados: la monarchia viene ufficialmente abolita e il paese diventa una repubblica. La governatrice generale Dame Sandra Mason è nominata presidente.

 

DICEMBRE

Gambia: alle elezioni presidenziali, il presidente uscente Adama Barrow (Partito Nazionale del Popolo, populisti) ottiene il 53,2% dei voti, Ousainou Darboe (Partito Democratico Unito, socialdemocratici) il 27,7% e Mamma Kandeh (Congresso Democratico del Gambia, socialdemocratici) il 12,3%.

Moldavia: alle elezioni presidenziali in Transnistria, il presidente uscente Vadim Krasnoselsky vince l’87,0% dei voti e Sergey Pynzar il 13,0%.

Malesia: alle elezioni parlamentari in Sarawak, il Gabungan Parti Sarawak (nazionalconservatori, al governo) vince 76 seggi su 82, il Parti Sarawak Bersatu (centristi) 4 e il Pakatan Harapan (progressisti) 2.

 


 

E con questo si conclude la nostra rubrica per il 2021. Appuntamento tra pochi giorni con il calendario elettorale del 2022.

Buon Anno a tutti!

 

 

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Nota della Redazione: le opinioni presenti in questo articolo sono dell’autore e non sono sempre sovrapponibili a quelle del resto degli autori di Bidimedia. Inoltre, ricordando che Bidimedia crede nel confronto tra opinioni diverse, la redazione aggiunge che i numeri son numeri, i fatti son fatti e le opinioni sono opinioni.

 

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