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IL MAPPAMONDO – Il 2017 termina con una Liberia diversa (e una Catalogna divisa)

CATALOGNA

In Catalogna, come risaputo, la vittoria è andata agli indipendentisti, che hanno ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi, ovvero 70 su 135. Primo partito è risultato però il movimento dei Cittadini (C’s) con il 25,4% dei suffragi, a fronte del 21,7% di Insieme per la Catalogna (JuntsxCat), il partito dell’ex Governatore in esilio Carles Puidgemont, colui che aveva dichiarato l’indipendenza ma poi ha (forse poco coerentemente) accettato di partecipare a queste elezioni regionali per il rinnovo degli organi della Comunidad Autonoma. Solo terzi, con grande delusione, gli indipendentisti della Sinistra Repubblicana di Catalogna (ERC). Lo scontro a quanto pare ha creato una polarizzazione tra destre.

Ma  prescindere dai risultati e dal numero dei seggi, noti ai più, vediamo come si è distribuito il voto territorialmente.

In blu acciaio, le province dove ha primeggiato JuntsxCat, e in grigio scuro le province ove a prevalere è stato Ciudadanos.

Possiamo notare una vera e propria netta suddivisione tra Barcellona e le città marittime da un lato, e l’entroterra e i villaggi dall’altro.

In particolare, il voto secessionista è stato più forte nelle zone a Nord-Est a ridosso dei Pirenei e vicine al confine francese, ma anche nella zona della città di Girona. Discreto anche se meno forte il risultato tra i villaggi montani vicino all’Andorra, e nella Provincia di Lleida, a Nord-Est.
Egualmente deboli, invece, sono stati i voti indipendentisti nelle province turistiche sul litorale, nelle zone dell’Ebre, di Tarragona, e infine nella metropoli di 1 milione e 600mila abitanti che dovrebbe ergersi a capitale della nuova Repubblica Catalana.

Le zone più aperte all’Europa, all’esterno e al Mediterraneo, in netto contrasto con la provincia nazionalista. Almeno in teoria. Perché unionismo vuol dire anche nazionalismo spagnolo, quello mostrato dal Governo di Mariano Rajoy che, nonostante il pessimo risultato dei Popolari, anche dopo queste elezioni, ha rifiutato ogni ipotesi di dialogo scegliendo la linea oltranzista.

Con queste elezioni finisce il lungo e densissimo (elettoralmente) 2017.
Buon 2018 a tutti, un 2018 che sarà pieno di sfide, a partire da quella, non di competenza di questa rubrica ma di tutto il resto del blog, delle elezioni politiche italiane.
By Skorpios