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Sondaggio BIDIMEDIA – Primarie PD: Zingaretti vicino alla vittoria, Martina avanza, ma non basta. Buon esordio per Giachetti.

Affluenza

Si è detto nei precedenti appuntamenti come l’affluenza ai gazebo sia essenziale per determinare il successo delle primarie. La stima di chi si recherà al voto resta maggiore rispetto al 2017, ma con un dato preoccupante per il PD: risulta in calo. L’affluenza è registrata infatti tra 1,3 e 2,4 milioni di elettori e simpatizzanti del PD, mentre a novembre erano tra 1,4 e 2,6 milioni i votanti attesi. Si può presumere che la flessione sia causata dall’assenza di un competitore forte come era ritenuto essere Marco Minniti; al contrario ora, se da una parte la vittoria di Zingaretti è data per scontata, dall’altra i rivali principali non scaldano i cuori degli elettori.

I risultati

Nicola Zingaretti riesce a raggiungere per la prima volta il 50% dei consensi, segnando un aumento del 10% rispetto a novembre. L’incremento sembra dovuto alla confluenza sul Presidente della Regione Lazio non solo dei voti di Cesare Damiano, ma anche di parte di quelli in quota a Marco Minniti.

In seconda posizione, ma molto staccato, troviamo l’ultimo segretario del PD, Maurizio Martina, con il 22% dei voti. Forte del sostegno dell’ex candidato Matteo Richetti, Martina aumenta i voti del 5% rispetto alla somma dei due nel sondaggio del mese scorso e tuttavia non pare in grado di insidiare Zingaretti. Martina ha anche ricevuto non pochi voti di Minniti, grazie agli accordi con diversi big “renziani”.

Tuttavia una cospicua porzione di elettori vicini all’ex sindaco di Firenze non paiono convinti dalla candidatura dell’esponente bergamasco del Pd e contribuiscono al buon risultato d’esordio del “terzo incomodo“. Debutta in terza posizione, infatti, Roberto Giachetti, candidato dell’ultimo minuto in coppia con la Parlamentare Umbra Anna Ascani. I due si portano al 20%, ad un passo dalla coppia Martina/Richetti. Anch’essi tuttavia non sembrano in grado, almeno ad oggi, di competere per la prima piazza.

Rimangono sempre molto distaccati gli altri sfidanti. Francesco Boccia si porta in quarta posizione, con il 4% (+2% rispetto ad ottobre), mentre Dario Corallo raggiunge il 2% (+1%). Stessa quota per la new entry Maria Saladino che debutta, appunto, con il 2%.

Gli ultimi tre, secondo il regolamento Pd, con questi risultati non supererebbero la “tagliola” delle primarie tra gli iscritti e non accederebbero quindi alle primarie aperte. Per esserci il 4 marzo bisogna infatti arrivare tra i primi tre classificati, oppure ottenere almeno il 15%, nel voto tra gli iscritti; condizione che pare irraggiungibile per Boccia, Corallo e Saladino.

La soglia del 50%

Il risultato più significativo del Sondaggio Bidimedia di dicembre è senza dubbio il raggiungimento del 50% dei voti da parte di Zingaretti. Solo superando la metà dei consensi infatti, si avrebbe l’elezione diretta a segretario; in caso contrario i due candidati più votati dovrebbero sfidarsi in un ballottaggio tra i soli eletti in assemblea nazionale. Un’eventualità quest’ultima vista come una potenziale sciagura per il Pd in quanto foriera di ulteriori polemiche e debolezza del segretario eletto, difficoltà che il già malato Partito Democratico non potrebbe forse sopportare.

Arrivederci dunque a gennaio, quando saranno in corso o appena conclusi i voti nei circoli ed inizieremo ad avere risultati maggiormente probanti. Potremo così valutare se Zingaretti riuscirà nell’impresa di raggiungere il 50% o se al contrario qualche altro contendente diventerà abbastanza forte da sfidarlo.