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7. REPUBBLICA ARABA SIRIANA

 

La Siria, secondo la Costituzione adottata nel 2012, è una repubblica semi-presidenziale formalmente multipartitica, tuttavia la famiglia del presidente Bashar al-Assad e il suo partito socialista arabo Ba’ath sono rimasti le forze dominanti nella politica del paese dal colpo di stato del 1970. Il Presidente è il Capo dello Stato e il Primo Ministro è il Capo del Governo. Il parlamento, il Consiglio dei Popoli, è l’organo responsabile per approvare le leggi, approvare gli stanziamenti del governo e discutere la politica. In caso di voto di sfiducia, il Primo Ministro è tenuto a presentare le dimissioni del proprio governo al Presidente.

Il potere esecutivo è composto dal presidente, da due vicepresidenti, dal primo ministro e dal Consiglio dei ministri. La costituzione richiede che il presidente sia musulmano, ma non considera l’Islam religione di stato.

Secondo la costituzione del 2012, il presidente viene eletto dai cittadini siriani in una elezione diretta. Il presidente Assad è attualmente il segretario regionale del partito Baath in Siria e leader della coalizione di governo del Fronte progressivo nazionale.

Il parlamento siriano è il Consiglio popolare, formato da 250 membri, eletti ogni quattro anni in 15 circoscrizioni multinominali

I poteri giudiziari della Siria comprendono la Corte suprema costituzionale, l’Alto Consiglio giudiziario, la Corte di cassazione e le Corti di sicurezza dello Stato. Secondo la Costituzione la giurisprudenza islamica (sharia) è una delle principali fonti di legislazione.

Il Partito Baath Socialista Arabo (Baath = “Risorgimento”), nasce nel 1966 come fazione del Partito Baath Unito, partito socialista nazionalista pan-arabo ed è stato il partito al potere in Siria per oltre 50 anni. Dal colpo di stato del 1970 al 2000, il leader del partito è stato il presidente siriano Hafiz al-Assad. Dal 2000, la leadership è condivisa tra suo figlio Bashar al-Assad (capo del Comando regionale) e Abdullah al-Ahmar (capo dell’organizzazione nazionale pan-araba).

Il Baath si presenta alle elezioni all’interno del Fronte Progressivo Nazionale (FPN), che raggruppa oltre al Baath vari piccoli partiti nazionalisti e di sinistra.

In passato solo il FPN poteva presentarsi alle elezioni e i vari partiti all’interno di essi si dividevano i deputati da eleggere. Nelle elezioni del 2003 e 2008 un terzo dei seggi in parlamento fu assegnato a candidati indipendenti.

Nel 2012, la Siria ha tenuto le sue prime elezioni in cui partiti di fuori della coalizione di governo potevano prendere parte.  Dato che non esistevano partiti legali di opposizione, uno dei partiti dell’FPN il Partito Social Nazionalista Siriano (nato nel 1932 su ispirazione del Partito Nazionalsocialista tedesco, dalla cui ideologia si è poi dissociato) è passato all’opposizione, creando il Fronte Popolare per il Cambio e la Liberazione (FPCL) assieme ad una lista di ex membri del Partito Comunista Siriano (anch’esso parte dell’FPN).

La lista di opposizione ha preso 6 seggi su 250.

Nelle elezioni del 2016 il Partito Social Nazionalista si è di nuovo alleato con il Baath e quindi nessun candidato di opposizione è stato eletto in parlamento.

8. GUINEA EQUATORIALE

 

 

La Guinea Equatoriale è una repubblica presidenziale, in cui il Presidente è sia il capo dello stato che il capo del governo. Il Primo Ministro è  nominato dal Presidente e opera sotto i poteri delegati dal Presidente. Il potere esecutivo è esercitato dal governo. Il potere legislativo spetta sia al governo sia alla Camera dei rappresentanti del popolo.

La Guinea equatoriale è diventata indipendente dalla Spagna il 12 ottobre 1968. Da allora, il paese ha avuto solo due presidenti: Francisco Macías Nguema, che era stato il sindaco della città di Mongomo sotto il governo coloniale spagnolo, e suo nipote Teodoro Obiang Nguema Mbasogo che governa dal 1979, quando andò al potere con colpo di stato militare assassinando suo zio.

La Guinea Equatoriale diventò un regime a partito unico nel 1973, con il Partito Unito Nazionale dei Lavorati come unica organizzazione politica legale nel paese. Nel 1987 Teodoro Obiang Nguema fondò il Partito Democratico della Guinea Equatoriale (PDGE), i cui dirigenti sono in gran parte membri della famiglia del Presidente. La Guinea Equatoriale è tornata ad essere formalmente una democrazia pluripartitica negli anni ’90, anche se il PDGE ha sempre mantenuto una egemonia assoluta sulla vita politica del paese e le elezioni sono sempre state considerate una finzione democratica.

Nel 2004 un fallito tentativo di colpo di stato contro Obiang fu organizzato da un gruppo di mercenari inglese, tra cui Mark Thatcher, figlio dell’ex primo ministro inglese Margaret Hilda Thatcher.

La Guinea Equatoriale è una delle più feroci dittature del mondo e anche uno dei più corrotti, dove la famiglia di Obiang ha in mano buona parte dei ricavi dello sfruttamento delle risorse petrolifere del paese.

La Camera dei rappresentanti del popolo (Cámara de Representantes del Pueblo) ha 100 membri, eletti per un periodo di cinque anni con rappresentanza proporzionale in collegi elettorali multinominali. Il Senato ha 70 membri, dei quali 55 eletti direttamente e 15 nominati dal presidente.

Alle ultime elezioni del 2016 presidenziali Obiang ha ottenuto il 93,5% dei voti. Alle elezioni parlamentari del 2017, il PDGE ha ottenuto 99 seggi su 100 alla Camera e 55 su 55 al Senato.

L’unico candidato eletto dell’opposizione fu arrestato poco dopo la sua elezione con l’accusa di preparare un complotto per rovesciare il regime e da allora se ne sono perse le tracce.