Sondaggio Winpoll – Puglia: Fitto favorito per la vittoria, Emiliano soffre la concorrenza liberale (10%)
Marzo 7, 2020
Sondaggi d’Europa – Aggiornamenti al 7 marzo
Marzo 7, 2020

Sondaggi d’America – Biden vince il Super Tuesday ed è ora il favorito per la nomination. Bloomberg e Warren si ritirano.

Salve amici. Grandi novità in seguito al Super Tuesday: grandi vittorie di Biden, il quale è ora il favorito nella sfida a due con Bernie Sanders.

I risultati del Super Tuesday

E’ stato un grande Super Tuesday per Joe Biden, il quale si è imposto in ben 10 stati, contro i 4 conquistati da Bernie Sanders e il territorio (American Samoa) vinto da Mike Bloomberg. Nel complesso, Biden ha conquistato 639 delegati contro i 553 di Sanders. Bloomberg e Warren entrambi a quota 75, mentre Tulsi Gabbard (ancora in corsa) ha conquistato 2 delegati dalle American Samoa.

L’ex vicepresidente ha vinto comodamente negli stati in cui arrivava con il favore del pronostico, con margini più ampi del previsto: è questo il caso di Alabama, Arkansas, North Carolina, Oklahoma, Tennessee e Virginia. Biden si è imposto anche in Texas, dove i sondaggi assegnavano un lieve vantaggio a Sanders ma i fondamentali della sfida facevano presagire una sfida all’ultimo voto con buone possibilità di vittoria per l’ex vice di Obama. Sicuramente importante è stato l’endorsement del texano Beto O’Rourke, così come importante per Biden è stato l’appoggio dell’ex candidata e senatrice del Minnesota  Amy Klobuchar. E qui entriamo nella categoria degli stati vinti da Biden nonostante il fatto che non abbia fatto campagna elettorale: il Minnesota appunto, dove il favorito dopo il ritiro di Klobuchar era Sanders, il Massachusetts, home-state di Elizabeth Warren che però ha visto la senatrice piazzarsi solamente al terzo posto, dove tutti davano una sfida combattuta tra Sanders e Warren, e il Maine, stato stravinto da Sanders 4 anni fa.

Bernie Sanders si è imposto in 4 stati: il suo Vermont (dove però Biden è ampiamente sopra la soglia del 15%), Utah, Colorado e – soprattutto – California, dove il senatore del Vermont è avanti di oltre 7 punti percentuali ma dove ci sono ancora molti voti da contare, con il margine di vittoria che potrebbe ridursi. Però, la notizia positiva per Sanders è il vantaggio di 50 delegati su Biden in questo stato, mentre – sempre sul fronte delegati – non ci sono buone notizie dagli altri stati vinti: in Vermont, Sanders non è riuscito a fare en-plain, mentre tutti i 4 candidati principali hanno superato la soglia del 15% in Colorado e Utah, togliendo delegati al senatore del Vermont. Notizie non incoraggianti se guardiamo a due aspetti: il primo è che Sanders non è riuscito a confermarsi in stati vinti (e stravinti) 4 anni fa, il secondo è relativo alle percentuali ottenute dal senatore del Vermont, partito con una percentuale compresa tra il 25% e il 26% nei primi 2 stati (Iowa e New Hampshire), percentuale intorno alla quale gravitano molti dei risultati ottenuti da Sanders nel Super Tuesday, segno di qualche problema nell’espansione della sua coalition, elemento necessario per vincere la nomination e che ha portato molti candidati a ritirarsi (pensiamo a Buttigieg e Klobuchar e alle loro difficoltà con l’elettorato afro-americano).

Mike Bloomberg, nonostante i miliardi spesi, è riuscito a vincere solamente nelle American Samoa e a conquistare delegati in soli 8 stati su 14, pertanto mai impensierendo né Biden né Sanders per la vittoria in nessuno di questi stati. Bloomberg ha “scommesso” sul fallimento di Biden per conquistare il ruolo del “candidato moderato sostenuto dall’establishment”, ma così non è andata, dopo la sua disastrosa performance nel dibattito in Nevada, il grande successo di Biden in South Carolina e il seguente sostegno a valanga da parte dell’establishment. L’ex sindaco di New York si è ritirato ed ha dichiarato il sostegno a Biden.

Elizabeth Warren ha conquistato delegati in 10 stati su 14, ma anche lei non è andata vicino alla vittoria da nessuna parte, neanche nel suo Massachusetts, dove ha conquistato una deludente terza posizione. Inevitabile il ritiro, ma nessun endorsement, né per Biden, né per Sanders, invece parole dure sul comportamento della parte più estrema dei sostenitori del senatore del Vermont. Il suo sostegno per Biden potrebbe contribuire a porre fine alla sfida per la nomination, un appoggio a Sanders potrebbe aiutarlo a riaprire i giochi, anche se i suoi sostenitori sembrano dividersi in modo abbastanza equivalente tra i due candidati rimasti (oltre a Tulsi Gabbard).

Il conteggio dei delegati

Rispetto all’ultimo aggiornamento, oltre all’inserimento dei delegati conquistati durante il Super Tuesday (anche se in California, Texas e Utah ci sono ancora molti voti da contare e quindi potrebbero esserci dei cambiamenti), abbiamo operato alcune modifiche. Prima di tutto, noterete come il numero dei delegati conquistati dai candidati ritiratesi (Bloomberg, Warren, Buttigieg e Klobuchar) è inferiore rispetto a quello dei delegati “vinti sul campo”. Ciò perché, almeno secondo le regole ufficiali del Partito, i delegati attribuiti a tali candidati a livello statale (e non congressuale) devono essere ripartiti tra i candidati ancora ufficialmente in corsa. Secondo, ricordiamo come i “superdelegati” potranno votare soltanto a partire da una eventuale seconda votazione alla Convention, ma i delegati ancora attribuiti ai candidati non più in corsa possono scegliere liberamente per chi votare già dalla prima votazione e – visti gli endorsement ufficiali – abbiamo aggiunto nella tabella la somma di tali delegati a quelli conquistati da Biden.

Biden ha conquistato 716 delegati, ossia il 47,7% di quelli assegnati finora, e quindi gliene mancano 1274 per conquistare aritmeticamente la nomination (il 51,4% dei delegati rimasti a disposizione). Trattasi di una buonissima notizia per Biden, vista la sfida a due che si prospetta con Sanders e l’assenza di altri candidati moderati che tolgano delegati. Sommando ai delegati di Biden quelli dei 3 candidati moderati non più in corsa, arriviamo a quota 802 delegati (il 53,4% di quelli assegnati) e – soprattutto – la percentuale di delegati necessaria a Biden per vincere scende al 47,9%. Sanders è a quota 639 (42,6%) e ha bisogno di 1351 delegati (il 54,5% di quelli rimanenti) per vincere la nomination.

Nella prossima pagina la situazione dei prossimi stati al voto e del Nazionale
Ti sta piacendo questo articolo? Contribuisci alla sopravvivenza di Bidimedia, donando anche solo pochi euro. Grazie!


In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.