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Simulazione Collegi BiDiMedia: Centrodestra vincente, nel Centrosinistra l’alleanza conviene a tutti

BiDiMedia, sulla base dei numerosi sondaggi recentemente svolti, ha svolto una approfondita simulazione dei collegi uninominali.

Lo scenario con le coalizioni attualmente definite (Cdx-Csx-M5s-Iv-altri) – Camera dei Deputati

Allo stato attuale, la coalizione di Centro-Destra, costituita da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi con l’Italia/Italia al Centro e Coraggio Italia/UDC, otterrebbe 108 collegi uninominali alla Camera. Di questi 80 sono “solid”, cioè il distacco attuale è superiore ad 8 punti, mentre gli altri 28 sono “Lean”, con un vantaggio inferiore appunto agli 8 punti. Il Centro-Sinistra, definito nelle scorse ore dagli accordi di Letta e costituito da Partito Democratico, Azione/Più Europa, Alleanza Verdi e Sinistra ed Impegno Civico di Di Maio, vincerebbe 37 collegi, 12 in maniera solid e 25 lean. 2 Seggi vinti, infine, dall’SVP. Nessun’altro partito o coalizione, a partire dal M5S, riuscirebbe a vincere seggi nell’uninominale.

Ma come si distribuiscono geograficamente i collegi? Il Centrosinistra rimane forte principalmente nelle due regioni rosse storiche (Emilia-Romagna e Toscana), ma non nelle Marche ed in Umbria, e nei centri delle principali città come Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova ed anche Palermo. 

In qualche zona del Centro-Sud, specialmente in Sardegna, assistiamo ad una corsa tripolare – data la forza residua del Movimento 5 Stelle – che permette al Centrosinistra di strappare 5 collegi (tutti in maniera lean) pur non avendo numeri assoluti altissimi. Tutti gli altri collegi sono appannaggio del Centrodestra, spesso con vantaggi molto elevati. Il M5S non vincerebbe, secondo la simulazione BiDiMedia, alcun seggio.

La simulazione del Senato

Situazione molto simile al Senato, dove il Centrodestra vincerebbe 56 collegi (40 Solid, 16 Lean), mentre il Centrosinistra 16 (4 Solid, 12 Lean). Questa proporzione è simile a quella della camera ma è ulteriormente penalizzante per il Centrosinistra dato che, data la forza cittadina della coalizione, quest’ultima viene penalizzata man mano che i collegi diventano più grandi.

Secondo la nostra simulazione, i collegi in assoluto al Senato più in equilibrio sono Ravenna-Ferrara e Benevento (dati al Centrosinistra) e Arezzo e Rimini (dati al Centrodestra). A Benevento, in particolare, la candidatura del partito di Clemente Mastella potrebbe spostare gli equilibri, in un collegio previsto testa a testa in questa simulazione.

I collegi plurinominali e la composizione complessiva delle Camere

Nei collegi plurinominali della Camera, invece, il Centrodestra vincerebbe 122 seggi, il Centrosinistra 95, il Movimento 5 Stelle 27, SVP 1. Al Senato, invece, approfittando dello sbarramento implicito causato dalla distribuzione regionale dei seggi, il Centrodestra ottiene più del 50% dei seggi (64). Segue il Centrosinistra con 46 ed il Movimento 5 Stelle con 12.

Sommando i due valori, alla Camera il Centrodestra disporrebbe di 230 seggi pari al 58% dei seggi totali (un valore relativamente lontano dal 66% necessario per poter varare le riforme costituzionali), il Centrosinistra ne otterrebbe 132 (33%), il M5S 27 (7%), il resto a SVP (3 seggi) ed Estero (8 seggi).

Al Senato la differenza è ancora maggiore: il Centrodestra avrebbe 120 seggi su 200 (206 se si contano i senatori a vita), il Centrosinistra 62, il M5S 12, SVP 2.

Ricordiamo che ai tempi del Porcellum le maggioranze “solide” erano costituite dal 54% dei seggi.

Scenario con il Centrosinistra diviso

Cosa accadrebbe se la Coalizione di Centrosinistra dovesse rompersi? Il Centrodestra aumenterebbe in maniera notevole i collegi vinti.

Nel caso in cui a sfilarsi fosse l’Alleanza Verdi e Sinistra, infatti, il Centrodestra arriverebbe a 247 seggi totali (62%). Se ad uscire dalla coalizione fosse invece il partito di Calenda e Bonino i collegi vinti arriverebbero a 250 (63%). Addirittura, se la coalizione saltasse del tutto e si andasse “ognuno per conto suo”, il Centrodestra arriverebbe addirittura a 257 seggi, pari al 64% del totale, molto vicino al 66% necessario per le riforme costituzionali.

È oltremodo evidente, dai numeri della simulazione, l’utilità per il Centrosinistra di allearsi.

Alleanza di Csx: chi ci guadagna?

Ma per il PD è stato davvero conveniente realizzare l’alleanza? Tante critiche sono arrivate all’accordo stipulato oggi che prevede, come proporzioni per l’uninominale il 57% dei collegi assegnato al PD, il 24% ad Azione/Più Europa, il 14% all’Alleanza Verdi e Sinistra, il 5 ad Impegno Civico di Di Maio.

Secondo la simulazione il PD, andando da solo, avrebbe vinto solo 13 collegi tra Camera e Senato. Con l’attuale coalizione, invece, l’alleanza ne ottiene 53. Assumendo una distribuzione omogenea tra i partiti dei collegi sicuri da vincere, incerti ed impossibili da ottenere, al Partito Democratico spetterebbero quindi 30 seggi in cui può plausibilmente vincere. Il guadagno netto della strategia di Letta è quindi di 17 collegi, numeri alla mano.

Inutile dire che per gli alleati la convenienza è ancora maggiore: tutti gli altri partiti della coalizione di Csx infatti con la corsa solitaria non vincerebbero alcun collegio. Azione/Più Europa guadagnerebbe quindi ben 13 seggi, l’Alleanza Verdi e Sinistra 7, Impegno Civico 3.

Dove avverrà la battaglia per gli Uninominali?

Nello scenario attuale sono 40 i collegi maggiormente contendibili. La regione che ne ha la maggior concentrazione è la Campania (9), in seconda battuta abbiamo la Toscana, seguita da Lazio e Sardegna. Secondo la simulazione BiDiMedia, quindi, sarebbe utile alle varie forze politiche dedicare più forze in queste zone in campagna elettorale.
Se il Centrosinistra riuscisse a guadagnare 5 punti a livello nazionale, la maggior parte della collegi contesi rimarrebbe in Campania; aumenterebbe però la presenza di uninominali in bilico in regioni come Sicilia e Marche, che diventerebbero terreno di caccia per la coalizione guidata dal Partito Democratico.
Infine, lo scenario contrario: se il Centrodestra riuscisse ad ampliare il distacco di altri 5 punti, diverrebbero contendibili numerosi collegi in Emilia Romagna e Toscana, oltre che ad alcuni collegi cittadini delle principali città.

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