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IL GIRAMONDO – Messico – Elezioni parlamentari di “mid term”: la sinistra di Morena è in testa

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Gli elettori messicani sono chiamati il prossimo 6 giugno  al rinnovo del 500 seggi della camera federale dei deputati. Si tratta di elezioni di “medio termine” a metà del mandato dell’attuale presidente Andrés Manuel López Obrador (detto AMLO) eletto nel 2018 per un mandato di 6 anni.  Gli elettori decideranno quindi se il partito Movimento di Rigenerazione Nazionale (MORENA) di López Obrador e i suoi alleati continueranno a godere della maggioranza dei due terzi nella camera bassa del Congresso del Messico. La super-maggioranza ha permesso al presidente di attuare cambiamenti radicali nella prima metà del suo mandato. I sondaggi indicano che MORENA è ancora la forza più popolare nella politica messicana e, sebbene i suoi numeri possano ridursi leggermente nella camera bassa, potrebbe ottenere diversi governatorati nelle elezioni locali che si terranno contemporaneamente a quelle per la camera federale.

Lopez Obrador è il primo presidente di un partito di sinistra della storia del Messico anche se in passato vari presidente del Partito Rivoluzionario Istituzionale, il partito che ha gestito il potere in Messico per buona parte dell’ultimo secolo, ha avuto in passato presidenti che hanno attuato politiche economiche tendenzialmente di sinistra. 

L’attuale presidente è stato eletto grazie al suo stile populista, denunciando la corruzione e gli sprechi della classe dirigente messicana. Una volta eletto si è impegnato a migliorare la crescita e ridurre i crimini violenti. Tuttavia, l’economia si è contratta negli ultimi due anni  (in gran parte a causa della pandemia di Covid-19 malamente gestita dal governo) e gli omicidi hanno raggiunto livelli senza precedenti.

Lopez Obrador ha rafforzato il controllo statale sull’economia, in particolare nel settore delle risorse energetiche e delle infrastrutture. La politica statalista di Lopez Obrador ha  fatto preoccupare molti dei principali partner commerciali e dei principali gruppi economici del Messico, in particolare  l’approvazione di varie leggi per invertire l’apertura del mercato dell’energia ai capitali privati ​ effettuata dal governo precedente.

Sebbene ciò abbia indebolito gli investimenti, la sua tesi secondo cui sta combattendo per i poveri del Messico contro élite senza scrupoli risuona ancora tra gli elettori, rendendo il suo partito fortemente favorito per mantenere la maggioranza alla camera bassa del Congresso. Per quanto gli elettori tendano a criticare i risultati di questo governo riguardo alla creazione di posti di lavoro e alla lotta alla criminalità, sono molto più scettici nei confronti dei partiti che hanno governato in passato il Messico e che  ora sono all’opposizione.

Un altro problema per gli investitori sono la tendenza di Lopez Obrador ad utilizzare lo strumento referendario per risolvere dispute economiche con aziende private. E’ quello che è successo ad esempio con la costruzione del nuovo aeroporto di Città del Messico, bloccata a praticamente a metà a seguito del risultato di un referendum promosso dallo stesso presidente. 

L’economia tuttavia è adesso in forte ripresa, grazie anche  allo stimolo finanziario del governo degli Stati Uniti, che sta alimentando la domanda di beni messicani. Circa l’80% delle esportazioni del Messico va negli Stati Uniti e le esportazioni sono adesso a  livelli record. Il governo del Messico dice che l’economia quest’anno potrebbe crescere del 6,5% quest’anno.  Questo fatto, associato alla fase nettamente decrescente della pandemia rispetto ai mesi passati, potrebbe aiutare Lopez Obrador a mantenere la sua maggioranza in parlamento.

 

 

 

IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE

File:Coat of arms of Mexico.svg

Il Messico è una repubblica federale presidenziale, basato su una sistema parlamentare multipartitico, dove il Presidente è eletto direttamente dal popolo ed è sia Capo di Stato che di Governo.

Il governo federale rappresenta gli Stati Uniti Messicani dove ogni stato federale è dotato di una propria costituzione e di un proprio parlamento.

Il potere esecutivo è esercitato dal Consiglio dei Ministri, che è presieduto dal Presidente. Il potere legislativo spetta al Congresso dell’Unione, il sistema bicamerale che comprende il Senato e la Camera dei Deputati. Il potere giudiziario è esercitato dalla magistratura a capo della quale c’è la Corte Suprema di Giustizia della Nazione.

Il presidente del Messico è eletto direttamente dai cittadini elettori attraverso un sistema a turno unico. E’ eletto il candidato che prende il maggior numero di voti.

I 500 membri della Camera dei Deputati sono eletti con due metodi; 300 sono eletti nei collegi elettorali uninominali con sistema maggioritario a turno unico; i restanti 200 vengono eletti in cinque collegi elettorali regionali tramite rappresentanza proporzionale. Per legge nessun partito può ottenere più di 300 seggi. I seggi in più vengono eventualmente tolti dalla parte proporzionale e redistribuiti tra gli altri partiti.

I 128 membri del Senato sono anch’essi eletti con due metodi, con 96 eletti in 32 collegi elettorali “trinominali” 3 per ogni stato federale, e 32 eletti in un singolo collegio nazionale su base proporzionale. Nei collegi elettorali di tre seggi, due seggi sono assegnati al partito che riceve il maggior numero di voti e un seggio al partito che riceve il secondo più alto numero di voti.

Il Democracy Index dell’Economist Intelligence Unit classifica il Messico come una “democrazia imperfetta” al livello di paesi tipo Albania, Singapore, Thailandia e Papua Nuova Guinea.

 

 

 

 

Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i risultati elettorali recenti, i principali partiti politici ed i sondaggi elettorali

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