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Sondaggi d’America – A due settimane dal voto, sfida incerta in Iowa. Alta tensione Sanders-Warren.

State of the race: sondaggi, dibattito, tensione Sanders-Warren

Salve amici. E’ stata una settimana molto movimentata tra i democratici. In seguito alla diffusione di un memo di alcuni attivisti legati a Bernie Sanders in cui, per convincere gli elettori a votare per il senatore del Vermont, si invitava a dipingere Elizabeth Warren come “candidata dell’elite”, è uscita la notizia di un incontro del 2018 tra Sanders e Warren in cui il primo avrebbe detto a Warren che una donna non avrebbe potuto vincere le elezioni presidenziali del 2020. Warren non ha negato che tale argomento sia stato al centro della conversazione, cosa che invece ha fatto Sanders. Alla fine del dibattito, Warren – visibilmente irritata – ha accusato Sanders di avergli dato della bugiarda in diretta tv. Il senatore del Vermont le ha risposto che era disponibile a parlarne ma non in quel momento, accusandola a sua volta di avergli dato del bugiardo. Insomma, alta tensione tra due colleghi, amici e provenienti dalla stessa area politica. Forse è proprio quest’ultimo fatto alla base della tensione, ossia la necessità per Warren, indietro nei sondaggi rispetto a Sanders, di giocarsi il tutto per tutto e di porsi come colei che può unire i democratici in alternativa ai due frontrunners. Secondo un sondaggio di Ipsos, Warren ha vinto il dibattito dello scorso 14 gennaio: miglior performance (3,3 in media contro il 3,1 di Sanders), miglior incremento di elettori che prendono in considerazione la candidatura). Klobuchar e Steyer sono coloro che hanno più incrementato i giudizi positivi, seguiti da Buttigieg e Warren. Per quanto riguarda i sondaggi svolti a livello nazionale, da notare come il vantaggio di Biden sia passato da 11,1 a 7,8 punti percentuali. L’ex vicepresidente fa registrare un calo dell’1,6%, mentre Sanders fa segnare un incremento di 1,7 punti percentuali. Stabili Warren e Buttigieg, mentre Bloomberg fa registrare il miglior incremento tra tutti i candidati (+ 3,8%) e si porta per la prima volta in quarta posizione, superando l’ex sindaco di South Bend. Perde leggermente terreno Klobuchar, mentre Yang continua a crescere e si porta sopra il 4%. Da registrare il ritiro di Cory Booker, senatore del New Jersey, il quale non è mai riuscito a guadagnare terreno negli ultimi mesi.

– 2 settimane al voto in Iowa

Tra 2 settimane si terranno i primi caucuses della lunga stagione delle elezioni primarie democratiche. Mai come quest’anno è necessario un recap su tale meccanismo. Il 3 gennaio, si terranno queste riunioni di simpatizzanti democratici in cui sarà possibile esprimere la propria preferenza per il candidato alla presidenza. In ognuno di questi incontri, i sostenitori dei candidati che non hanno superato il 15% in quel dato caucus (non in tutto lo stato) dovranno riversarsi su uno dei candidati che ha superato la soglia. In seguito, avverrà il processo di conversione in delegati statali (il quale si basa sul secondo dato, ossia quello successivo al trasferimento degli elettori). Negli anni passati, il dato riportato dai democratici dell’Iowa era solamente quello relativo al numero di delegati statali. Da quest’anno, saranno riportati tutti e 3 i dati: il totale dei voti ottenuti da tutti i candidati nei vari caucus; tale dato corretto in seguito alla ripartizione degli elettori dei candidati con meno del 15% nei vari caucuses; il dato relativo al numero di delegati statali (calcolato a livello di contea sulla base del secondo dato). Quindi, mai come quest’anno, è possibile che il vincitore nel voto popolare sia diverso da quello del voto popolare dopo l’uscita di scena dei candidati con meno del 15% e del numero di delegati statali. Ad esempio, ad oggi sembra molto probabile che Amy Klobuchar sia al di sotto del 15% in moltissimi caucuses, quindi le seconde preferenze degli elettori di quest’ultima potrebbero riversarsi sui “moderati” (Biden e Buttigieg). Lo stesso vale per candidati come Steyer, Gabbard. Quindi non è da escludere del tutto, ad esempio, uno scenario con Sanders avanti nel voto popolare ma con Biden avanti negli altri due conteggi.

Abbiamo qui riportato i dati delle nostre due previsioni, relativi al primo conteggio, ossia quello che include tutti i candidati. Notiamo una grande incertezza: nei due modelli, i primi quattro candidati sono racchiusi, rispettivamente, in 4,7 e 6,7 punti percentuali. Rispetto all’ultimo aggiornamento, da segnalare un calo di Pete Buttigieg, il quale non è più avanti nel modello che include solo i sondaggi e scivola in terza posizione, mentre Joe Biden ha guadagnato la testa in entrambi i modelli. E’ molto chiaro che una vittoria dell’ex vicepresidente in Iowa potrebbe significare una grande ipoteca sulla nomination democratica. Ma per molti il favorito è Bernie Sanders, pressoché stabile nei nostri due modelli ma in testa nel prestigioso sondaggio svolto dal Des Moines Register (il miglior sondaggista degli Stati Uniti). In lieve ripresa Elizabeth Warren, continua a crescere Amy Klobuchar, la quale però a due settimane dal voto si trova ancora lontana dal 10%. Anche se, non dimentichiamolo, negli anni passati il voto in Iowa ci ha riservato sorprese: nel 2004, John Kerry ha visto cominciare la sua crescita – che poi lo ha portato a vincere – 2 settimane prima del voto a crescere fortemente nei sondaggi, mentre il repubblicano Santorum è salito alla ribalta nell’ultima settimana precedente i caucuses.

Nella prossima pagina le tabelle con i due modelli di previsione

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