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Sondaggio Termometro Politico: forte calo leghista, mentre crescono PD e Csx. M5S sull’orlo dell’abisso

Rispetto alla precedente rilevazione Termometro Politico, nell’ultimo sondaggio novembrino del giornale online di Gianluca Borrelli, netto calo della Lega, mentre cresce il PD.

Il partito di Salvini subisce una battuta d’arresto molto netta: -1 punto percentuale esatto in una settimana; nel Cdx compensano solo in parte il calo leghista FdI, che sale in doppia cifra, e FI, tornata al 6%.

Nel Csx, buon momento del PD che cresce di mezzo punto, lieve calo di Italia Viva, netta crescita per il partito di Calenda, qui ancora indicato come Siamo Europei (si attende che venga aggiornato con Azione, nome presentato già da un paio di settimane). Stabili Verdi e La Sinistra, minimo guadagno per +Europa; nel complesso l’area di Centrosinistra cresce di circa un punto percentuale.

Chi continua a calare è il M5S, ora pericolosamente sul filo del 15%, una soglia psicologica non indifferente: scendere al di sotto di essa potrebbe portare a forti fibrillazioni nel 5 Stelle e, di conseguenza, nel governo.

I temi di attualità politica

Nella prossima pagina, Termometro Politico ha rilevato l’opinione degli italiani su alcuni temi di attualità: ILVA e crisi industriali, dissesto idrogeologico, finanziamento ai partiti.

Riguardo all’acciaieria tarantina e più in generale alle grandi crisi industriali, la maggioranza degli italiani è a favore agli interventi statali a salvaguardia delle aziende strategiche, su modello di una nuova IRI: il 55% dei rispondenti approva tale soluzione, con diverse sfumature riguardo a perdite e condizioni di efficienza.

Molto netto il parere sul dissesto idrogeologico: la colpa è innanzitutto di illegalità diffusa e corruzione, in secondo luogo dell’incuria nella gestione del territorio. Solo un’esigua minoranza si sente tutelata dai controlli su strade e viadotti; addirittura quasi il 40% degli italiani crede che non vengano proprio effettuati.

Sul finanziamento ai partiti le opinioni sono variegate, tuttavia la maggioranza non è favorevole alla reintroduzione di forme di sovvenzione pubbliche: il 54,7% dice no al ripristino dei soldi ai partiti, quota che tuttavia si suddivide tra chi ritiene equa la situazione attuale (finanziamento tramite 2×1000) e chi invece (30% circa) vorrebbe togliere qualsiasi forma di finanziamento alle formazioni politiche.

Un parere che a dire il vero cozza con l’indignazione per le vicende della fondazione Open: se infatti i partiti non ricevono denaro nè pubblico nè tramite altri canali quali il 2×1000, il finanziamento privato attraverso donazioni, fondazioni e simili resta l’unica via percorribile.

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