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Regionali Umbria 2019 – La mappa interattiva Bidimedia con i risultati comune per comune

Pubblichiamo i risultati delle elezioni regionali svoltesi domenica in Umbria.

Continua la serie ininterrotta di vittorie del centrodestra che conquista un’ulteriore regione. In questo caso specifico si è verificato qualcosa di storico, considerato che dal 1970 ad oggi la presidenza della giunta è sempre stata appannaggio dai comunisti e dai loro eredi Pci-Pds-Ds-PD.
Da segnalare anche il rilevante aumento della partecipazione, dal 55,43 del 2015 sino al 64,69, circostanza ancora più significativa se si considera che rispetto al passato non c’erano elezioni comunali concomitanti a fare da traino.

La vincitrice è dunque l’attuale senatrice leghista Donatella Tesei, che riesce ad imporsi in ben 86 comuni su 92 con il 57,55%. L’Umbria continuerà ad essere governata da una donna, come ormai accade dal 2000. Le percentuali più elevate si riscontrano soprattutto nella Valnerina, quelle meno elevate nel capoluogo regionale, a Gubbio e nella parte centro-occidentale della regione. Per quanto riguarda le liste ottima affermazione della Lega, lista più votata e in linea con il risultato delle europee. In crescita Fdi, vicino a percentuali che un tempo furono di Alleanza Nazionale. Sempre più marginale Forza Italia.

Al secondo posto l’imprenditore Vincenzo Bianconi, a capo di un’insolita coalizione fra centrosinistra e M5S che per la prima volta rinuncia a presentarsi da solo. I risultati non sono certamente quelli sperati considerato il ritardo di venti punti (37,48%) rispetto alla vincitrice e la vittoria in appena sei comuni. A livello di lista, il PD rimane seconda forza della regione con una percentuale in lieve calo rispetto alle europee. Malissimo il M5S che quasi dimezza rispetto allo scorso maggio, modesto il risultato di verdi e sinistra. I risultati superiori alla media si riscontrano essenzialmente nei comuni ad Ovest della linea immaginaria Orvieto/Gubbio

Terza piazza per Claudio Ricci, già candidato per la coalizione di centrodestra nel 2015, che stavolta si presentava da solo. Deludente la percentuale ottenuta (2,64%) che non consente neppure l’ingresso in consiglio. Nel derby tutto interno alla sinistra la spunta Rubicondi che con l’1,01% si porta davanti a Camuzzi (0,87%).

Gli ultimi tre candidati Martina Carletti, Antonio Pappalardo e Giuseppe Cirillo, del tutto estranei alla regione, ottengono percentuali inferiori al quarto di punto e un numero di voti di poco superiore al numero di sottoscrizioni richieste per partecipare alla competizione elettorale.

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Sam
Sam