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5.  REPUBBLICA DEMOCRATICA POPOLARE DI COREA

La politica della Corea del Nord si basa sulla filosofia ufficiale dello stato, il “Juche”, o “autosufficienza”, un concetto creato dall’ideologo comunista Hwang Jang-yop e successivamente attribuito a Kim Il-sung. La teoria Juche è la credenza che attraverso l’autosufficienza e un forte stato indipendente, si possa raggiungere il vero socialismo.

Kim Il-Sung governò il paese dal 1948 fino alla sua morte nel luglio 1994, ricoprendo gli incarichi di Segretario Generale del WPK, Primo Ministro e Presidente. A capo del partito gli succedette suo figlio, Kim Jong-il, quale però non ricoprì la carica di Presidente, carica affidata “in eterno” a Kim Il-Sung. Una riforma costituzionale nel 2009 ha ufficializzato la figura di “leader supremo”.

Alla morte di Kim Jong-il nel 2011, il potere è passato in mano al figlio Kim Jong-un.

Il sistema politico della Corea del Nord si basa sul principio della centralizzazione. Mentre la Costituzione nordcoreana garantisce formalmente la protezione dei diritti umani, in pratica esistono gravi limiti alla libertà di espressione e il governo controlla meticolosamente la vita dei cittadini nordcoreani. La costituzione definisce la Corea del Nord come “una dittatura della democrazia popolare” sotto la guida del Partito dei lavoratori della Corea (WPK), a cui è data la supremazia legale rispetto ad altri partiti politici.

Il WPK è il partito di governo della Corea del Nord. È al potere sin dalla sua creazione nel 1946.

Fu fondato da Kim-IlSung che unificò la sezione nordcoreana del Partito Comunista Coreano con altri gruppi comunisti che avevano partecipato alla lotta contro l’occupazione giapponese.

Esistono anche dui partiti politici minori, ma sono legalmente obbligati ad accettare il ruolo dominante del WPK. Si tratta del Partito Socialdemocratico Coreano (KSDP) e del Partito Chondoista Chongu (CCP, in origine nazional-confuciano), partiti che, nel 1946 furono costretti a costituire con il WPK il Fronte Democratico per la Riunificazione della Patria (DFRF), unica lista presente alle elezioni per l’Assemblea Suprema del Popolo, il parlamento nordcoreano, che si svolgono in collegi uninominali con un singolo candidato, nominato dal DFRF e approvato dal WPK.

Oltre ai partiti, ci sono oltre 100 organizzazioni di massa controllate dal WPK. Coloro che non sono membri di WPK sono tenuti ad aderire a una di queste organizzazioni.  Di questi, i più importanti sono la Lega Giovanile, la Lega Democratica Femminile Coreana, la Federazione Generale dei Sindacati della Corea e l’Unione dei Lavoratori Agricoli della Corea.  Queste quattro organizzazioni sono anche membri del DFRF.

Alle ultime elezioni nel 2014, su 687 seggi dell’Assemblea Suprema del Popolo il WPK ha ottenuto 607 seggi, 50 sono stati assegnati al KSDP, 22 al CCP , 5 all’associazione dei coreani residenti in Giappone e 3 a gruppi religiosi associati al WPK.

6. ERITREA

 

 

L’Eritrea è un regime presidenziale dittatoriale a partito unico. Il presidente eritreo è sia capo di stato che di governo. Il partito unico è il Fronte Popolare per la Democrazia e la Giustizia.

Il paese è indipendente dal 1993, a seguito della secessione dall’Etiopia del 1991.

Subito dopo l’Indipendenza fu eletta una Assemblea Nazionale, formata da 150 seggi, che elesse il leader del movimento indipendentista, Isaias Afewerki come presidente, carica che attualmente detiene ancora. Non ci sono state elezioni generali dalla sua ascesa al potere ad oggi.

Il Fronte Popolare per la Democrazia e la Giustizia, creato nel 1994 è l’erede del Fronte di Liberazione del Popolo Eritreo che aveva combattuto la guerra di indipendenza dall’Etiopia. Il FPDG è un partito autoritario di ispirazione marxista-leninista ed è l’unico partito politico legalmente presente in Eritrea. Non è ammessa la formazione di altri gruppi politici benché la costituzione preveda un sistema multipartitico: l’attuale costituzione è stata approvata nel 1997, ma non è mai stata ratificata.

Secondo la costituzione l’Assemblea Nazionale resta in carica 5 anni ed è composta dal 150 membri eletti dal popolo.

Nel maggio 1997, in seguito all’adozione della nuova carta costituzionale 75 membri del comitato centrale del Fronte Popolare, 60 membri dell’assemblea costituente e 15 rappresentanti degli eritrei residenti all’estero hanno dato vita ad un’assemblea nazionale temporanea che fungesse da organo legislativo fino alle elezioni. Le elezioni previste per il dicembre 2001 sono state rinviate a data da destinarsi.

L’Eritrea è una delle dittature più feroci al mondo. Il governo ha un controllo totale sui media del paese. Dal 2001 il governo ha chiuso tutti i media di proprietà privata.

Il sistema repressivo, unito alla leva obbligatoria indefinita e alla povertà diffusa impediscono i progetti di vita civile e alimentano l’emigrazione. Molti giovani in età di leva cercano di fuggire dal paese nonostante il rischio di essere incriminati per diserzione.