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MOZAMBICO

Dopo diverse settimane, sono stati resi noti i risultati finali delle elezioni presidenziali in Mozambico del 15 ottobre. Con una percentuale quasi plebiscitaria (73,5%) torna a vincere il Presidente uscente Felipe Nyusi del partito socialista FRELIMO.

L’affluenza si è attestata al 51,8%, in rialzo di circa 3 punti.

FRELIMO è al potere in Mozambico da sempre, praticamente dalla nascita del Mozambico indipendente. Ciò, inizialmente con un regime autoritario di carattere marxista, successivamente grazie ad elezioni relativamente democratiche, a seguito dell‘accordo sottoscritto a Roma con gli oppositori del RENAMO e la mediazione della Comunità di Sant’Egidio. Le prime elezioni multipartitiche si sono svolte nel 1994. E’ per questo che desta preoccupazione l’annuncio di RENAMO di non riconoscere i risultati delle elezioni, e le accuse di brogli confermate anche da osservatori indipendenti (Nyusi ha ottenuto quasi il 20% in più del 2014). Diverse fasi di guerriglia sono sorte nuovamente negli anni più recenti, e il rischio è che la pace non regga e si scateni una nuova guerra civile.

Oltre alle instabilità politiche, il Mozambico è anche afflitto dalla povertà, aumentata a seguito degli effetti del sovrannumero di cicloni negli ultimi anni (c’è lo zampino del cambiamento climatico); tuttavia, Nyusi ha il merito di avere tenuto sotto controllo l’inflazione, dramma che da anni faceva soffrire il Paese e a frenare il crollo della crescita grazie alla scoperta di nuovi giacimenti minerari. A questo, si accompagnano però i problemi di corruzione endemica e i pessimi rapporti con l’Occidente (in particolare con gli USA).

Altre notizie:

– In ROMANIA si è svolto il primo turno delle elezioni presidenziali. Primo arrivato è, come pronosticato dai sondaggi, Klaus Iohannis del  centrodestra del Partito Nazionale Liberale, il Capo di Stato uscente. Il suo risultato è comunque inferiore a quello teorizzato dai sondaggi stessi. Medaglia d’argento alla socialdemocratica ex premier (che ha perso di recente la fiducia in parlamento a favore del popolare Ludovic Orban) Viorica Dancila, che però ha ben poche speranze di vincere al secondo turno.
– In BOLIVIA il Presidente Evo Morales ha annunciato, dopo le proteste e l’allineamento della Polizia boliviana alle manifestazioni, l’annullamento delle torbide elezioni di ottobre, che avevano visto il leader socialista vincere al primo turno con una percentuale minima. Il popolo boliviano ha voluto la sua vendetta contro Morales, il quale aveva, con un colpo di mano, preteso una sua rielezione nonostante un referendum che aveva bocciato le sue proposte di modifica costituzionale per rimanere in carica. Successivamente, lo spoglio delle elezioni si era svolto in maniera anomala, con misteriosi blocchi di 24 h a seguito dei quali i risultati differivano vistosamente, e permettevano una vittoria già al primo turno di Morales. E’ anche per questo che alla folla inferocita l’annuncio non è bastato, e dopo un inquietante suggerimento  di sloggio da parte del Capo dell’Esercito sino a quel momento neutrale, Morales si è dovuto dimettere, e insieme a lui tutti i vertici istituzionali coperti dal suo partito Movimento per il Socialismo. Lo succede Jeanine Anez, la Vicepresidente del Senato, sua feroce oppositrice liberale di centro-destra, che promette nuove elezioni improntate alla trasparenza. Tuttavia, anche Anez è partita come Presidente al di fuori della legge: poiché i membri del Movimento per il Socialismo non si sono presentati in Parlamento per il necessario voto di conferma, facendo saltare il numero minimo per validare la seduta, Anez non è Presidente legittima. Tuttavia, si è disinteressata delle procedure costituzionali (come aveva fatto il suo acerrimo nemico Morales dopo il referendum) e si è comunque autonominata, un gesto che ha fatto gridare Morales al golpe con maggiore intensità.
Probabilmente, in Bolivia coloro che tengono alla democrazia sono davvero pochissimi, sia da una parte, sia dall’altra.

Per questa settimana è tutto.

Alla prossima elezione!

Skorpios

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